OLTRE LA PIRAMIDE OLFATTIVA

NUOVA STRUTTURA E PERCEZIONE DELLA PROFUMERIA CONTEMPORANEA

di Claudia Scattolini

La profumeria contemporanea si evolve e con essa gli strumenti per descrivere le fragranze. La tradizionale piramide olfattiva sta lasciando spazio a nuove interpretazioni, più adatte alla complessità dei profumi di oggi.

Nel mondo del profumo, come in ogni settore creativo e scientifico, i contesti sociali, culturali e tecnologici influenzano l’evoluzione.

Anche gli strumenti consolidati vengono rivalutati e reinterpretati in base a questi cambiamenti. Uno di questi è la piramide olfattiva. Da sempre mi dedico a intercettare ogni singola trasformazione nel settore, per analizzarla, studiarla e adattarla ai nuovi tempi.

Piramide Olfattiva: il fondamento storico della composizione profumiera.

Nel 1947, il profumiere francese Jean Carles (1892–1966) propose per la prima volta una struttura descrittiva del profumo che avrebbe segnato profondamente tutto il XX secolo: la piramide olfattiva.

“Carles, creatore di fragranze iconiche per Carven, Dana e Ma Griffe, era anche un didatta di grande visione. Il suo schema piramidale, con note di testa, di cuore e di fondo, divenne il riferimento universale per spiegare l’evoluzione temporale di un profumo. Era il sistema di insegnamento più immediato e chiaro per comprendere l’andamento di un’essenza sulla pelle”.

È così che la studiai anch’io, nel 2001, durante il mio percorso all’ISIPCA, la prestigiosa scuola di profumeria fondata da Guerlain a Versailles. All’epoca era la base: la grammatica indispensabile per leggere e costruire una fragranza. La piramide ci insegnava l’ordine, la misura, il tempo; era la struttura fondamentale su cui avremmo poi imparato a comporre. Oggi però l’intero panorama è mutato.

L’evoluzione della profumeria. La piramide olfattiva non contiene più le nuove forme espressive.

Nel mondo della profumeria contemporanea, la piramide olfattiva inizia a mostrarsi una struttura troppo rigida per contenere la complessità e la libertà espressiva che i profumieri si concedono al giorno d’oggi.

Con l’avvento di molecole sintetiche straordinarie, la composizione di una fragranza non è più definita unicamente dall’ordine evaporativo dei materiali naturali.

Infatti, molecole come Iso E Super, Ambroxan, Cashmeran, Timbersilk, insieme a nuove tecnologie di incapsulazione e fissazione, hanno trasformato i principi compositivi. Oggi possiamo percepire note legnose o ambrate già nei primi istanti o mantenere freschezze agrumate fino alla persistenza finale, sovvertendo ogni previsione basata sullo schema tradizionale.

Le nuove fragranze ridefiniscono le regole della composizione.

Non sono pochi i profumi che, negli ultimi anni, hanno scelto di prescindere dalla piramide per presentarsi in modo più immediato, più puro, più concettuale.

Escentric Molecules 01, per esempio, ha segnato un’epoca: una fragranza che ruota quasi interamente attorno a una singola molecola, Iso E Super e che non si sviluppa secondo una narrazione classica. È un profumo che pulsa, compare e scompare sulla pelle, come un’ombra o un’eco.

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In modo diverso, anche Santal 33 di Le Labo propone un’esperienza lineare e coerente: il sandalo cremoso si percepisce fin dall’inizio, accompagnato da un’aura quasi costante, persistente, che rimane per ore senza stratificarsi in modo prevedibile. Poi c’è Gypsy Water di Byredo, dove note fresche e balsamiche convivono fin da subito con sentori più dolci e caldi, sfumandosi insieme in una struttura circolare, più vicina a una sensazione percepita che a una sequenza temporale.

Questi profumi non presentano un’evoluzione sequenziale, ma esistono nella loro totalità dal primo contatto.

Nuovi linguaggi olfattivi: profumi lineari, sferici, firma personale e sentimento.

Molti nasi contemporanei descrivono oggi le fragranze come lineari o sferiche, in cui le note convivono in simultaneità anziché succedersi nel tempo. La gerarchia della piramide lascia spazio a una visione più fluida, organica e personale.

