Di Susy Carbone
Conclusa l’esperienza nell’atelier di Germana Marucelli, dove perfeziona il mestiere di tagliatore e modellista, nel 1969 Eugenio Carbone inizia una nuova tappa professionale nello stabilimento delle Sorelle Fontana, a Cecchina.
É il luogo dove Micol Fontana sperimenta per prima l’alta moda pronta – un prêt-à-porter di qualità artigianale, innovativo, elegante e destinato ad un pubblico più ampio, senza però sacrificare l’eccellenza.Negli anni ’70, le Sorelle Fontana – Zoe, Micol e Giovanna – al culmine della loro fama, dopo aver vestito dive come Ava Gardner, Audrey Hepburn, Liz Taylor e Linda Christian, affrontano la rivoluzione della moda pronta con visione imprenditoriale. Lo stabilimento di Cecchina, con le sue macchine moderne e squadre di sarte esperte, permette di produrre in serie gli abiti, rispondendo alla domanda globale di eleganza italiana. Micol, la più innovativa, guida con sicurezza e lungimiranza questa transizione.
Le sfilate di quegli anni rappresentano questo spirito. Nelle rassegne romane, le Fontana presentano collezioni con abiti che esprimono l’energia e i cambiamenti del periodo. Queste passerelle diventano rappresentative del made in Italy nel mondo.

Figurini realizzati da Eugenio Carbone per Sorelle Fontana 1970 – Archivio Storico Eugenio Carbone
Eugenio parte dal reparto di modellistica di Cecchina come tagliatore. Lavora con precisione su tessuti leggeri e pesanti, coordinando sarte per stirature, rifiniture e assemblaggi di capispalla, abiti e completi. Impara a gestire ogni tessuto, fondendo la sua tecnica con lo stile delle tre sorelle. Ben presto, il suo talento lo porta nell’ufficio di Micol Fontana. Lì, fianco a fianco con lei, passa da tagliatore a stilista e modellista versatile. Sa ideare linee e volumi, segue la lavorazione completa fino alla realizzazione dei capi per l’alta moda pronta: dai bozzetti ai prototipi, dialogando con Micol su dettagli come drappeggi o corpetti su misura, cappotti dalle linee aderenti e ricchi di particolari, pronti per le sfilate.

Stabilimento di Cecchina – Micol Fontana ed Eugenio Carbone durantela prova di un soprabito.Foto di proprietà della Fondazione Micol Fontana
Quelle giornate sono decisive. Si discute di linee, tessuti, influenze e proporzioni, creando capi che uniscono tradizione e modernità. Eugenio affina la sua vestibilità impeccabile, contribuendo alla realizzazione di un prêt-à-porter di lusso che rende celebri le Fontana sulle passerelle mondiali, mentre in via Nomentana la sua sartoria prospera con una clientela sempre più numerosa.Parallelamente all’esperienza a Cecchina, infatti Eugenio e sua moglie Eleonora portano avanti la loro attività, realizzando abiti su misura per un’élite di clienti in crescita. Questa doppia attività testimonia la sua energia instancabile e la capacità di bilanciare produzione industriale con artigianato personalizzato.

Roma Trinità dei Monti Olio su tela – 40×50
Eugenio riesce anche a ritagliarsi momenti per la pittura, realizzando diverse opere che rivelano il suo animo artistico oltre la moda. Sono anni di intensa produzione e studio personale per migliorare sempre di più.

Roma panorama Olio su tela – 50×60
L’esperienza con le Sorelle Fontana rappresenta un capitolo chiave per Eugenio Carbone. A Cecchina apprende l’innovazione del prêt-à-porter; a Roma coltiva l’artigianato personalizzato. Queste due attività, unite alla passione per la pittura, forniscono il suo contributo unico alla moda e all’arte italiana degli anni Settanta.Ma quali nuove sfide e collaborazioni professionali incontrerà Eugenio Carbone? Il prossimo racconto rivelerà i dettagli di una nuova fase cruciale della sua carriera.
