IL PROFUMO COME SPECCHIO DEI TEMPI. EVOLUZIONE SOCIALE DEL NOSTRO “SENTIRE”

di Claudia Scattolini

Dall’ostentazione degli anni ’80 al nuovo garbo contemporaneo: come Fragrance Designer analizzo levoluzione della profumeria artistica tra Skin Scent e Bio-hacking.

Immagina di essere qui nel mio salotto olfattivo, tra boccette, mouillettes e quell’odore di carta e resine che rende l’aria densa di storie.

Oggi non voglio parlarti di una singola nota, ma di qualcosa che ci tocca tutti: il modo in cui abbiamo smesso di usare il profumo come una maschera e abbiamo iniziato a usarlo come uno specchio.

C’è stata un’epoca, quella degli anni ’80, dove tutto doveva essere “di più”. Le spalline erano imbottite, le voci erano alte e i profumi… beh, i profumi dovevano occupare lo spazio ancora prima di noi.

Era la profumeria del potere, del “marcare il territorio”. In quel momento storico, la fragranza era un monologo: serviva a dire al mondo “io sono qui, guardami”.

Oggi, però, sento che quel rumore si è placato. E non è solo una questione di moda, ma una necessità profonda del nostro tempo.

Il nuovo garbo olfattivo: il raggio di un abbraccio.

Se osservo come ci muoviamo oggi nel mondo, vedo una ricerca costante di autenticità e soprattutto di rispetto. Abbiamo capito che la nostra libertà finisce dove inizia quella dell’altro. In profumeria, questo si traduce in quello che io chiamo “il raggio di un abbraccio”. È una questione di intelligenza sociale e di profondo rispetto.

Non abbiamo più bisogno di una scia chilometrica per confermare la nostra identità. Il vero lusso oggi è la discrezione. Scegliere un profumo che si avverte solo quando accorciamo le distanze è un gesto di garbo incredibile: è un invito privato, un segreto che raccontiamo solo a chi decidiamo di far entrare nel nostro spazio personale. È il passaggio dal monologo al dialogo.

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Il profumo come supporto biologico: il mio approccio al Bio-hacking.

Spesso mi chiedi come faccio a scegliere cosa indossare al mattino. La verità è che non guardo mai solo il vestito, ma ascolto come mi sento. Abbiamo a disposizione uno strumento potentissimo: il nostro naso.

L’olfatto è l’unico senso che arriva dritto al cuore del nostro cervello, al sistema limbico, senza chiedere permesso alla ragione. Questo significa che possiamo usare le molecole come un vero e proprio supporto quotidiano.

È quello che molti chiamano Bio-hacking, ma che per me è semplicemente consapevolezza: usare una nota agrumata per darci la spinta cognitiva che ci serve, o una vaniglia per abbassare il cortisolo (l’ormone dello stress) dopo una giornata frenetica.

Le mie creazioni: strumenti per la tua identità fluida.

Quando creo un Extrait de Parfum, non cerco mai di costruire una gabbia. Voglio offrirti una materia viva che possa cambiare con te.

  • Wood & Skin: L’ho pensato per chi cerca lo Skin Scent assoluto. Grazie all’Iso E Super, non copre il tuo odore, ma lo esalta, rendendolo vellutato. È la fragranza del “esserci senza urlare”.
  • Vanilla: Dimentica i dolciumi. Qui la vaniglia è una coccola adulta, un porto sicuro per quei giorni in cui hai bisogno di sentirti protetta e in pace.
  • Black Rose e Lucrezia: Sono fragranze di carattere, ma di un carattere garbato. La prima è un’ancora di fiori scuri che ti aiuta a ritrovare il centro; la seconda è la determinazione che non ha bisogno di ostentazione.

Qual è la tua traccia oggi?

Scegliere un profumo non è un atto di vanità, ma un atto di libertà. Significa decidere ogni giorno quale sfumatura di te vuoi raccontare, sapendo che non deve essere per forza la stessa di ieri. Il profumo non è più un accessorio “per sempre”, ma è lo strumento per stare bene nel tuo “qui e ora”.

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E tu, in questo momento della tua vita, senti più il bisogno di un’armatura che ti protegga o di un profumo-abbraccio che ti faccia sentire a casa? Raccontamelo qui sotto, nel mio salotto i commenti sono sempre il momento più bello della conversazione.