Amore e religione

di Daniele Castrizio

Enrichetta Maria di Borbone nacque a Parigi il 25 novembre 1609, ultima figlia di Enrico IV di Francia e di Maria de’ Medici. Principessa francese, cattolica e fiera della propria fede, divenne regina consorte d’Inghilterra, Scozia e Irlanda sposando Carlo I Stuart nel 1625. Quel matrimonio, celebrato per ragioni politiche, doveva rinsaldare i rapporti tra due grandi monarchie europee: ma il cuore della giovane regina e la coscienza del suo sposo finirono per intrecciarsi in una vicenda che univa, in modo drammatico, amore e religione, passione e persecuzione, devozione e tragedia.
Da quell’unione nacquero due re — Carlo II e Giacomo II Stuart — e, attraverso di loro, altre due regine e un re: Maria II Stuart, Guglielmo III d’Orange e Anna Stuart. Per parte paterna, Enrichetta Maria era inoltre zia di Luigi XIV, il Re Sole, che incarnava il potere assoluto che in Inghilterra suo marito avrebbe invece pagato con la vita.
La regina arrivò a Londra in un paese profondamente diffidente verso il cattolicesimo. La sua fede, mai rinnegata, la rese impopolare e le impedì perfino di essere incoronata secondo il rito protestante. Intorno a lei si formò ben presto un alone di sospetto e di ostilità: la corte la considerava un’intrusa straniera, i puritani la accusavano di complotti papisti. Eppure, dietro quella regina giovane e ostinata, si celava una donna sensibile e intelligente, capace di un affetto sincero e di una straordinaria forza d’animo.
All’inizio, il matrimonio con Carlo non fu felice. I due erano distanti, uniti solo da dovere dinastico. Il re, sospettoso verso l’influenza francese, cacciò il seguito della moglie, peggiorando una relazione già tesa. Enrichetta Maria nutriva poi un’avversione aperta per George Villiers, duca di Buckingham, favorito e amico del re, che considerava un rivale affettivo e politico. Solo dopo l’assassinio di Buckingham, nell’agosto 1628, la coppia trovò finalmente un equilibrio. Il dolore avvicinò Carlo ed Enrichetta Maria: nacque così un vero legame d’amore, profondo e giocoso. La regina divenne la sua confidente, la sua consigliera, il suo conforto nei momenti più difficili.
Figura 1 — Nel celebre ritratto dipinto da Anton van Dyck, Enrichetta Maria appare nella piena grazia della sua bellezza, quella che tanto affascinò il re.

Leggi anche  Le tre mogli di Giovanni VIII Paleologo e il tramonto di Bisanzio


Figura 2 — Una medaglia nuziale celebra la loro unione, proclamandoli con enfasi “sovrani di Gran Bretagna, Francia e Spagna”, titolo che, più che realtà, era un sogno politico.


Figura 3 — Un’altra medaglia mostra i profili affrontati dei due sovrani, mentre al rovescio Amore unisce con un mazzo di rose e di gigli l’Inghilterra e la Francia: un auspicio di concordia che la storia avrebbe presto smentito.


Figura 4 — Dopo la morte di Buckingham, un’ulteriore emissione mostra gli stemmi araldici di Carlo e di Enrichetta Maria uniti sotto la stessa corona; sul retro, un albero che svetta sul bosco con la leggenda “supera tutti gli altri”, simbolo della nobiltà e della grandezza della casata.


Ma la serenità domestica non poteva cancellare l’ombra della politica. Quando le tensioni tra corona e Parlamento sfociarono nella guerra civile inglese, la regina si trovò coinvolta in intrighi e trattative, tentando di sostenere il marito con ogni mezzo. Nel 1644, in fuga dai tumulti, fu costretta a rifugiarsi in Francia. Cinque anni più tardi, il 30 gennaio 1649, Carlo I fu decapitato: un colpo tremendo per Enrichetta Maria, che visse gli anni successivi in povertà e dolore. Solo con la Restaurazione del 1660, al ritorno sul trono di suo figlio Carlo II, la regina poté tornare brevemente in Inghilterra. Si ritirò poi a Colombes, vicino a Parigi, dove morì il 10 settembre 1669.
La sua memoria sopravvive in molti modi, perfino oltreoceano: fu in suo onore che i coloni cattolici fondarono lo Stato del Maryland, “la terra di Maria”.
La storia di Enrichetta Maria è una parabola di devozione e coraggio, ma anche un monito contro il fanatismo. L’amore tra lei e Carlo resistette alle guerre, all’esilio, alla morte, ma fu il bigottismo religioso, travestito da politica, a distruggere la loro felicità e il loro regno. Quando la fede diventa strumento di potere, e la politica pretende di decidere del cuore e dell’anima, la tragedia è inevitabile: Enrichetta Maria, pur essendo moglie e madre di re e di regine, lo seppe prima di tutti.

Leggi anche  Andromaca, moglie di tre mariti