Paris Fashion Week. Dove la moda diventa racconto

di Marco Signorile

Con la conclusione della Paris Fashion Week dedicata alle collezioni prêt-à-porter Autunno-Inverno 2026-2027, Parigi conferma ancora una volta il suo ruolo di capitale culturale della moda. Qui le passerelle non sono soltanto sfilate: diventano capitoli di un racconto più ampio, dove storia, arte e nuove identità creative si intrecciano stagione dopo stagione.

Dal 2 al 10 marzo la capitale francese ha ospitato una delle settimane più attese del calendario internazionale. Maison storiche e nuove visioni creative si sono incontrate in un calendario fitto di sfilate e presentazioni che hanno riportato al centro il dialogo tra archivio e contemporaneità.

Tra i passaggi più osservati della stagione c’è stato quello della maison Balmain, fondata nel 1945 e da sempre riconoscibile per le sue silhouette strutturate e la femminilità scenografica. Dopo quattordici anni alla direzione creativa, Olivier Rousteing ha lasciato il timone del marchio, chiudendo un capitolo importante della sua storia recente. Il futuro della maison si apre ora con l’arrivo di Antonin Tron, fondatore del marchio Atlein, il cui linguaggio fatto di drappeggi sensuali e minimalismo rigoroso promette una nuova interpretazione dell’eredità Balmain.

Tra le presenze centrali della settimana resta anche Schiaparelli, dove la visione di Daniel Roseberry continua a trasformare il prêt-à-porter mantenendo vivo l’immaginario surrealista della maison fondata da Elsa Schiaparelli. Tuniche in maglia tricot, tubini in twist laminato e bustier impreziositi da gioielli simbolici raccontano una moda sospesa tra sogno e realtà.

La stessa tensione tra archivio e visione contemporanea emerge nelle creazioni di Roger Vivier, dove il direttore creativo Gherardo Felloni continua a reinterpretare i simboli storici della maison: dai celebri cuissard degli anni Sessanta al tacco Shock, concavo e scultoreo, accompagnati da borse decorate con fibbie e rose in pelle modellate come petali.

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Nel calendario non sono mancati i grandi protagonisti della moda internazionale: Hermès, Givenchy, Chloé, Saint Laurent, Louis Vuitton, Dior, Maison Margiela e Miu Miu, confermando la forza di una settimana che resta uno dei momenti centrali del sistema moda mondiale.

Ciò che rende Parigi unica, tuttavia, non è soltanto ciò che accade in passerella. È il dialogo continuo tra moda, arte e memoria. Gli archivi delle maison diventano luoghi vivi, dove dettagli e tecniche del passato riemergono nel presente suggerendo nuove interpretazioni.

La moda di oggi oscilla tra memoria e visione. Tra ciò che riconosciamo e ciò che, all’inizio, ci sorprende. Perché il futuro dell’eleganza spesso arriva prima che il nostro sguardo sia pronto ad accoglierlo.