Differenze tra il ruolo del padre e il ruolo della madre secondo l’ordinamento giuridico italiano

di Giacomo Fuscaldo

Nel diritto italiano, oggi non esistono differenze giuridiche di ruolo tra padre e madre, entrambi hanno uguali diritti e uguali doveri nei confronti dei figli.Le differenze che spesso si citano, soprattutto tra persone non esperte di diritto, sono oggi storiche o di fatto, non più normative.

L’attuale disciplina giuridica si fonda sul principio generale di uguaglianza tra padre e madre.La normativa attuale si fonda sugli artt. 3, 29, 30 della costituzione italiana e sugli articoli del codice civile, riformato profondamente dal 1975 in poi.Nell’ordinamento italiano, padre e madre esercitano congiuntamente la responsabilità genitoriale ai senso dell’art. 316 del codice civile.Entrambi prendono le decisioni fondamentali per il figlio (educazione, salute,residenza, istruzione), hanno pari dovere di mantenimento, istruzione,educazione e assistenza morale e rappresentano legalmente il figlio.

Non esiste più la “patria potestà” che è stata sostituita dalla responsabilità genitoriale, proprio per sottolineare la parità.Anche in caso di separazione o divorzio sui figli, padre e madre mantengono uguali diritti decisionali e per regola generale l’affidamento è condiviso.Il giudice valuta l’interesse superiore del minore, non il genere del genitore,caso per caso a seconda delle situazioni.

L ’eventuale collocamento prevalente presso un genitore (spesso la madre,nella prassi) non è un diritto legale, ma una scelta basata su criteri concreti(stabilità, età del minore, continuità affettiva).Esistono differenze giuridiche oggi molto limitate, ad esempio legati alla maternità biologica, solo la madre ha diritti legati a gravidanza, parto e congedi obbligatori di maternità.

Queste differenze, non riguardano il ruolo genitoriale, servono a tutelare la salute della donna e del neonato.Il padre ha comunque il congedo di paternità e gode di diritti genitoriali pieni dopo la nascita.

Alcune differenze storiche va ribadito e sottolineato, dunque, secondo la legge italiana, normativamente non sono più valide.Fino alla riforma del diritto di famiglia del 1975, il padre era “capo della famiglia” decideva residenza, educazione, amministrazione dei beni, la madre aveva un ruolo subordinato, tutto ciò non ha più valore giuridico.

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Conclusivamente, in estrema sintesi, dunque, si può affermare che secondo il diritto italiano moderno, padre e madre hanno lo stesso ruolo giuridico e che eventuali differenze sono biologiche o pratiche, non giuridiche.Nel diritto di famiglia l’interesse del figlio è prioritario, sapere come il diritto attribuisce ruoli e funzioni a padre e madre consente di garantire decisioni coerenti e legittime, assicurare stabilità affettiva ed educativa, prevenire situazioni di pregiudizio per il minore.