Eugenio Carbone: Il 1975 e l’Alchimia tra Ago e Pennello

di Susy Carbone

Il 1975 rappresenta per Eugenio Carbone l’anno della svolta decisiva, in un’Italia segnata da fermenti sociali e crisi economiche. Gli anni ’70 sono dominati dalla paura del terrorismo e da un’inflazione galoppante che erode il potere d’acquisto, spingendo molti artigiani a reinventarsi. La moda italiana, però, resiste: Roma e Milano emergono come capitali alternative a Parigi, con un prêt-à-porter accessibile che conquista i mercati esteri, incluso quello del Giappone. In questo contesto instabile, Carbone fa una scelta coraggiosa: lascia la maison delle Sorelle Fontana per concentrarsi sulla sua sartoria in via Nomentana a Roma, insieme a sua moglie Eleonora.

Le clienti sono aumentate esponenzialmente e richiedono un’attenzione esclusiva che il doppio impegno non permette più. Eugenio si dedica soprattutto ad abiti da sera, da cerimonia e da sposa: creazioni in seta e chiffon con ricami manuali, corpetti strutturati e vaporosi che incarnano l’eleganza senza tempo.

Abiti da sposa e da cerimonia

realizzati da Eugenio Carbone

Realizza anche tailleur e cappotti in tessuto double face, veri capolavori di maestria che richiedono attenzioni meticolose, rifiniture invisibili e ore di lavoro manuale per garantire vestibilità perfetta su entrambi i lati.

Molte clienti della sartoria apprezzano anche le sue opere pittoriche esposte nella sala prove e ben presto cominciano ad acquistare i suoi quadri, non solo per i loro salotti, ma anche per regalarli ad amici e parenti.

Cliente della Sartoria Carbone

in abito da cerimonia e quadro

realizzati dall’artista

La collaborazione con le Sorelle Fontana non si interrompe, anzi si intensifica in una forma più intima. Dalla chiusura dello stabilimento di Cecchina nel 1972, Zoe, Micol e Giovanna lavorano per clienti private e acquirenti giapponesi, nel loro atelier nei pressi di Piazza di Spagna. Micol e Giovanna visitavano spesso la sartoria di Carbone, portandogli stoffe pregiate per realizzare abiti su misura per dive e first lady. 

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Questa nuova indipendenza permette a Carbone di ritagliarsi più tempo per la pittura, passione che lo coinvolge sempre di più.

Nel 1975 conosce padre Ortensio Gionfra, frate francescano che vive ed opera a Roma, nel convento di San Bonaventura al Palatino. Padre Ortensio, artista noto per le sue opere sacre e la spiritualità francescana, diventa il maestro di Eugenio.

Opere pittoriche di Carbone realizzate

negli anni Settanta

Sotto la sua guida, Carbone affina le tecniche pittoriche: impasti di colore ispirati a Utrillo, panorami e scorci di Roma e Cosenza con tocchi luminosi, composizioni con strumenti musicali, vasi, fiori, oggetti sartoriali.

Sono anni in cui l’artista trova equilibrio: sartoria fiorente, legami con le Sorelle Fontana, pennello in mano, ha tutto ciò che lo ha sempre appassionato. L’Italia in crisi lo spinge a investire su sé stesso, trasformando la sartoria in un laboratorio di alta artigianalità per un’élite fedele.  Il 1975 non rappresenta solo un addio al lavoro da dipendente, è la nascita del Carbone indipendente, sarto-artista in un’Italia che si riscopre attraverso lo stile.

Tutto sembra andare per il meglio, ma la vita sa dare e togliere molto e per la famiglia dell’artista gli anni successivi segneranno risvolti inaspettati.