Antibiotici dal dentista: quando servono davvero

di Nicoletta Bruno

La nuova odontoiatria tra scienza, prudenza e medicina personalizzata

Per decenni, nella pratica medica e odontoiatrica, è esistita una convinzione quasi automatica: meglio un antibiotico in più che uno in meno.Oggi la medicina moderna ha cambiato prospettiva. Le nuove evidenze scientifiche e le linee guida internazionali indicano con chiarezza che l’uso degli antibiotici deve essere più consapevole, mirato e responsabile.In odontoiatria questo cambiamento è particolarmente significativo.L’antibiotico non è più una prescrizione “preventiva” da utilizzare con leggerezza, ma uno strumento terapeutico prezioso da usare solo quando realmente necessario.

La rivoluzione silenziosa della medicina moderna

Negli ultimi anni la comunità scientifica ha compreso che l’uso eccessivo di antibiotici può avere conseguenze importanti, tra cui:

• lo sviluppo di antibiotico-resistenze, oggi considerate una delle principali sfide della medicina globale

• reazioni avverse anche importanti

• alterazioni del microbiota intestinale

• aumento del rischio di infezioni opportunistiche, come quelle causate da Clostridioides difficile

Per questo motivo la medicina contemporanea si orienta sempre più verso un approccio basato su appropriatezza e personalizzazione delle cure.

Quando l’antibiotico è davvero necessarioIn odontoiatria l’antibiotico viene utilizzato principalmente in due situazioni: 1. nel trattamento di infezioni batteriche reali

2. nella profilassi antibiotica per prevenire l’endocardite infettiva in pazienti ad alto rischio

La profilassi antibiotica è oggi raccomandata solo in specifiche condizioni cardiologiche, tra cui:

• presenza di valvole cardiache protesiche

• pregressa endocardite infettiva

• alcune cardiopatie congenite

• cardiopatie congenite corrette con materiale protesico con difetti residui

• trapianto cardiaco associato a valvulopatiaIn questi casi, alcune procedure odontoiatriche possono provocare una temporanea batteriemia e giustificare una copertura antibiotica preventiva.

Le procedure odontoiatriche che possono richiederla

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La profilassi antibiotica può essere indicata in presenza di pazienti ad alto rischio quando si eseguono procedure che coinvolgono:

• estrazioni dentarie

• chirurgia orale o parodontale

• impianti dentali

• scaling e root planing subgengivale

• procedure endodontiche oltre l’apice

• biopsie dei tessuti oraliIn queste situazioni la decisione clinica viene sempre valutata caso per caso.

Quando invece l’antibiotico non serve

Molti trattamenti odontoiatrici non richiedono alcuna profilassi antibiotica, anche nei pazienti a rischio.Tra questi:

• anestesia locale

• impronte dentali

• radiografie odontoiatriche

• trattamenti ortodontici

• restauri conservativi

• endodonzia semplice • igiene orale professionale.

Questo dimostra come la moderna odontoiatria sia sempre più orientata verso un approccio razionale e scientificamente guidato.

La nuova filosofia della cura

La vera innovazione non è semplicemente prescrivere meno antibiotici.È cambiare il modo di pensare alla medicina.Significa considerare il paziente nella sua complessità biologica, valutare i reali benefici di ogni terapia e utilizzare ogni farmaco con rispetto e responsabilità.In un’epoca in cui la medicina si muove verso la personalizzazione delle cure, anche l’odontoiatria diventa sempre più una disciplina di precisione, capace di integrare scienza, prevenzione e attenzione alla salute globale del paziente.

Un futuro più consapevoleRidurre l’uso non necessario di antibiotici non significa curare meno.Significa curare meglio.Significa proteggere l’efficacia di questi farmaci per il futuro, tutelare l’equilibrio del nostro organismo e promuovere una medicina più sostenibile.Perché la vera eleganza della medicina non è nell’eccesso di terapie, ma nella scelta giusta al momento giusto.