di Marco Signorile
Mi trovo nel foyer del prestigioso Teatro Nazionale di Milano per un’intervista esclusiva con Vittoria Sardo, la talentuosa protagonista del musical Flashdance. È un vero piacere incontrarla e avere l’opportunità di scoprire chi è, sia come artista che come persona. Assumere un ruolo così centrale in un teatro che è considerato il tempio del musical italiano non può che rappresentare un momento davvero speciale e significativo nella sua carriera.

M.: Vittoria, cosa significa per te tornare sul palco del Nazionale con un ruolo così importante?
V.: Tornare al Nazionale dopo Chicago con questo ruolo così bello e importante è un onore grandissimo, e spero che possa essere soltanto il primo di tanti tasselli che andranno a comporre la mia carriera futura. Il lavoro che facciamo è frutto di passione e sacrificio, e sono grata per questa opportunità che mi permette di esprimere il mio lato artistico al massimo delle potenzialità.
M.: Ricordi il momento dell’audizione?
V.: Mi sono presentata come tutti, con un provino registrato a casa, ma poi c’è stato un percorso di selezione durato tre giorni, molto intenso e impegnativo. Il team creativo ci ha messi davvero alla prova, chiedendo il massimo da ciascuno di noi. Quando, quattro o cinque giorni dopo, è arrivata la chiamata, ho provato un’esplosione di gioia inimmaginabile. Ho pianto, anche per la liberazione dall’ansia di quei giorni di attesa che sembravano non finire mai. La tensione era palpabile, ma alla fine ne è valsa la pena.
M.: Flashdance è un titolo iconico che ha segnato un’epoca. Come ti sei preparata per interpretarlo oggi?
V.: Da bambina l’avevo visto, ma per prepararmi all’audizione l’ho rivisto più volte, anche per immergermi nuovamente nell’atmosfera vivace e colorata degli anni ’80. Volevo sentire il ritmo, i colori, il linguaggio e le emozioni di quell’epoca che non ho vissuto direttamente, ma che ho studiato con grande curiosità e impegno. Ogni dettaglio è importante per rendere autentica l’interpretazione.
M.: Nel musical, il ruolo dell’ensemble è fondamentale. Che rapporto hai con il gruppo di lavoro?
V.: È fondamentale, perché Alex, il mio personaggio, non arriverebbe da nessuna parte senza la forza del gruppo. L’ensemble di Flashdance è davvero eccezionale: abbiamo colleghi straordinari, sia sul palco che fuori, sempre generosi e uniti. È bello, gratificante e stimolante lavorare in un ambiente così sereno e coeso, dove tutti remano nella stessa direzione per raccontare una storia con il massimo della qualità possibile, rendendo ogni rappresentazione unica e memorabile.
M.: Lo spettacolo rimarrà in scena fino a gennaio. Come sta reagendo il pubblico a questo debutto?
V.: È appena una settimana dal debutto, ma posso affermare che il pubblico risponde con entusiasmo incredibile. Flashdance piace perché racconta un sogno, e chi di noi non ha un sogno in cui credere? Le musiche anni ’80 trascinano, fanno alzare, ballare e sorridere. È davvero impossibile restare fermi una volta che si è coinvolti nella magia di questo spettacolo.
M.: C’è un momento, tra tutti, che ti emoziona più degli altri?
V.: Gli ultimi dieci minuti. C’è una canzone dedicata ad Anna, il mentore di Alex, e subito dopo arriva la scena iconica dell’audizione. È il passaggio dal dolore alla forza, dalla sofferenza alla rinascita. È anche la parte più faticosa fisicamente, ma è quella che amo di più. Ogni volta che la interpreto sento un’energia incredibile che mi permea, e spero che il pubblico possa percepirla insieme a me.

M.: Hai una formazione solida e internazionale. Quanto ha inciso nella tua crescita artistica?
V.: Ho conseguito la certificazione come ballerina classica professionista con esaminatori londinesi di alto prestigio, e poi mi sono laureata in musical alla BSMT di Bologna. Negli ultimi tre anni, per fortuna e grazie al duro lavoro, non mi sono mai fermata. È un privilegio, nella nostra professione, avere l’opportunità di esprimersi e migliorarsi continuamente.
La saluto con sincera ammirazione, mentre il suo entusiasmo e la sua determinazione brillano in ogni parola. Flashdance non è solo un titolo di culto da anni, ma una prova di energia, talento e dedizione. E Vittoria Sardo, con la sua freschezza e la sua disciplina, lo conferma pienamente, rendendo omaggio a un’opera che continuerà a ispirare generazioni di artisti e spettatori.
Intervista realizzata al Teatro Nazionale di Milano.
Accreditamento stampa: Marco Signorile per Glamour Life Magazine.


