La Magica Favola di Rosalba, una donna a cui non “interessa essere la più brava, ma che vuole solo vivere”
di Giuliana Donnarumma
Anche quest’anno la kermesse sanremese è giunta al termine e non è stata esente da critiche circa la partecipazione ridotta di donne tra i concorrenti ma, da donna, mi sento di affermare con fierezza: meglio poche donne, ma buone. Un’artista in particolare mi ha colpito per l’intero e intenso suo percorso, oltre che per il brano fantastico ed egregiamente interpretato.
Un caldo abbraccio a me stessa
Sto parlando di Rosalba Pippa, in arte Arisa, e della sua “Magica favola”. Di Rosalba, sì, perché è proprio lei al centro di questa favola, finalmente senza maschere e sovrastrutture: persona e non personaggio. Lei stessa ha definito la sua canzone come “un caldo abbraccio a me stessa e al pubblico che mi ha accompagnato per tutti questi anni”. Una ballata emozionante, dalle atmosfere disneyane, scritta a più mani con Marco Cantagalli, Fabio Dalè, Carlo Frigerio e Giuseppe Anastasi, suo ex compagno storico e oggi suo autore per molte canzoni. Alla sua nona esperienza al Festival, Arisa esprime con questo brano un desiderio di pace fiorito col tempo, al culmine di un periodo tormentato tra gioie, dolori, passioni e turbamenti.
Un viaggio verso una Sincerità ritrovata
Un viaggio dall’infanzia all’età adulta di una donna, Rosalba, tra amore, ferite e un ritrovato desiderio di pace. Un viaggio in cui l’amore è un oceano nel quale ci si perde per poi, auspicabilmente, ritrovarsi, scegliendo “la pace del cuore” e giungendo a una sincerità ritrovata. Nel 2009 la sincerità l’aveva cantata come la carta vincente di un rapporto di coppia nato dalla passione e scontratosi con la dura realtà della quotidianità, arrivando a dire:
Adesso tu sei mio E ti appartengo anch’io … Sincerità Adesso è tutto così semplice Con te che sei l’unico complice Di questa storia magica
Oggi, nel 2026, canta una sincerità diversa, quella di una donna che ha guardato in faccia i suoi mostri, li ha affrontati e ha tolto loro la maschera, riscoprendo se stessa come una nuova Rosalba che non dice più di possedere qualcuno o di essere di qualcuno per poter vivere una storia magica ma che, piuttosto, dice a se stessa, la sua complice ritrovata:
Chiudi gli occhi amore… Che per oggi la vita è una piccola magica favola

L’amore che vince sulle piccole momentanee passioni
Rosalba oggi è una donna che arriva a dire: “Con l’adolescenza io ho capito che cos’era la passione, che non c’entra con il cuore, si confonde col dolore”, e che guadagna una grande vittoria in un mondo in cui molti rimangono adultiscenti per tutta la vita e confondono la passione — anzi, le passioni — con l’amore, giungendo unicamente a un continuo dolore per le infinite piccole delusioni che ciò comporta. Ci troviamo di fronte a una donna a cui non “interessa essere la più brava, ma che vuole solo vivere”, che è in realtà ciò che ogni donna e uomo sono chiamati a fare: la prima vocazione di ognuno. Rosalba ha capito, a sue spese, anche che l’amore è qualcosa di universale, non è né bianco né nero ma ha mille sfaccettature, una delle quali è l’amore per sé.
Rosalba e il suo personale arcobaleno
Tutte queste consapevolezze sono cantate in un brano leggero, come da una principessa Disney che ha finalmente trovato il tesoro più prezioso al mondo: ha trovato se stessa. Una principessa che non nega la bellezza di essere accompagnata dal principe azzurro, ma che è cosciente della necessità di poterlo far entrare nella sua “Magica favola” soltanto dopo aver poggiato su fondamenta solide il proprio castello. Rosalba sa che una luna c’è ad illuminare la notte e non ha paura dei suoi mostri, perché sa combatterli con la forza dell’arcobaleno che ha dentro di sé.
Traghettatrice verso un rinnovato amore per sé
Nonostante sia già passata più di una settimana dal termine del Festival, ho ritenuto opportuno pubblicare questo articolo nei giorni successivi alla Giornata internazionale dei diritti delle donne, per poter sottolineare come essere donna, al giorno d’oggi come negli anni che ci hanno portato fino al 2026, voglia dire essere colei che sa, nell’oceano della vita, trasformarsi da sirena incantatrice di sé e degli altri a traghettatrice di se stessa e delle altre donne verso un rinnovato amore per sé e, quindi, per il mondo. Grazie Rosalba, a nome di tutte le principesse di ieri, di oggi e di sempre.

