La ricapitolazione

di Graziano Misuraca

Nello scorso articolo abbiamo raccontato di come il nostro calderone vada rovesciato e ripulito delle esperienze precedenti, affinché nuove passioni possano essere cotte e servite nel nostro mondo.

Resta dunque da raccontare e chiarire come questo possa avvenire fuor di metafora.

Per questo ci avvarremo della ricapitolazione.

Che cos’è?

La ricapitolazione è una tecnica antica quanto il mondo e molto conosciuta nel mondo alchemico ed esoterico.

Venne scoperta dai maghi più antichi nel momento in cui ci si rese conto che la persona in punto di morte ricapitolava appunto tutta la sua vita, nello spazio di pochissimi momenti.

Gli Iniziati dovendo affrontare la morte nel loro cammino quando erano ancora in vita, si resero conto che la ricapitolazione era una necessità dell’uomo stesso che, nel momento in cui lasciava il mondo terreno, doveva fare i conti con tutto quello che aveva vissuto.

I maghi a quel punto si chiesero: che cosa succederebbe se la ricapitolazione venisse effettuata tutte le sere nel momento in cui consegniamo la nostra vita al sonno, fratello della morte?

Probabilmente il nostro passaggio in un altro mondo potrebbe essere facilitato. Millenni di ricerche portarono dunque a sviluppare questa tecnica di cui tutti gli esoteristi hanno fatto in modo di consegnarcene la loro personalissima variante. Quella resa famosa da Castaneda è la più adatta al cammino che abbiamo intrapreso nei nostri articoli.

Nell’esperienza sciamanica dello scrittore peruviano, la ricapitolazione, effettuata al buio o in luoghi angusti come grotte, se non vere e proprie casse, atte a facilitare il gemellaggio con la morte, facilita il distacco dalle esperienze del passato. Nell’ottica dello sciamanesimo messicano, l’energia che scambiamo con i nostri simili, soprattutto nelle esperienze sessuali ci incastra in qualche modo con le vite degli altri dal punto di vista energetico.

Leggi anche  Differenze meditazione egizia e tantrica

Questo impedisce il nostro volo vero la libertà al momento della morte. Nella vita di tutti i giorni ci rende in qualche modo prigionieri delle energie altrui e ci fa ripetere vecchi schemi nelle nostre relazioni.

Va dunque fatta una lista delle nostre esperienze passate e ricapitolata nel luogo scelto, con quello che viene definito respiro spazzante.

Seduti, muovendo la testa dalla spalla sinistra a quella destra, inspireremo l’esperienza passata, riprendendoci la nostra energia, espirando col movimento opposto, restituiremo all’altra persona la sua energia, ripulendo così il calderone.