“Un profumo oggi non deve necessariamente raccontare una storia con un inizio, uno svolgimento e una fine. Può essere un istante fermato nel tempo.” — Dominique Ropion

“Non mi interessa più tanto costruire una piramide. Preferisco lavorare sull’impressione generale, come fa un pittore con una pennellata.” — Christine Nagel (Hermès)

Questo approccio si riflette anche nella comunicazione olfattiva: molti brand di nicchia (e non solo) non parlano più di “note” in modo tradizionale, ma usano immagini, esperienze sinestetiche, sensazioni astratte.

Trovo questo nuovo modo di comunicare ampliato, non confinato da limiti imposti. Un esempio è Maison Crivelli, che descrive i suoi profumi con espressioni come: “un tè matcha sorseggiato durante una tempesta elettrica” o “un vetiver nel cuore di una tempesta di sabbia”.

La piramide olfattiva deve essere strumento didattico e non confine creativo.

La piramide olfattiva resta uno strumento didattico prezioso, utile nelle scuole di profumeria e per orientarsi quando si inizia a scoprire il mondo della composizione. Serve anche a spiegare una fragranza al pubblico generale in modo accessibile.

Tuttavia, per chi crea con profondità e per chi ha sviluppato un naso curioso e aperto, questo schema è divenuto una struttura sempre più stretta. Continuare a forzare una composizione moderna in uno schema classico rischia di semplificarla eccessivamente, di attenuarne il potenziale espressivo e l’immenso valore. È come descrivere una visione contemporanea con categorie di pensiero passate: se ne perde il senso più autentico, non si rende giustizia all’innovazione.

Oggi siamo liberi di concepire profumi non narrativi, che possono anche non aprirsi e chiudersi come un racconto, ma esistere come un’energia costante, una firma olfattiva, un gesto. Oggi siamo liberi di ascoltare una fragranza in modo più intuitivo, emotivo e personale, liberi di non dover più “attendere il fondo” per percepire un accordo legnoso, o credere che la freschezza sia solo una fase iniziale.

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La profumeria non è più una sequenza da percorrere nota dopo nota. È un campo magnetico, una vibrazione nell’aria, una nuvola viva che respira con la pelle. E forse proprio in questa nuova libertà espressiva, nasce una dimensione della profumeria più autentica e affine a chi siamo oggi.

È il momento di guardare oltre la piramide, non per negarne l’importanza, ma per esplorare nuove prospettive.

Nuovi paradigmi olfattivi: la molecola Iso E Super

Per comprendere meglio come le nuove direzioni della profumeria si manifestino in pratica, è fondamentale soffermarsi su alcune molecole che hanno contribuito a ridefinire i principi della composizione. Tra queste, una spicca per la sua capacità di sfidare la logica tradizionale della piramide olfattiva: Iso E Super.

Molecola Rilevante: Iso E Super e la Sua Influenza

Scoperta da IFF negli anni ’70, Iso E Super è oggi un simbolo della profumeria contemporanea. Con le sue sfaccettature legnose, vellutate, avvolgenti, arricchite da un tocco di pelle pulita e mineralità, è nota per il suo effetto “sfuggente”: si percepisce a ondate, a volte sembra svanire, poi riaffiora. È una molecola che ha modificato il modo di comporre profumi: a bassa volatilità, ma percepibile fin da subito, sfida la logica piramidale classica e il concetto didattico di “nota di fondo”.

È l’anima di Escentric Molecules 01, ma si ritrova (spesso non dichiarata) in decine di fragranze moderne per la sua capacità di creare spazialità e trasparenza legnosa senza peso.

Il mio maestro Jean-Claude Ellena l’ha impiegata in modo magistrale in Terre d’Hermès, dove genera quella firma minerale, calda e ariosa al contempo. Lì ho compreso il suo potenziale.

Seguendo il suo esempio, ho scelto di impiegare questa molecola nel mio Wood&Skin Extrait de Parfum, per costruire una sensualità silenziosa che pulsa sulla pelle più che diffondersi nell’aria.

Iso E Super sfida la tradizionale piramide olfattiva: con la sua bassa volatilità ma immediata percettibilità, permette di creare composizioni lineari e sferiche, dove le note convivono in simultaneità anziché succedersi nel tempo.

Iso e Super è un’espressione, un’atmosfera, un ritmo profondo, una delle chiavi della nuova profumeria libera da gerarchie. È l’esempio perfetto di come una singola molecola possa destrutturare l’ordine della piramide e aprire nuove dimensioni olfattive.