di Paola Bignardi
La luce rarefatta dei mattini d’inverno, mi portano alla memoria un luogo lontano, in cui vissi per il tempo necessario al mio passaggio, a chilometri e chilometri lontano da casa…Borgosesia, Piemonte, Loro Piana.Ci sono momenti in cui tutto ciò che hai desiderato ti svanisce dentro, a furia di attenderlo…altri invece così perfetti che quando si svelano, il cuore sembra quasi non essere pronto.
Così in una qualunque giornata in casa Bignardi, sempre affollata di amici di tutte l’età, squillò il mio telefono e lessi subito il prefisso da Milano, dunque cercai una camera riservata per rispondere. Una voce forte, femminile, conosciuta, m’incitò a prendere nota che ero tra i designers selezionati per un colloquio con prova pratica in Milano ed avrei dovuto subito organizzare il viaggio per essere lì, puntuale il mattino seguente.Le corse, la valigia con l’essenziale, la mia cartellina da disegno con gli strumenti che ero e che sono ancora solita usare, poi la notte sola, in cuccetta, per giungere in stazione all’orario prestabilito…ecco l’arrivo, il nodo in gola!
Sono pronta, la bellissima stazione di Milano Centrale si fa sempre più vicina ed il classico movimento sussultorio mi annuncia il fermo del treno. La voce che mi aveva contattata, si fa sembianza, sì è lei, la ricordo bene, la lady di ferro dal curriculum che la precedeva, ex manager Byblos con un celebre passato legato alle famose “baguette” di Fendi. Corporatura piccola, capelli biondo grano, occhi di ghiaccio che trapelavano grande vivacità intellettiva e, la sua voce sicura, da cui s’intuivano le origine italo / americane.
La mia voce emozionata e felice, spezzò subito il ghiaccio: Valery! Lei educatamente mi incita a seguirla alla macchina, chiedendomi se avessi bisogno di fare colazione e, nel frattempo entriamo nell’abitacolo, con il caffè fumante di Starbucks, già lì.Il tragitto fu breve, forse perché il cuore mi batteva forte ed in questo tempo che per me fu un lampo, mi spiegò in cosa consistesse la prova pratica; bisognava disegnare a mano libera alcune borse vintage; il migliore, sarebbe poi stato parte del nuovo progetto del brand di lusso italiano, Loro Piana ed avrebbe disegnato tutta la nuova collezione di accessori di piccola e grande pelletteria, di cui appunto, Valery era responsabile del prodotto e del coordinamento stile.
La tensione, si “tagliava a fette” e, solo dopo aver terminato la mia prova, sul tavolo di noce rotondo, di un appartamento sito in un palazzo antico del centro, ricominciò il respiro…ogni partecipante firmò il proprio lavoro e ci fu detto di allontanarci.
Tuttavia mentre gli altri uscivano, lei aveva già scelto; mi disse di seguirla e, prima che trapelasse tutto, esclamò che avevo proprio “una bella mano”, (un modo per esprimere ammirazione per i miei disegni), “sai mi ricordi Pier Paolo”, disse…ma ovviamente io non capii e, lei poi aggiunse, “è un mio amico di Roma, non ti preoccupare, lo conoscerai tra poco, poiché andremo insieme a fare il brunch!”.Così con gli occhi sgranati e vividi dall’entusiasmo, ci recammo tra quelle viuzze di Milano lontane dal “corri corri”, dai rumori ed, in una zona un po’ bohémienne, ci fermammo a mangiare. Era un luogo fuori dal tempo, con i tavolini e le sedie, piccoli, in ferro battuto scuro, il tempo ci permise di fermarci fuori, in esterno e lì tra la luce fioca che filtrava dai palazzi e le nubi, magico fu, incontrare Pier Paolo, un uomo magro, non alto, con grandi Ray Ban scuri, vestito informale. Una breve presentazione mi fece comprendere di parlare con una persona importante e tra lo stupore ed il desiderio di rapire ogni dettaglio, ciò che non rimuoverò mai dalla mente furono le parole di Valery: “Sai lei è molto brava, mi ricorda tanto te ma, è molto giovane ed è giusto che faccia prima “gavetta; così tu andrai al Principe di Savoia per il colloquio da Valentino ed io, accompagnerò Paola, da Loro Piana, a Borgosesia”.Il suo nome, la sua espressione fuggitiva, non li dimenticherò mai e, mai avrei immaginato di trovarmi, in quel frammento di eternità, dinanzi ad uno dei più influenti ed apprezzati designer degl’ultimi vent’anni.Quella notte, la trascorsi a Milano, nell’appartamento di Valery, sul divano, in salotto e mentre il suo cane si accucciava accanto alle gambe, come se mi conoscesse da sempre, sarà che i cani, sentono i sentimenti umani e, probabilmente, sentiva tutta la mia gratitudine, il mio affetto sincero verso la sua padroncina. Le luci della notte accarezzavano la città così, cullata da questa cornice, finalmente presi sonno. In un attimo fu mattino, brusco il risveglio, tra il cane che scodinzolava da tutte le parti e, la corsa per partire per Borgosesia, così di colpo poi ci ritrovammo in macchina.

