IL MIO CONTATTO CON  MARTIN SCORSESE

di Michele Minisci

Io credo però che un’altra, determinante e definitiva spinta mi sia venuta quando ho saputo che il grande regista Martin Scorsese aveva girato una serie di film-documentari sul blues, con l’aiuto di Clint Eastwood, Mike Figgis, Wim Wenders e altri famosi registi, e veniva a presentarla al Festival del Cinema di Venezia.

 Dovevo assolutamente fargli sapere che in Italia era sorta  la prima Casa del Blues (in America ce ne sono ben 27), dove tutti i venerdì suonava gente che lui conosceva bene, alla stregua delle mitiche House of Blues americane.

Detto fatto. Mi faccio dare dall’ufficio stampa del Festival il contatto con l’entourage del regista e con la sua casa di distribuzione italiana, la Mikado, che gentilmente mi mettono in contatto con la Cappa Production e con la segretaria Meg McCarthy.

Subito spedisco una e-mail e la signora McCarthy mi risponde che è meglio se mi rivolgo alla responsabile, la signora Margaret Bodde. Rimando l’e-mail alla signora Bodde per informarla di quello che stavamo facendo e le chiedo, dall’alto della mia sfrontatezza, se tra una pausa e l’altra  del Festival il signor Scorsese… può fare un salto a Forlì per visitare la nostra Casa del Blues, pensando che la cosa sarebbe finita lì, vista l’assurdità della richiesta.

Invece passano solo tre giorni e mi risponde la segretaria personale di Scorsese, dicendomi che ha fatto vedere la mia e-mail al «Maestro» e che il regista  ha esclamato: «Sounds good!» e ci ha fatto gli auguri per questa bella impresa, ma non può venire a Forlì perché non ha un momento libero da impegni.

Incredulo ed entusiasta per l’attenzione che mi hanno dedicato, carico a palla, mi viene spontaneo chiamare ancora l’ufficio stampa del Festival del Cinema, che tenevo sempre informato degli sviluppi della vicenda, e oso chiedere di poter incontrare il Maestro, come lo chiamano tutti, in una pausa del Festival, nell’ambito dei vari incontri con la stampa.

Nessun problema, dicono.

Mi mettono di nuovo in contatto con la responsabile della Mikado Italia per gli incontri pubblici del regista e mi danno un appuntamento.

Potete immaginare cosa ho provato io in quel periodo. Purtroppo, poi, Scorsese non è potuto venire a Venezia perché doveva finire le riprese del film Aviator con Di Caprio.

Leggi anche  IL CIRCOLO KARL MARX

 Però io sono stato invitato alle prime di tutti i film della serie The Blues, e mi hanno pure accompagnato con un’auto di servizio fino all’ingresso del cinema di turno, saltando le lunghe code di spettatori in attesa di entrare per la proiezione. E allora mi sono convinto che la nostra Casa del Blues non poteva nascere sotto migliori auspici.

E quante volte mi sono sognato, immaginato, che un giorno o l’altro mi potesse arrivare una lettera personale di Martin che mi diceva: «Hallo, Mike, como vanno e cose alla tua Casa del Blues? I musicisti del mio film li hai presi a suonare, o no? Statti accuorto, però, che sti guagliuni quannu vengono a suonare in Italia chiedono nu sacco e’ soldi».

E io che gli rispondevo, ormai entrato in piena confidenza col Maestro: «Qui non c’è male, Martin. Proprio il mese scorso hanno suonato da noi Corey Harris e Keit B. Brown.  Erano nel tuo film e in quello di Wim. Non c’era molta gente, perché in Italia il pubblico dei concerti vuole sempre la grossa star, non è curioso di sentire le novità, di scoprire nuove voci, nuovi musicisti; ma i due concerti sono stati bellissimi, emozionanti, suggestivi, e loro sono due grandi musicisti, affabili, modesti, alla mano. Come devono essere i veri bluesman. Lo sai che in Italia tutti i più famosi musicisti che si professano bluesman non si degnano minimamente di frequentare i nostri club, come invece succede in America? Vivono nella loro torre d’avorio, e questo a me dispiace moltissimo, quando penso che da voi anche le più famose star ogni tanto vanno a suonare nei club più piccoli. Pazienza, peggio per loro!» E così via!

E mentre pensavo, rimuginavo su questo mio colloquio surreale, mi immaginavo la faccia di Martin, con un sorriso sulle labbra che voleva significare: «Che t’ importa? Tu va’, vai avanti, fa’ il tuo lavoro, che lo stai facendo molto buono, e senti solo quello che ti dice la tua anima blues».

L’anno successivo, quando ho saputo che il Maestro doveva venire a Rimini per ritirare il premio «Federico Fellini», ho inviato inviato un’altra mail:

Dear Mr Scorsese,

Leggi anche  La notte che si bruciò il Jazz

 as we wrote two years ago, after the showing of «The Blues» at the Venice Festival, that I attended kindly invited by Mikado Italia that put me in contact with your staff, we have finally realized the first Italian «House of the Blues» in Forlì, halfway between Bologna and Rimini, where we heard you’re going to take part in the Fellini Award ceremony.

Our «House of the Blues» has a weekly program that comprehends: on Wednesdays, showing of movies mainly set in New Orleans; on Thursdays, we give space to new young bands; on Fridays, as in the last 20 years, live gigs of big blues and jazz artists and bands John Mayall, Eric Burdon, Robert Cray, Mick Taylor, Steve Hackett, Jorma Kaukonen & Hot Tuna, Roomfull of Blues, Popa Chubby, Billy Bragg, Chet Baker, Arto Lindasy, Lester Bowie, Odetta (that actually will be playing live next 25th November)… just to name a few of the many international artists that have been playing at our venue in its many years of activity); Saturdays are devoted to Swing dance with Big Bands and Jive Bands… in short a real ballroom, with a really suggestive and thrilling atmosphere!

Naturally, we would be greatly honoured and pleased if, being in Italy so nearby to us, you would accept our invitation to visit us and the unique Italian «House of Blues».

Looking forward to your reply

our best regards

Michele Minisci

Art Director «Naima Club – House of Blues»

La risposta della segretaria personale di Scorsese:

DearMichele,
Thank you so much for your invitation for Martin Scorsese to visit 
the HOUSE OF BLUES while in Italy.  He wishes he could make It there,  but his schedule is fully packed for the entire trip to Italy.  It  sounds so fantastic, please do stay in touch and maybe it will work out the     next time   around. Marty is very appreciative     of      your kind     invitation..
Warm  regards  and  many  thanks  again..


Freid Orange
Assistant      to  Martin    Scorsese
Sikelia         Productions