“Sei scolpita nel mio cuore, Clark, fin dal primo giorno in cui sei arrivata con i tuoi abiti ridicoli, le tue terribili battute e la tua totale incapacità di nascondere ogni minima sensazione. Tu hai cambiato la mia vita molto più di quanto questo denaro potrà mai cambiare la tua. Non pensare a me troppo spesso. Non voglio pensarti in un mare di lacrime. Vivi bene. Semplicemente, vivi. Con amore, Will”.
Se volessimo cercare il significato profondo di Io prima di te, romanzo della scrittrice inglese Jojo Moyes pubblicato nel 2012 e divenuto un autentico best seller a livello mondiale tanto da essere trasposto sul grande schermo nell’omonimo film del 2016 diretto da Thea Sharrock con protagonisti Emilia Clarke e Sam Claflin, credo che lo si possa ritrovare appieno in queste parole contenute nella lettera che Will Traynor farà pervenire a Louisa Clark nell’epilogo del romanzo, una vicenda che magnifica l’amore, certo, ma soprattutto celebra il senso autentico da dare alla nostra individualità e alla nostra esistenza, nonostante la malattia, il dolore e la scelta finale di Will di porre fine alle sue sofferenze attraverso la pratica del suicidio assistito in una clinica svizzera.
Due mondi inconciliabili: Louisa e Will
I protagonisti di questa toccante storia d’amore e di rinascita personale appaiono ai nostri occhi come due universi lontanissimi fra loro e, all’apparenza, decisamente inconciliabili:
- Louisa Clark è una giovane donna di ventisei anni la cui vita sembra però scorrere in maniera lenta e opaca, priva di ambizioni o di sussulti significativi. Quest’ultima vive in un paesino della campagna inglese e si dibatte tra un lavoro e l’altro per cercare di dare una mano e sostenere la sua famiglia che si trova in difficoltà dal punto di vista economico (il padre di Louisa ha appena perduto il lavoro e sua sorella Treena è una ragazza madre che ha da poco ripreso gli studi). È fidanzata da sette anni con Patrick, un preparatore atletico narcisista ed egocentrico ossessionato dalla forma fisica e l’unica nota di colore della sua vita è rappresentata dagli abiti che indossa, decisamente eccentrici e coloratissimi.
- Dopo aver perso l’ennesimo lavoro come cameriera in una sala da tè, Louisa è costretta a cercarsi un nuovo impiego ed è qui che entra in scena la ricca famiglia Traynor, la quale offre a Louisa un lavoro come assistente del proprio figlio William, un giovane rimasto tetraplegico a causa di uno sfortunato incidente stradale.
L’incontro iniziale tra i due non è decisamente dei migliori: Will, a seguito di quanto accadutogli, da giovane brillante e realizzato qual era, si è trasformato nel tempo in un uomo corroso dall’ira e dalla depressione, incapace oramai di provare qualsiasi slancio di vita e d’amore. Quest’ultimo non vuole avere niente a che fare con Lou e, più in generale, con l’intero genere umano e il rapporto tra i due non sembra decollare in alcun modo, anzi Will fa di tutto per rendere ancora più complicata la situazione cercando di ostacolare Louisa in ogni suo tentativo di stabilire un contatto con lui.
Nonostante ciò, Louisa non si arrende e, passo dopo passo, riesce a costruire un legame affettivo con Will che, nel corso del tempo, diventa sempre più profondo e coinvolgente.
La lotta contro il tempo e la scelta dell’eutanasia
Lou scopre inoltre che, a causa dell’incidente che ha spezzato i suoi sogni e le sue prospettive di vita, Will ha deciso non solo di chiudere ogni contatto con tutto ciò che ha fatto parte della sua vita passata ma, soprattutto, ha preso accordi da tempo con una clinica svizzera per porre fine alla sua esistenza tramite l’eutanasia.
