Lo stilista Eugenio Carbone ed i preparativi per le sue nozze

di Susy Carbone

                                     Archivio Storico Eugenio Carbone

Primi mesi del 1960…attorno alla macchina da cucire i discorsi si fanno più vivi e le giornate scorrono veloci: ogni prova di abito è occasione di allegria e di emozione, tra consigli, ritocchi all’ultimo minuto e progetti sussurrati quasi senza accorgersene.

Mentre a Mendicino si chiacchiera di inviti e parenti in arrivo, a Cosenza dentro le mura della sartoria Eugenio sente di scrivere una nuova pagina della sua storia: le nozze, attese con trepidazione, diventano la naturale prosecuzione di quel percorso fatto di impegno, creatività e passione intrapreso da qualche anno.

Eugenio Carbone nella sua sartoria a Cosenza.

C’è anche la preoccupazione di non riuscire a terminare in tempo tutti gli abiti per le clienti, prima del matrimonio. E poi ci sono i vestiti delle sorelle degli sposi, di qualche parente, della mamma della sposa, e ancora quelli che Eleonora indosserà per il viaggio di nozze. 

La sartoria verrà affidata, per il periodo in cui gli sposi saranno in luna di miele, a Domenico e Dorina, fratelli dello sposo e a Palmira, sorella della sposa. Ma Eugenio deve occuparsi di lasciare loro indicazioni precise e abiti già tagliati che dovranno essere imbastiti per la prima prova sulle clienti, al suo rientro.

Eugenio con la fidanzata, la sorella, il fratello

e la cognata.

Anche l’abito da sposa di Eleonora è ideato e tagliato da Eugenio. Sebbene la tradizione proibisca allo sposo di vedere l’abito prima del matrimonio, lei è irremovibile: vuole un abito unico, frutto della sua creatività, realizzato interamente da lui.

Gli sposi nel giorno del loro matrimonio

il 30 Aprile 1960 a Mendicino

Il lavoro in quel momento è tantissimo, le clienti non danno tregua, bisogna consegnare alcuni vestiti per degli eventi importanti e i due sposi si ritrovano, poco prima di partire, a dover dare gli ultimi punti di rifinitura ad un abito di Eleonora, destinato al viaggio di nozze, ritornando in sartoria dopo il matrimonio! 

Leggi anche  White Milano. Attese, visioni e il racconto contemporaneo della moda

Abiti realizzati da Eugenio Carbone

per la moglie Eleonora. 

Mèta della luna di miele è la capitale, dove si trasferiranno nel 1963, ma non ne sono ancora consapevoli e si godono lo spettacolo che la città offre con i suoi splendidi monumenti, con la vivacità della ‘dolce vita’, forse passeggiando distrattamente davanti alle vetrine degli stilisti che, un giorno, Carbone conoscerà professionalmente.

Archivio Storico Eugenio Carbone. Una vita insieme.

A Roma, già da qualche anno, le Sorelle Fontana hanno aperto la loro prima boutique, che segna l’evoluzione da semplice laboratorio sartoriale a vera e propria maison di alta moda. Situato inizialmente in Via Liguria, nei pressi di Via Veneto, l’atelier ha un inizio modesto ma le tre sorelle sono determinate ad imporsi sulla scena dell’Alta Moda italiana. La boutique diventa ben presto non solo un luogo di vendita, ma anche uno spazio di incontro per l’élite desiderosa di eleganza sartoriale raffinata, segnando così l’inizio di una nuova era per la maison, preludio alla successiva espansione nel prêt-à-porter e nella produzione industriale.

Zoe e Micol Fontana nel loro atelier.

(Foto di proprietà della Fondazione M. Fontana)

Le Sorelle Fontana iniziano a produrre ‘alta moda pronta’, come ama definirla Micol, nel 1960, su richiesta dei grandi magazzini americani, per ampliare la clientela senza rinunciare alla qualità tipica dell’alta moda.  Tale innovazione permette loro di raggiungere un pubblico più vasto, mantenendo comunque l’eleganza e la raffinatezza che le hanno rese celebri nel mondo. 

Da quel momento le Sorelle Fontana diversificano la loro produzione, rispondendo alle richieste di mercato internazionale e contribuendo all’espansione globale del Made in Italy.

E non si limitano al solo abbigliamento: accanto alla linea prêt-à-porter inseriscono anche pelletteria, accessori, biancheria da tavola e perfino un profumo, rivelando capacità strategiche nel pubblicizzare il proprio brand, molto avanzate per quel tempo. 

Leggi anche  La “Summer Madness” di Francesca Liberatore a Milano Fashion Week

Il 1960 si rivela un momento di grande rilievo per la moda italiana. In questo contesto, Germana Marucelli presenta la sua collezione ‘vescovi’, ispirata allo stile e ad alcune opere del celebre scultore Giacomo Manzù, confermando il suo ruolo di guida creativa e un’innata capacità di fondere arte e sartoria.

I suoi abiti e le opere scultoree di Manzù diventeranno, negli anni 2000, fonte di ispirazione e oggetto di studio per Eugenio Carbone, raffinato interprete dell’incontro tra le sue due passioni: moda e arte. Dalla loro attenta osservazione e dai ricordi legati agli anni trascorsi nell’atelier di Germana scaturiscono una serie di mini creazioni inedite, firmate dall’artista cosentino.

Una delle sculture di Manzú da cui hanno tratto

ispirazione Germana Marucelli ed Eugenio

Carbone per realizzare alcune loro creazioni sartoriali.

Disegno a matita di Carbone con le immagini delle mini

creazioni ispirate alle opere di Manzú. Il progetto illustra

il modo in cui l’artista avrebbe voluto esporre i propri lavori,

in occasione dell’evento immaginato per il suo

novantesimo, che verrà invece realizzato in sua memoria

dagli eredi nel 2023, due anni dopo la scomparsa.

Singolare coincidenza: una delle sculture della serie che ha ispirato la celebre collezione “vescovi” di Marucelli, è esposta a Cosenza, proprio dove l’artista cosentino ha iniziato il suo percorso artistico e professionale. Un intrigante legame di luoghi, mode e talenti che si fondono tra loro in modo sorprendente.

La scultura “Cardinale” di Giacomo Manzù,

esposta a Cosenza, evidenzia un’eleganza

sobria e solenne tipica delle figure ecclesiastiche.

La vita di Carbone sta per imboccare una svolta inaspettata che cambierà completamente ogni prospettiva, aprendo un nuovo, intenso capitolo del suo percorso personale e professionale.

Nel prossimo appuntamento, scopriremo gioie e soddisfazioni dei primi due anni di matrimonio, segnati dall’attesa del primo figlio e dall’impegno verso un futuro che si prepara ad aprirsi verso nuovi, sorprendenti orizzonti.