di Susy Carbone
Negli anni ’70, tra i ritmi serrati della moda romana, si consolida un’amicizia rara e profonda: quella tra Eugenio Carbone e Franco Montanarini, figlio di Zoe Fontana. Nata nei primi giorni in cui Carbone arriva nello stabilimento di Cecchina – quando Franco, già erede della dinastia sartoriale, nota il talento calabrese – questa intesa supera i confini professionali per diventare un sodalizio umano, unito dalla passione condivisa per la moda e la pittura en plein air. Franco, imprenditore visionario, lancia il suo brand Ross-Marino, rivolto soprattutto al mercato giapponese in espansione. Con uno stilista francese al fianco, Yorn, realizza collezioni sofisticate: tailleur asimmetrici, giacche e cappotti dalle linee innovative. Carbone diventa il suo collaboratore fidato e modellista di riferimento. La loro partnership dura anni: Franco porta schizzi e stoffe in via Nomentana, dove Eugenio li trasforma in prototipi impeccabili, con tagli precisi e vestibilità perfetta per le prove. “Eugenio vede l’abito prima ancora che esista”, dice Franco, affidandogli i capi delle sue collezioni.
(In copertina Eugenio Carbone con Franco Montanarini Roma – 1980)
Ma l’amicizia va oltre il lavoro. Accomunati dall’amore per la pittura all’aperto, le domeniche li vedono spesso in fuga dalla città. Si recano in località nei dintorni di Roma, come l’abbazia di Farfa in Sabina, con cavalletti, tele e pennelli. Lì, sotto il sole laziale, dipingono paesaggi: uliveti argentati, rovine medievali, il Tevere pigro al tramonto.

Scorcio di Subiaco – Olio su tela 50×60
Carbone, con la sua pennellata rapida ereditata da Utrillo e padre Gionfra, schizza vedute malinconiche; Franco dipinge sulle tele colori vivaci e pennellate veloci. Quei momenti sono pause sacre, conversazioni silenziose tra amici che parlano lo stesso linguaggio visivo.

Roma – Panorama
Olio su tela, 50×70
La forza di questo legame emerge soprattutto dopo la morte di Zoe Fontana nel 1978. Franco, colpito dal lutto per la madre – pilastro della maison insieme alle sorelle – si rifugia spesso nella sartoria di Carbone. Non solo per prove di capi Ross-Marino, ma per un consiglio sincero, un conforto fraterno. Eugenio, con la sua calma, ascolta e offre parole di supporto. “Franco mi ha insegnato il business, io gli ho dato l’artigianato del cuore”, ama riferire Carbone. Questa amicizia incarna lo spirito della moda italiana degli anni ’70-’80: non solo affari, ma vite intrecciate. Insieme resistono alle crisi economiche, celebrando la bellezza nei dettagli. L’Archivio Storico Eugenio Carbone custodisce oggi schizzi Ross-Marino, realizzati da Yorn, foto di paesaggi di Farfa e tele realizzate durante le “fughe” dalla città.

Figurini dello stilista francese Yorn
Collezione Autunno-Inverno fine anni ‘70
Franco Montanarini non è stato solo un cliente: ma un fratello di pennello e forbici, una persona che ha accompagnato il cammino artistico e professionale di Carbone, con il quale avrebbe voluto condividere molto di più, una volta ereditata la maison Fontana. Purtroppo, la vita non gli ha concesso di realizzare i propri sogni, condivisi con Carbone: una grave malattia ne ha fermato progetti e aspirazioni, ma la loro storia è rimasta un inno all’amicizia che cuce insieme epoche e passioni.

