Negli ultimi anni sempre più genitori hanno iniziato a utilizzare le cosiddette redinelle o guinzagli per bambini, convinti che possano essere un aiuto pratico durante i primi passi dei loro piccoli. L’idea alla base è semplice: il guinzaglio permetterebbe di proteggere il bambino da situazioni potenzialmente pericolose, come perdersi in luoghi affollati e , allo stesso tempo, renderebbe la vita del genitore più semplice.
Tuttavia, ciò che spesso viene trascurato è l’impatto che questo strumento può avere sul rapporto tra genitore e bambino. Il guinzaglio, infatti, crea distanza e controllo, limitando la libertà del piccolo e ostacolandone il processo naturale di apprendimento e autonomia.
Provate a immaginare cosa significhi per un bambino essere trattenuto, tirato o strattonato: la pressione sul corpo derivante da movimenti non decisi autonomamente genera confusione e frustrazione. È una forma di limitazione che non permette al bambino di comprendere le cause dei propri spostamenti né di prevedere ciò che accadrà. In altre parole, il guinzaglio diventa necessario solo quando si percepisce il bambino come un essere indomabile o impossibile da proteggere dai pericoli della vita quotidiana.
Privare i bambini della possibilità di muoversi liberamente fin dai primi giorni di vita significa negare loro la possibilità di esplorare il proprio corpo e comprendere le posizioni sicure. Gli studi dello psicologo e pedagogista francese Henri Wallon hanno dimostrato come ostacolare lo sviluppo motorio naturale del bambino possa renderlo impacciato e meno capace di valutare autonomamente i rischi. La libertà di movimento è dunque fondamentale non solo per la crescita fisica, ma anche per lo sviluppo cognitivo ed emotivo.
In Italia, la scelta di utilizzare un guinzaglio per bambini suscita spesso incredulità o persino indignazione. All’estero, invece, questi strumenti sono più diffusi e vengono considerati un semplice ausilio per accompagnare il bambino nelle prime esplorazioni del mondo. Ma la vera crescita del bambino non passa da strumenti di controllo, bensì dalla libertà di esplorare, sperimentare e imparare dai propri errori.
Per favorire questo sviluppo, è importante predisporre ambienti sicuri e stimolanti, incoraggiando il gioco libero, la sperimentazione e l’acquisizione di conoscenze sul mondo fisico e sociale. La curiosità, la capacità di muoversi e la libertà di scelta sono le vere chiavi per costruire autonomia, identità e sicurezza.
In conclusione, il guinzaglio può sembrare una soluzione pratica ma limita profondamente la crescita del bambino. La libertà di muoversi non è un capriccio: è un diritto fondamentale, indispensabile per imparare, crescere e diventare autonomi.
Francesca D’Andrea per Serenamente Donna e Mamma


