Meglio così. Il nuovo romanzo di Amélie Nothomb.Una storia familiare dove memoria, fragilità e perdono diventano racconto

di Marco Signorile

Ho appena terminato Meglio così e ho chiuso il libro lentamente, quasi con rispetto. È uno di quei testi brevi che non cercano di impressionare con la quantità di pagine, ma con la densità delle emozioni.

Il nuovo romanzo di Amélie Nothomb è dedicato alla madre e attraversa una trama fatta di ricordi, lettere, incontri e distanze. La madre, il padre, le sorelle, gli amici, i primi amori: tutto prende forma con quella scrittura essenziale che è diventata il segno distintivo dell’autrice. Pagine rapide, quasi leggere, ma capaci di aprire mondi interiori molto profondi.

Leggendo si ha spesso la sensazione di entrare dentro una sceneggiatura cinematografica.

Le scene scorrono visive, concrete, quasi visionarie. I dialoghi hanno un ritmo preciso e i momenti familiari diventano piccoli quadri emotivi dove convivono tenerezza, incomprensioni e fragilità.Perché nei rapporti tra genitori e figli, come tra fratelli e sorelle, nessuno è davvero immune dall’errore.Ed è proprio qui che il libro trova la sua forza più autentica. Il tempo cambia la prospettiva. I ricordi si trasformano e ciò che una volta sembrava un torto o una distanza diventa, con gli anni, qualcosa che si può comprendere meglio.

Crescendo si impara a perdonare di più, ma soprattutto a guardare le fragilità degli altri con uno sguardo più umano.Nella parte finale del romanzo avviene quasi una rivelazione narrativa. Nothomb svela che ciò che abbiamo letto è, in fondo, un libro dentro il libro. Due livelli che sembrano scorrere in parallelo ma che lentamente si ricompongono in una sola storia, come se la memoria stessa diventasse materia narrativa.A quel punto il titolo assume un valore nuovo.

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Meglio così non suona come una resa, ma come una forma di saggezza: accettare ciò che è stato, riconoscere gli errori, sciogliere le angosce e continuare a guardare avanti. Una frase semplice che diventa quasi un piccolo mantra.Con Amélie Nothomb succede spesso questo: la sua scrittura non si analizza soltanto, si attraversa.Un libro breve, ma intenso. E, davvero, da leggere.