Ricordando Diane Keaton. Nessuna come lei

Di Marco Signorile

È trascorso qualche giorno dalla notizia della sua scomparsa, ma sento il bisogno di rendere anch’io omaggio a Diane Keaton — un’artista che non è mai stata solo un’attrice, ma un linguaggio.
Hollywood la piange, ma al tempo stesso la celebra, perché certe presenze non si spengono: restano sospese tra schermo e memoria.

Diane Keaton ha attraversato il cinema come una rivoluzione silenziosa.
Ha vinto un Oscar con *Io e Annie*, ha lavorato con Woody Allen, Coppola, Nancy Meyers.
Ha saputo passare dal dramma alla commedia senza mai perdere autenticità.
Ogni suo personaggio aveva qualcosa di vivo, di vero, di fragile e ironico insieme.

Il suo stile è diventato iconico: blazer oversize, pantaloni maschili, cappelli indossati con leggerezza e fierezza.
Una femminilità che non chiedeva permesso, ma lasciava il segno.
La moda, per lei, era un’estensione dell’anima: un modo per raccontare il carattere, non per nasconderlo.

Meryl Streep, ricordandola, ha detto che “Diane è stata la donna più coperta nella storia dei vestiti, eppure la più trasparente come essere umano”.
Una frase che racchiude tutto: la forza di essere se stessi anche quando il mondo ti vuole diversa.

Diane Keaton rimane il simbolo di un’arte che non cerca la perfezione, ma la verità.
E forse per questo — nel cinema, nella moda, nella vita — davvero nessuna come lei.

FILE PHOTO: Actress Diane Keaton blows a kiss from the stage at the American Film Institute’s 43rd Life Achievement Award at the Dolby theatre in Hollywood, California June 4, 2015. Actor Steve Martin was honored with the award. REUTERS/Mario Anzuoni/File Photo
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