di Claudia Scattolini
Mi guardo allo specchio e lo ammetto: ho un debole per le cose che sanno di vita vera, non addomesticata. Il mio istinto di Fragrance Designer non cerca la novità a tutti i costi, ma la verità di uno stato d’animo che non risponde alle regole del tempo.
E la mia verità ha un nome preciso: Wild Fig. Questo Extrait de Parfum è il mio manifesto assoluto, la celebrazione di quel lusso lento e primordiale che sta nel raccogliere la frutta direttamente dall’albero, nell’erba spontanea, nel contatto viscerale con la terra.
È una fragranza che regala un alone country-sexy inconfondibile, quella sensualità spettinata, fiera di chi non ha bisogno di sovrastrutture per esistere.
La “carne” del frutto e la linfa del latte sulla pelle
Wild Fig è nato dall’istinto puro. È l’odore esatto, quasi erotico, che resta attaccato alle dita quando stacchi i fichi dal ramo in un pomeriggio immobile, schiacciato dal sole del Mediterraneo. Chi cerca la profumeria artistica e le materie prime d’eccellenza spesso si perde in formule astratte; io preferisco parlare di pancia.
In questo accordo la natura vive nella sua interezza, unendo in un unico respiro:
- Il verde primordiale della clorofilla della foglia appena spezzata che punge l’aria;
- La cremosità del latte di quella linfa densa e avvolgente che cola dal picciolo accarezzando i sensi;
- Il calore del legno vivo della corteccia che ha assorbito il sole per ore.
Wild Fig è un profumo seducente che vive sulla pelle nuda e si nutre del calore del corpo.

L’incontro tra campagna selvaggia e salsedine
E poi c’è l’evoluzione che preferisco, quella che scatta quando la voglia di natura incontra l’istinto di libertà. Immaginate la forza selvatica di Wild Fig — così terrosa, verde e lattiginosa — che si fonde con la salsedine sul bagnasciuga.
Diventa una questione di attitudine. È l’incontro ravvicinato tra la campagna profonda e la libertà della spiaggia, dove il sale si asciuga sulla pelle calda e si sposa con la persistenza della nota verde. Un contrasto d’autore che non svanisce dopo un’ora, ma che resta nell’aria, intimo e potente, anche quando il sole è calato da un pezzo.
Creare profumi artistici significa anche questo: saper guardare le proprie creazioni con occhi sempre nuovi, scoprendone sfumature che cambiano insieme a noi, libere dalle stagioni.
“Wild Fig è la mia risposta a chi vuole spogliarsi del superfluo e ritrovare un contatto carnale con la propria natura. Certi stati d’animo non si spiegano a parole. Si indossano, lasciando che parli la pelle.”
Il rituale di skin scent: come prolungare la fragranza
Wild Fig non si limita ad “appoggiarsi” alla pelle, ma si fonde con essa, come se il suo fluido magnetico entrasse a fondo nei pori. Per esaltare questa alchimia e prolungarne la durata, il segreto è una corretta preparazione della pelle.
La body care mirata si articola in questi passaggi fondamentali:
- Nutrizione profonda: Parti da creme o oli corpo rigorosamente neutri e privi di profumazione, creando la base ideale (quasi un magnete capace di trattenere le molecole della fragranza).
- Il momento dell’applicazione: Vaporizza l’Extrait subito dopo la doccia sui punti di pulsazione caldi — come il collo, i polsi e l’incavo delle ginocchia.
- L’effetto sulla pelle: Quando la pelle è ancora ricettiva e i pori sono aperti, si permette alla componente lattiginosa e legnosa di ancorarsi profondamente, fiorendo in una scia intima e persistente che accompagna il corpo in ogni movimento, fino a notte fonda.


