di Irene Iannone
La diastasi addominale è una problematica che si verifica, in prevalenza, dopo il parto.In gravidanza, con l’accrescimento della pancia, la donna va incontro ad una trasformazione fisiologica. Aumenta il volume dell’utero, si modifica l’assetto posturale (aumento della lordosi lombare), la produzione di relaxina (un ormone) porta ad un rilassamento dei muscoli lombari, fascia addominale e pavimento pelvico.I retti dell’addome sono muscoli anteriori costituiti da un fascio destro e sinistro che parte dal margine superiore del pube ed arriva fino alla parte inferiore dello sterno.
Durante la gravidanza vengono sollecitati dalla pressione e dai volumi esercitati dal feto. Si distanziano tra loro (e dalla linea alba), si separano in modo eccessivo (di almeno 2,7 cm) e perdono tonicità causando la diastasi addominale. La linea alba tende a sfilacciarsi perdendo elasticità.Trascurare una diastasi addominale o non curarla adeguatamente può significare correre un maggior rischio di traumi (ad esempio, erniazioni) visto che la parete addominale alterata non riesce a proteggere le visceri in modo ottimale.

Il più delle volte, la diastasi addominale viene trattata con un percorso fisioterapico.Si tratta di un programma riabilitativo finalizzato a rinforzare i muscoli del pavimento pelvico e del trasverso addominale (muscolo profondo della parete addominale).Gli esercizi terapeutici mirati e specifici, da eseguire sotto controllo da un professionista specializzato in riabilitazione dermatofunzinale servono a recuperare la funzionalità dei muscoli della parete addominale e dell’ intero pavimento pelvico.
La Diastasi Addominale è una patologia spesso misconosciuta, pertanto , gli studi scientifici per prevenirla sono ancora in corso.
Di certo un valido suggerimento è non sottovalutare mai la postura durante la gestazione, attenzionare sempre il pavimento pelvico con accurati esercizi pre / post parto, controllare l’ eccessivo aumento di peso ponderale.


