google.com, pub-7504210039627330, DIRECT, pub-7504210039627330

  • Il Progetto
  • Magazine
  • Autori
  • Entra nel Team
  • Contatti

Ultimi articoli

  • Murals reMastered. Quando il museo esce a passeggiare
  • Florania selezionata come Semi-finalista alla R|Elan Circular Design Challenge 2026
  • Le mogli di Richard Wagner: amori, scandali e muse
  • Il costume da bagno tra arte e cultura: evoluzione di un simbolo
  • Costumi da bagno. L’eleganza leggera dell’estate 2026

Ultimi commenti

  1. Costo carburanti: il diesel sorpassa la benzina e gli agricoltori protestano - UNSIC - Unione Nazionale Sindacale Imprenditori e Coltivatori su Accise sul gasolio in vigore dal 1° gennaio: i rischi
Salta al contenuto
Glamour Life
  • Il Progetto
  • Magazine
  • Autori
  • Entra nel Team
  • Contatti

I disturbi d’ansia e depressione in gravidanza

di Teresa Cocchiaroin I consigli dello psicologoon Pubblicato il Dicembre 11, 2025Maggio 2, 2026

Di Teresa Cocchiaro

La gravidanza per la donna è un’ esperienza complessa.Un processo evolutivo e maturativo, che implica la costruzione di una nuova identità e di un nuovo ruolo. Il passaggio dall’ essere figlia all’ essere madre e questo richiede un dover affrontare una serie di vissuti, mettere in discussione il rapporto con la propria di madre e questo rappresenta un passaggio cruciale.

In questo scenario, dove si alternano desiderio e paura,non possiamo trascurare l’ aspetto emotivo. La salute mentale materna è riconosciuta a livello globale come una priorità di salute pubblica (Ko et al., 2020). La gravidanza pone infatti alla futura madre numerose sfide: Trasformazioni fisiche e fisiologiche; Adattamenti dello stile di vita; Cambiamenti familiari e contestuali; Preparazione al futuro ruolo genitoriale, alla nascita e alla crescita del bambino. Questi elementi, unitamente a condizioni di vulnerabilità individuale, relazionale e/o sociale, possono concorrere a vissuti di stress psicologico, sino ad arrivare a quadri di rilevanza clinica.

Tra la sintomatologia psicopatologica più frequentemente riscontrata in gravidanza, troviamo sintomi ansiosi e depressivi (Chauhan et al., 2022). L’ansia durante la gravidanza e fino a due anni dopo il parto interessa circa il 18-25% delle donne nel mondo (Dennis et al., 2017). L’ansia è generalmente definita come uno stato di paura e preoccupazione eccessive (APA, 2023). Come emozione l’ ansia è sana, ci attiva, non ci fa a arrivare impreparati. Ma quando impedisce alla persona di realizzare sogni, progetti , diviene bloccante e va attenzionata e curata.

L’ansia perinatale può avere implicazioni importanti sulla salute del bambino, poiché questo periodo rappresenta una finestra di sviluppo particolarmente sensibile.Nello specifico, l’ansia in gravidanza è stata associata a:Aumento del rischio di parto pretermine; Basso peso alla nascita;Problemi di sviluppo nel bambino (Rose et al., 2016; Lima et al., 2018). Essa inoltre può influire negativamente sulla salute fisica e mentale della donna e sul benessere complessivo materno, associandosi a comportamenti di salute materna sfavorevoli e rappresentando uno dei principali fattori di rischio per la depressione post-partum (Skouteris et al., 2009). Può altresì impattare sulla relazione e sulle interazioni precoci con il neonato, comportando ad esempio difficoltà nell’attaccamento madre-bambino, ovvero nella possibilità della madre di rispondere efficacemente ai bisogni del bambino (Gobel et al., 2018). L’ansia è generalmente definita come la percezione di stimoli esterni come minacciosi (Gidron, 2013). L’ansia perinatale sembra derivare da una combinazione di fattori psicologici, sociali, socio demografici e medici, nonché dall’esperienza di eventi di vita stressanti.

Leggi anche  Genitori- figli: iper protezione, lassismo e autostima

Una recente rassegna della letteratura (Bayrampour et al., 2018), ha evidenziato quali principali fattori di rischio: stili di coping improntati a negazione, disimpegno comportamentale e auto-colpevolizzazione; precedenti perdite di gravidanza; complicazioni mediche; Intimate partner violence; supporto sociale inadeguato;storia di problemi di salute mentale; disturbi mentali concomitanti; caratteristiche quali scarsa autostima e scarso senso di controllo;elevati livelli di stress; consumo di tabacco/sostanze.

Data la prevalenza dei sintomi d’ansia e la loro confermata associazione con esiti negativi per la gravidanza e per il bambino, la rilevazione precoce e la gestione dell’ansia perinatale risultano fondamentali. Risulta essenziale integrare protocolli di screening nella routine delle cure ante- natali. La letteratura ha sviluppato diversi strumenti per lo screening dei disturbi d’ansia in gravidanza.

