A cura della Dottoressa Silvana Di Martino
C’è un filo sottile che lega il cibo alle emozioni, al corpo, all’identità. Nei disturbi del comportamento alimentare (DCA) quel filo si tende, si annoda, talvolta si spezza.
La Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla, che si celebra il 15 marzo, nasce proprio per accendere i riflettori su patologie complesse e ancora troppo spesso invisibili: Anoressia nervosa, Bulimia nervosa, Disturbo da alimentazione incontrollata e le loro molte varianti.
Oggi più che mai la ricerca scientifica e la pratica clinica concordano su un punto fondamentale: nessun professionista, da solo, può affrontare la complessità di queste patologie. La chiave è l’approccio multidisciplinare.Il cibo non è solo nutrizionePer una nutrizionista che lavora nell’ambito dei DCA, il cibo rappresenta molto più di calorie e nutrienti. È linguaggio, relazione, talvolta difesa.
Chi vive un disturbo alimentare spesso utilizza il controllo del cibo come strumento per gestire emozioni profonde: paura, senso di inadeguatezza, bisogno di controllo. In questo contesto il lavoro nutrizionale non consiste semplicemente nel “far mangiare di più” o “correggere abitudini alimentari”, ma nel ricostruire gradualmente un rapporto sereno con il cibo e con il proprio corpo.Il percorso nutrizionale diventa quindi un processo delicato, basato su:educazione alimentare non prescrittivaascolto e alleanza terapeuticagraduale normalizzazione dei pastisuperamento delle regole alimentari rigide.
L’obiettivo non è solo la riabilitazione nutrizionale, ma la restituzione di libertà.L’approccio multidisciplinare: la vera terapiaLe linee guida internazionali indicano chiaramente che il trattamento dei DCA richiede la collaborazione di più figure professionali. Il modello più efficace integra:medico specialistanutrizionista/dietistapsicologo o psicoterapeutapsichiatra, quando necessarioIn questo team la nutrizionista svolge un ruolo cruciale: tradurre le indicazioni cliniche e psicologiche in un percorso alimentare sostenibile, adattato alla storia e alla fragilità del paziente.Il dialogo costante tra i professionisti permette di affrontare simultaneamente tre dimensioni fondamentali:fisica – recupero dello stato nutrizionalepsicologica – elaborazione dei conflitti emotivicomportamentale – modificazione dei pattern alimentari disfunzionaliSolo lavorando su tutti questi livelli è possibile ottenere una vera guarigione.
Il ruolo della nutrizionista: tra scienza e relazioneNel trattamento dei disturbi alimentari la nutrizionista diventa una figura ponte tra corpo e mente.Accanto alle competenze scientifiche – valutazione dello stato nutrizionale, pianificazione alimentare, monitoraggio metabolico – assume un’importanza centrale la dimensione relazionale. Ogni pasto, ogni piano alimentare, ogni colloquio rappresenta un momento di ricostruzione della fiducia.Spesso il primo obiettivo non è cambiare il comportamento, ma ridurre la paura del cambiamento.Questo significa lavorare con gradualità, rispettando i tempi del paziente e integrando costantemente il lavoro con psicologi e medici del team.Una sfida culturaleI disturbi alimentari non sono solo patologie individuali: sono anche fenomeni profondamente intrecciati con la cultura contemporanea, con l’ideale di perfezione estetica e con la pressione sociale sull’immagine corporea.
Per questo la prevenzione passa anche attraverso educazione, informazione e sensibilizzazione, soprattutto tra i giovani.La Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla rappresenta un momento simbolico ma fondamentale per ricordare che dietro ogni diagnosi c’è una storia, una persona, una possibilità di cura.Ricostruire il rapporto con il corpoLa guarigione da un disturbo alimentare non coincide semplicemente con il recupero del peso o con la normalizzazione dei pasti. È un processo più profondo: riconnettersi con il proprio corpo, imparare ad ascoltarlo, accettarne i cambiamenti.In questo viaggio terapeutico il team multidisciplinare accompagna il paziente verso una nuova consapevolezza: il cibo non è più nemico, ma strumento di vita, energia e relazione.Ed è proprio qui che la nutrizione torna alla sua essenza più autentica: non solo scienza, ma cura.Nutrizione e’Prevenzione!

