di Claudia Laurelli
Misurare la temperatura nel neonato è uno dei primi gesti di cura che ogni genitore si trova ad affrontare e, soprattutto nei primi mesi, può generare dubbi e preoccupazioni. Questo accade perché il neonato non ha ancora una completa capacità di regolare la propria temperatura corporea, rendendo fondamentale una misurazione il più possibile accurata.
Per questo motivo, la misurazione rettale è considerata il metodo più preciso, in quanto riflette meglio la temperatura corporea interna rispetto ad altre modalità.È importante sapere che la temperatura rilevata per via rettale risulta generalmente più alta rispetto a quella misurata sotto l’ascella. Questa differenza è del tutto normale e non deve allarmare. Come riferimento pratico, si può considerare che la temperatura rettale sia circa 0,5°C superiore a quella ascellare: sottraendo questo valore, è possibile ottenere un dato paragonabile, utile soprattutto per orientarsi nella quotidianità.

Nei primi mesi di vita, una temperatura rettale uguale o superiore a 38°C è considerata febbre e richiede sempre attenzione. Tuttavia, più del numero in sé, è fondamentale osservare il comportamento del neonato e affidarsi al proprio istinto di genitore. In presenza di febbre, valori fuori norma o se qualcosa non convince, è sempre consigliabile contattare il pediatra, anche solo per un confronto.Essere genitori significa imparare giorno dopo giorno. Informarsi su come misurare correttamente la temperatura del proprio bambino è un piccolo gesto che può aiutare a sentirsi più sicuri, ridurre l’ansia e prendersi cura del neonato con maggiore serenità.