Tra i principali questionari self-report, troviamo: Pregnancy-Related Anxiety Questionnaire (PRAQ), composto da 10 item, valuta 3 aree -> paura del parto, preoccupazioni riguardo la possibilità di avere un bambino con disabilità fisiche o mentali, preoccupazioni circa il proprio aspetto fisico;

Perinatal Outcomes Questionnaire (POQ) composto da 15 item, valuta le preoccupazioni delle donne in gravidanza riguardo all’esito della loro gravidanza, risultando particolarmente appropriato in caso di donne che hanno subito una perdita perinatale precedente.

Recentemente, è stato messo a punto nel contesto australiano un breve strumento di screening per l’ansia in gravidanza (PrAS-Screener; Dryer et al., 2022).

Oltre all’assessment delle 3 aree tradizionalmente indagate (paura del parto, immagine corporea, preoccupazioni per il bambino), valuta anche sintomi ansiosi generali e preoccupazioni relative al personale medico, aspetti fondamentali per garantire cure prenatali ottimali attraverso relazioni di fiducia con i clinici. Diversi fattori di rischio connessi all’ansia in gravidanza, in particolare gli stili di coping, il supporto sociale e i fattori legati al partner, sono potenzialmente modificabili (Bayrampour et al., 2018).

Gli interventi per l’ansia perinatale possono essere concettualizzati come azioni basate sull’evidenza, volti a prevenire o ridurre l’ansia in questo periodo. Tali interventi possono includere, ad esempio, psicoterapia, interventi sullo stile di vita, approcci basati sul supporto e pratiche mente-corpo.Interventi psicologici mirati possono promuovere strategie di coping adattive, che possano aumentare l’autoefficacia e l’autostima delle donne. Tra gli stile di coping connessi a un miglior adattamento emotivo alla gravidanza, troviamo strategie centrate sul problema, improntate al problem-solving e basate sull’accettazione (Gourounti et al., 2013).

Leggi anche  LA DIPENDENZA DA TELEFONINO

Diversi autori suggeriscono inoltre che interventi precoci dovrebbero focalizzarsi sulla relazione della donna con il futuro padre del bambino, incentivandone il ruolo di sipporto e lavorando su tensioni all’interno della relazione (Bayrampour et al., 2015).

Situazioni particolarmente a rischio sono costituite da casi di violenza nella coppia (Karacam & Ancel, 2009; Mahenge et al., 2013; Nasreen et al., 2011). La depressione perinatale si riferisce a un insieme di sintomi depressivi clinici che si manifestano durante la gravidanza o dopo il parto, includendo umore depresso e perdita di interesse o piacere per tutte o quasi tutte le attività (APA, 2023).Una recente meta-analisi ne ha evidenziato una prevalenza globale del 12% (Woody et al., 2017).La comorbidità tra sintomi di ansia e depressione è comune (Lee et al., 2007) e si evidenziano sovrapposizioni tra i fattori di rischio per ansia e depressione in gravidanza (Karacam & Ancel, 2009).I fattori di rischio per la depressione perinatale tra le donne in gravidanza includono infatti basso livello di istruzione, basso status socioeconomico, partner poco supportivo, scarso supporto sociale, maggiore numero di eventi di vita stressanti, precedenti episodi di depressione e ansia, attaccamento insicuro e strategie di coping disfunzionale (Woody et al., 2017). La principale misura per lo screening della depressione in gravidanza è costituito dall’Edinburgh Postnatal Depression Scale (EPDS), validato in oltre 30 Paesi nel mondo.Si tratta di uno strumento composto da 10 item, che consente la valutazione di dimensioni depressive, ansiose e di anedonia. Al fine di prevenire la depressione perinatale, può essere utile offrire nei reparti di ginecologia sessioni psico educative sulle tematiche della genitorialità, delle difficoltà dopo il parto, come l’allattamento o il pianto del neonato, delle preoccupazioni relative alla forma corporea e alla sessualità, del supporto sociale e dell’adattamento richiesto al ruolo materno, incoraggiando l’espressione delle emozioni negative, riconoscendo l’ambivalenza materna e normalizzando le esperienze emotive.

TagAnsia gravidanza,Depressione post parto,Fertilità,gravidanza,Post parto
Autore dell'articoloScritto daTeresa Cocchiaro

Navigazione articoli

PrecedentePrecedente LA NOTTE CHE SI BRUCIO’ IL JAZZ
  • GLAMOUR LIFE è una magia editoriale
  • Newsletter
  • Blog
  • Contattaci

©2025 Gaia Bafaro - P.Iva 03966840781. Tutti i diritti riservati

Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Cosenza in data 12/06/2025 con il n. 2658/2025 e al n. 6 del Registro Stampa

Privacy & Cookies Policy Copyright © 2026 Glamour Life Realizzato da unoXuno.it
Scroll to top