Gabriele Naccarato – Regista, Attore e Coreografo Teatrale – Autore di Dance My Self.

L’ arte di porre in scena se stessi raccontando personali esperienze di vita…danzando!

di Daniela Cavallini

Oggi, con il mio gradito ospite Gabriele Naccarato – Ballerino/Attore e Coreografo teatrale -, affronto un tema innovativo e molto affascinante: l’arte di porre in scena se stessi, comunicando le  proprie esperienze di vita,  attraverso la fluidità della danza.

Gabriele è un artista poliedrico,  laureato in LAMPS – letteratura/arte/musica/spettacolo – ed ha conseguito due Master:  Pedagogia Teatrale e Teatro Danza. Nasce come Tecnico Accademico di Danza e nell’ambito della sua ricerca personale, si pone l’obiettivo di conferire alla danza un concetto all’insegna della democraticità, ovvero “di tutti e per tutti”, scevro da stereotipi correlati alla perfezione estetica e basato sulla trasposizione esperienziale.

Daniela Cavallini:

Ciao Gabriele, innanzitutto benvenuto e complimenti per questa tua innovazione teatrale. In questo momento vorrei “danzare la mia curiosità…”

Gabriele Naccarato:

Perchè no?!  Colgo l’idea per uno dei prossimi spettacoli ed inizio da subito “danzando” per te ed i nostri lettori  la mia esperienza.

Mettere in scena se stessi, elude gli archetipi del teatro, pertanto ne consegue l’unicità di ogni rappresentazione  e soprattutto esalta e trasmette l’emozione dell’Attore che si racconta senza barriere.

Emozioni reali, di vita vissuta, partendo dall’assunto che ogni storia merita di essere raccontata, senza inibizioni.

Daniela Cavallini:

Nei tuoi spettacoli si evidenzia la tua particolare sensibilità rivolta ad aspetti sociali delicati e dolorosi. Una, tra le storie che hai portato in scena e che mi ha molto colpita riguarda il dramma dell’impotenza dell’uomo a fronte della decisione della donna di abortire…  Sono sicura che il racconto, per quanto riassunto, toccherà la sensibilità di molti, elicitando riflessioni importanti… Vuoi  parteciparci?

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Gabriele Naccarato:

Certo Daniela, con piacere. E’ lo spettacolo di teatrodanza prodotto da Chimera Teatro, presentato al Festival d’Avignone.

Parte Sententia – Tle Look Beyond the choice

Il protagonista vive intrappolato in una convinzione che gli brucia addosso: “Sono un uomo, quindi conquisto.” È il mantra che lo spinge avanti, giorno dopo giorno, in una corsa senza pause. Deve essere forte, competitivo, impeccabile. Deve dimostrarlo a sé stesso, e soprattutto alle donne. La sua esistenza è un vortice di gesti rapidi, musica incalzante, adrenalina che non lascia spazio al pensiero. Finché la danza non diventa abbraccio. Finché la donna — una figura ipotetica, quasi un’ombra — non gli dice di essere incinta.

Lui sente il peso del dovere, quello antico, quello che gli è stato insegnato. Ma non fa in tempo a formulare un pensiero: lei ha già deciso. Abortirà.

Ed è lì che il tempo si spezza.

All’improvviso l’uomo scopre di non avere scelta, di non avere potere, di non avere alcun controllo su ciò che credeva gli appartenesse. La forza, la conquista, la sicurezza maschile si dissolvono come fumo. Le giornate continuano, ma il suo corpo si muove in un’altra metrica: rallentata, sospesa, quasi trattenuta dal peso di una consapevolezza nuova.

La performance indaga proprio questo: cosa accade quando un uomo vive l’aborto non come spettatore distante, ma come esperienza che lo attraversa, lo destabilizza, lo costringe a guardare la propria identità da un angolo inedito. Perché l’aborto riguarda il corpo e la salute di una donna, ma può scuotere profondamente anche chi le sta accanto, rivelando fragilità, limiti, responsabilità emotive spesso taciute.

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“Parte sententia” — un giudizio parziale — diventa allora il simbolo di una scelta che esclude tutte le altre, lasciando il protagonista in un territorio di sospensione, vulnerabilità e trasformazione. Un luogo dove la mascolinità non è più armatura, ma domanda aperta.

Regia e Drammaturgia di Elisa Faggioni – Spettacolo di TeatroDanza

Coreografie di Gabriele Naccarato e Fausto Paparozzi

Musiche Originali di Andrea Lucarini Trucco

Organizzazione di Federico Fanella

Con Alfredo Giordano e Fausto Paparozzi

Dance MySelf

                                                         


Daniela Cavallini:

Emozioni di vita vissuta, alle quali aggiungerei anche interpretazioni personali di spettacoli noti, ma liberamente rivisitate dai coreografi, come ad esempio “Il meraviglioso sogno di Alice”, tratto da “Alice nel paese delle meraviglie”.

Gabriele Naccarato:

“Alice in Wonderland”. Alice nel paese delle meraviglie, una fiaba senza tempo che con una narrazione coinvolgente ed una scenografia spettacolare, trasporta il pubblico  nel magico mondo di Alice, tra personaggi stravaganti ed atmosfere oniriche.

Daniela Cavallini:

Malgrado i vincoli subordinati alla brevità della comunicazione efficace…  Come non citare Kali Hope – L’urlo di Calliope?!

Gabriele Naccarato:

Già,quindi, brevissimamente: è l’inizio di un viaggio, la musica Tekno incontra la Danza contemporanea ed il Teatro Danza  e presenta la storia di una Dea che incontra la storia. Il passato ed il presente, la storia, la voce delle donne e, soprattutto… il cuore.

Daniela Cavallini:

Caro Gabriele, è stato un vero piacere conoscerti, ti ringrazio per averci partecipato delle tue idee innovative e sarà un piacere seguire i tuoi aggiornamenti.