di Claudia Laurelli
Tra i rituali più dolci della prima infanzia, il bagnetto occupa un posto speciale.
L’acqua tiepida, il profumo di sapone, la pelle morbida del bambino: un piccolo gesto quotidiano che racchiude cura, contatto e amore. Eppure, su questo momento si è costruita una convinzione tanto comune quanto rigida: il bagnetto si fa la sera, prima della nanna.
Una routine che, spesso, si trasforma in un dovere più che in un piacere. In realtà, non esiste un orario giusto per il bagnetto.
Esiste il momento in cui mamma e bambino sono più tranquilli, più in sintonia. Può essere al mattino, dopo il riposino o quando la giornata rallenta.
L’importante è che ci sia calma, ascolto e presenza.Quando la stanchezza prende il sopravvento, il bambino la percepisce, e quel piccolo spazio di intimità rischia di trasformarsi in fretta, anziché in contatto.

Immergere il bambino nell’acqua calda non è solo un gesto di pulizia, ma un modo per rilassare il corpo e la mente. Un bagnetto vissuto con lentezza aiuta il piccolo a regolare il suo ritmo interno, stimola la curiosità sensoriale e rafforza il legame con chi lo accudisce.
Va ricordato anche che non tutti i bambini vivono il bagnetto serale come un momento di relax.
Per alcuni, l’acqua, le luci e i giochi possono rappresentare una vera e propria attivazione, che li rende più vivaci proprio prima della nanna. In questi casi, spostare il bagnetto in un altro momento della giornata può fare la differenza: sarà più piacevole per entrambi e, alla sera, si potrà creare un nuovo rituale di chiusura, più calmo e rassicurante — magari fatto di coccole, luci soffuse e contatto.
Bastano dieci minuti, un tono di voce morbido, qualche gioco leggero: è questo che rende il momento davvero prezioso.
Non importa l’orario.
Importa che sia un piccolo momento di serenità, da vivere insieme e da custodire come un gesto d’amore quotidiano.


