Duecento anni di navigazione sul Lario. Al Palasole di Bellano una mostra tra storia, territorio e identità

di Marco Signorile

Non ho visitato soltanto una mostra.
Ho attraversato un viaggio.

Quella dedicata ai 200 anni della navigazione sul Lago di Como, allestita al Palasole di Bellano, appartiene a questa dimensione. Non è soltanto un percorso storico: è un racconto che scorre tra immagini, pannelli e modellini, mentre fuori dalle vetrate il lago continua a muoversi come due secoli fa.

La forza dell’esposizione sta proprio nella sua collocazione.
Il Palasole si affaccia direttamente sulle sponde del Lario e questa vicinanza trasforma la visita in un’esperienza immersiva. La storia della navigazione non è lontana o museale: è lì, davanti agli occhi, viva, concreta, ancora in movimento.

Il percorso accompagna il visitatore lungo due secoli di trasformazioni: dai piroscafi a vapore che hanno segnato l’inizio della mobilità lacustre, alle difficoltà della guerra, dalla gestione del dopoguerra fino alla rivoluzione degli aliscafi e ai mezzi contemporanei. È il racconto di un lago che cambia, ma che resta fedele alla sua funzione più autentica: collegare persone, territori e storie.

Tra i racconti che emergono durante la visita affiora anche la memoria di collegamenti oggi scomparsi, come quello con il Grand Hotel Regoledo a Perledo, un tempo servito da una funicolare a vapore che garantiva un interscambio rapido tra ferrovia e battello. In pochi minuti si passava da un mezzo all’altro: un sistema efficiente e sorprendentemente moderno per l’epoca, oggi rimasto nella storia della mobilità lariana.

Particolarmente suggestivo il capitolo dedicato al piroscafo Patria, simbolo della navigazione sul lago tra abbandono e prospettive di recupero, così come il valore dei battelli storici ancora in servizio, autentici patrimoni galleggianti che continuano a raccontare un modo di viaggiare più lento e affascinante.

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Tra i dettagli più evocativi anche il modellino del Fra Cristoforo, che sembra continuare a navigare in miniatura, con i passeggeri sul ponte e l’atmosfera delle traversate di un tempo. Un’immagine semplice ma potente, capace di restituire il senso profondo della navigazione sul Lario: non solo trasporto, ma identità.

Le celebrazioni, dedicate ai due secoli di navigazione, accompagnano la mostra con incontri e iniziative che raccontano il rapporto storico tra il lago e il territorio. Tra le figure centrali dell’iniziativa il contributo di Francesco Albarelli, presidente dell’associazione Piroscafi Lariani, impegnato nel racconto e nella divulgazione della storia della navigazione sul Lario.

La visita al Palasole si integra inoltre con il percorso BAC – Bellano Arte Cultura, che comprende l’Orrido di Bellano e il Museo Giancarlo Vitali, trasformando l’esperienza in un itinerario completo tra paesaggio, memoria e identità.

La mostra diventa così una tappa consigliata non solo per gli appassionati di storia locale, ma anche per chi si trova a Bellano e desidera scoprire il territorio attraverso uno dei suoi elementi più caratteristici.

Perché sul Lario le barche non raccontano soltanto il passato.
Continuano a indicare la direzione del futuro.