Camilla, la madre di William, spera tuttavia che la presenza di Louisa possa convincere il figlio a cambiare idea su questa decisione e a ridare valore ad un’esistenza fino a quel momento priva di scopo e Lou ce la mette davvero tutta nel voler dimostrare a Will che la sua vita ha ancora tanto da offrirgli e, a tal proposito, organizza per lui un piano variegato composto da uscite e da eventi di vario tipo.
Durante questi momenti vissuti insieme, Louisa e William si avvicinano sempre di più l’uno all’altra ed è durante le nozze di Alicia, l’ex fidanzata di William lasciata da quest’ultimo dopo l’incidente, che Will confessa a Lou di nutrire un sentimento profondo per lei, tanto da essere diventato l’unica ragione valida per cui svegliarsi la mattina e affrontare le sue sofferenze.
Louisa, innamorata anch’essa di William, lascia Patrick e organizza dapprima un viaggio a Parigi che sfuma a causa di una polmonite che costringe a letto William e, successivamente, un viaggio con Will alle isole Mauritius, dove i due innamorati hanno modo di confrontarsi non solo sui loro sentimenti reciproci ma anche con la decisione di Will di perseguire il suo obiettivo del suicidio assistito. Quest’ultimo ammette di amare immensamente Lou ma proprio per questo non vuole minimamente vincolarla a lui e, soprattutto, alle sue sofferenze ed è per questo motivo che non rinuncerà a porre fine alla sua vita.
Lou, letteralmente sconvolta, accusa Will di egoismo, si licenzia e, almeno all’inizio, interrompe ogni contatto con lui ma l’amore, si sa, è più forte di tutto ed è proprio la forza di questo sentimento che ricongiungerà di nuovo Will e Lou prima della fine, imprimendo un sigillo indelebile non solo nelle loro vite ma anche nel cuore di milioni di lettori e di lettrici in tutto il mondo.
Oltre il “vissero felici e contenti”: l’etica, il coraggio e la salvezza
Io prima di te è un romanzo toccante e commovente che riesce a sviluppare, all’interno di una trama complessa ma al tempo stesso delicata, temi universali quali l’amore, il valore da dare ai propri sogni e alla propria esistenza, la nostra capacità di mettere in discussione i nostri orizzonti razionali ed emozionali per aprirsi a nuove prospettive di vita, dando il giusto valore a tutto ciò che ci rende vivi ed umani.
Nonostante la mancanza del tradizionale “vissero felici e contenti” alla fine del romanzo, questa vicenda celebra non solo l’amore di due persone apparentemente distanti fra loro ma, soprattutto, celebra l’amore per la vita nonostante si tocchi un tema – quello riguardante l’eutanasia – decisamente controverso, capace di porre forti interrogativi etici ed umani nell’animo di ognuno di noi e di accendere dibattiti sulla liceità o meno delle nostre scelte personali di fronte alla decisione di porre fine ad un’esistenza contrassegnata dal dolore e dalla mancanza di vivere appieno le nostre potenzialità.
Al di là delle nostre opinioni personali riguardo ad un tema così delicato, la vicenda amorosa di Will e di Lou esalta l’ambitione e il coraggio di perseguire i propri sogni anche se sembrano apparentemente irraggiungibili: Louisa, nel provare a riaccendere la speranza e il desiderio di vita nel cuore di Will Traynor, rimette in discussione sé stessa e le proprie certezze, ridefinendo i confini emozionali di un’esistenza vissuta ai margini prima di incontrare Will.
Ed è questo, a mio avviso, il vero miracolo d’amore che emerge dalle pagine di questo libro: nel provare a ‘salvare’ la vita di coloro che amiamo, in realtà stiamo salvando noi stessi dal rischio di smettere di vivere di fronte agli ostacoli che la vita ci pone davanti e questo rischio lo si elimina solo alimentando di continuo i nostri sogni, l’unico tramite autentico tra noi e il nostro desiderio di felicità.


