A cura della Dottoressa Silvana Di Martino
Dimentica l’idea del digiuno estremo prima di un intervento: oggi anche la medicina parla il linguaggio del benessere. Le nuove linee guida trasformano una pratica rigida in un rituale più umano, attento al corpo e alle sue esigenze.
Fino a qualche anno fa, “niente cibo dalla mezzanotte” era la regola assoluta. Oggi, invece, si punta su un approccio più smart: pasti leggeri concessi fino a 6 ore prima, e perfino acqua, tè o caffè (senza latte) fino a 2 ore dall’anestesia. Un cambiamento che riduce stress, disidratazione e quella sensazione di debolezza che molte persone temono.
Il vero segreto? La personalizzazione. Qui entra in gioco il nutrizionista, che costruisce un percorso su misura: c’è chi ha bisogno di più energia, chi deve stabilizzare la glicemia, chi arriva all’intervento già in condizioni di fragilità. In alcuni casi, persino una bevanda ricca di carboidrati prima dell’operazione può fare la differenza, aiutando il corpo ad affrontare meglio lo stress chirurgico.
Questo nuovo approccio si inserisce in una visione più ampia della medicina: non solo curare, ma preparare il corpo al meglio, proprio come si farebbe prima di un grande evento. Perché anche un intervento chirurgico, in fondo, richiede equilibrio, attenzione e cura di sé.
Il messaggio è chiaro: ascoltare il proprio corpo, affidarsi ai professionisti e abbandonare i vecchi miti. Anche il digiuno, oggi, diventa parte di uno stile di salute più consapevole e decisamente più “glam”.
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