Del viaggio ricordo le Alpi, il cielo terso e l’aria frizzante di fine estate che in quei luoghi era già quasi autunnale, poi l’arrivo e la presentazioni ai fratelli Loro Piana. Elegantissimi e diversi, subito si distinsero nei loro ruoli; il signor Sergio, in particolare, mi mostrò la sua attenzione per la moda e per il design, accompagnandomi a visitare i reparti della Divisione Vetrina e mostrandomi lungo il percorso, la sua bellissima collezione d’illustrazioni quasi fumettistiche, da uomo dallo stile elegante ispirato ad un noto attore hollywoodiano degli anni ‘40/ ’50 che sua loro volta era il suo punto di riferimento di gusto nel quotidiano.Ho ricordi di un corridoio lunghissimo, infondo a cui ci fermammo per un pranzo veloce poiché da grandi signori del lusso, amavano le cose belle e lì accoglievano gli ospiti con le migliori prelibatezze del Piemonte.
Ritornammo presso la Divisione Vetrina, fulcro dell’azienda ed, in una sorta di open space, tra i reparti mi assegnarono lo spazio in cui avrei lavorato ed ebbi anche una segretaria la quale mi accompagnava tutti i giorni nel tragitto azienda / hotel ed alla quale mi appoggiavo per ogni esigenza, quando il mio punto di riferimento, la project manager Valery, non c’era.In quegli attimi, si stava definendo i mio percorso ed, io con matura consapevolezza li vivevo con accenti e tumulti interiori fortissimamente!Dopo i saluti, la definizione dei dettagli e di ciò che avrei dovuto elaborare, rientrammo abbastanza celermente a Milano dove mi trattenni per un’altra notte e quella sera fu indimenticabile. Valery mi disse di prepararmi velocemente e col Taxi ci recammo ad una mostra internazionale di tappeti, dove un ambiente raffinato e stimolante ci attendeva; nel frattempo la mia mente, rapiva colori, intrecci, fiati e brochure ricordo, da queste impressioni, poi nacque la mia proposta stilistica!Tutti i weekend che seguirono tra party e mostre d’arte, trascorsi lì furono particolari, in realtà fu un periodo estremamente creativo e produssi tantissimi disegni: molti tecnici altri illustrativi, fui assistente dello stilista americano che allora disegnava la collezione donna ed illustrai anche delle proposte di visual, per le vetrine del negozio Loro Piana di Milano, la piccola e grande pelletteria, uomo e donna, le borse per la vela ed il lifestyle, realizzai infine, anche un disegno personalizzato per la borsa da computer del Signor Sergio.
Fu egli stesso, all’indomani della presentazione, a voler esporre a tutti i dipendenti presenti in quel contesto, il mio lavoro, con tutti i disegni ed i progetti futuri, progetti che avrebbero portato ancora più in alto l’azienda!Questa condivisione, questa attenzione per ogni dipendente, per il suo operato e per la sua considerazione erano cose di cui i fratelli Loro Piana, praticavano ogni giorno e di cui tutti, sempre con discrezione ed ammirazione, mi parlarono e che constatai nel mio piccolo. Un ‘umanità ed una visione così importante ieri come oggi, su cui si pongono le fondamenta della loro grandezza.Ricevere un’accoglienza così rigorosa ma estremamente rispettosa, in un luogo così ambito, sono cose che restano indelebili, anche quando la vita poi ti sussurra che forse nulla è per sempre. Non vidi mai la realizzazione di quella collezione cui mi appassionai tantissimo poiché un problema di salute durante le vacanze di Natale mi bloccò per alcuni mesi, tuttavia qualcosa di buono avrò pur fatto, visto che quest’esperienza mi aprì le porte in altri luoghi, negli uffici stile di un cliente Loro Piana, big del Made in italy.Max Mara ma questo è un altro racconto, un’altra storia…


