Quando la danza unisce i mondi.Il Corpo di Ballo della Scala conquista la Cina

di Marco Signorile

Ci sono notizie che fanno bene. Non perché siano leggere, ma perché raccontano ciò che di più solido e luminoso sappiamo essere. Il trionfo del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala in Cina è una di queste.

A Pechino, al termine di Don Chisciotte, il pubblico applaude a lungo. Un consenso caldo, partecipe, autentico. A migliaia di chilometri da Milano, la danza parla la stessa lingua: quella dell’emozione. E quando accade, la distanza geografica si dissolve.

Il palcoscenico è quello del National Centre for the Performing Arts, il grande teatro dell’Opera della capitale cinese, a pochi passi da Piazza Tiananmen. Qui il Corpo di Ballo scaligero celebra un ritorno importante, a vent’anni dalla sua prima tournée in Cina, confermando un legame culturale che negli anni si è rafforzato, spettacolo dopo spettacolo.Protagonisti assoluti della serata sono Nicoletta Manni, étoile del Teatro alla Scala, e Timofej Andrijashenko, primo ballerino. Coppia artistica sul palcoscenico, coppia nella vita. Non è una semplice curiosità, ma un valore aggiunto: la danza si nutre di ascolto, fiducia, verità. E quando questi elementi esistono anche fuori scena, il pubblico li riconosce immediatamente.

Il Don Chisciotte di Rudolf Nureyev esplode in virtuosismi, colori, allegria. Una festa coreografica che conquista il pubblico cinese, attento e raffinato, capace di accogliere la grande tradizione europea con entusiasmo e rispetto.

Accanto al grande classico, la tournée apre uno sguardo sul contemporaneo: la serata dedicata a William Forsythe, con The Blake Works, presentata per la prima volta in Cina. Un segnale chiaro della versatilità del Corpo di Ballo della Scala, capace di attraversare epoche e linguaggi senza perdere identità.Non è solo un successo artistico. È il racconto di un’Italia che funziona, che lavora in silenzio, che costruisce eccellenza e la porta nel mondo.

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Il Teatro alla Scala, attraverso il suo Corpo di Ballo, continua a essere ambasciatore di bellezza, disciplina e cultura.Scrivere di balletto oggi può sembrare un gesto lieve rispetto a ciò che accade nel mondo. Eppure è proprio nella bellezza che si custodisce un senso di appartenenza profondo. L’arte – che sia danza, opera o cinema – non risolve i conflitti, ma ci rende più capaci di attraversarli. Raccontare la Scala che conquista la Cina significa credere in un credo creativo che ci rende migliori. E finché esisterà un palcoscenico capace di unire mondi lontani, ci sarà sempre una ragione per applaudire.