Venezia 82. Il cinema che non si ferma

di Marco Signorile

La Mostra del Cinema di Venezia, giunta alla sua straordinaria 82ª edizione, continua a custodire intatta la sua magia. Non è solo un appuntamento per i professionisti del settore: è un richiamo universale per chi ama il cinema e le sue infinite narrazioni.

Dal 1932, anno della sua fondazione, Venezia è il più antico festival cinematografico al mondo. Nata senza vincitori né classifiche, si è trasformata nel tempo in un faro imprescindibile per la settima arte, anticipando di decenni i grandi palcoscenici di Cannes e Berlino. Ha attraversato guerre, crisi, e persino la recente pandemia, senza mai interrompere il proprio corso. Anche nei momenti più bui, il Lido ha continuato a brillare, restando simbolo di resilienza e di bellezza senza tempo.

Il suo emblema, il Leone d’Oro, consacrato premio ufficiale nel 1954 e disegnato dall’artista Antonio Maraini, è più di una statuetta: è un’icona che fonde arte e leggenda. Non solo riconoscimento di eccellenza, ma segno tangibile di un festival che ha sempre cercato di raccontare il cinema nella sua essenza culturale e sociale, oltre la semplice premiazione.

Venezia è questo e molto di più: glamour, libertà di espressione, storia affascinante e un’atmosfera che non somiglia a nessun’altra. Ogni anno le stelle attraversano il Canal Grande trasformando la città lagunare in un palcoscenico sospeso tra passato e futuro. Ogni edizione porta nuove storie, nuove emozioni, nuove luci da inseguire.

E io seguirò questa 82ª edizione con lo stesso sguardo incantato di sempre. Perché Venezia non è soltanto il cinema che si mostra, con i suoi riflessi e i suoi protagonisti: è il cinema che resta, che segna e arricchisce l’anima di chi ha il privilegio di viverlo.

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