IL PADRONE DEL MONDO 1907 DI ROBERT HUSH BENSON

di Carmensita Furlano

L’impressionante romanzo distopico che immagina con profetica magia il mondo del Novecento, in cui la Chiesa cattolica viene distrutta dal potere della massoneria.

Questo libro è stato definito da Papa Francesco, un romanzo capace di aver visto quello spirito della mondanità che ci porta all’apostasia (ripudio totale del proprio credo religioso) nel contesto della condanna del “pensiero unico” che discende dalle lusinghe della mondanità. Lo scrittore è stato capace di profetizzare l’avvento di un mondo globalizzato e tecnologico che ha negato Dio e la trascendenza in nome di un umanitarismo, massoneria, filantropia ed eutanasia che sono il preludio dell’inferno sulla terra.

La fede, rischia di dividere, mentre l’amore, associato a una scienza valida per tutti, unisce. Tale ideologia, ricordata come tesi massonica essenziale anche in questo libro e che fu già luogo comune dei professori di filosofia morale del tardo Ottocento, ritorna oggi come straordinariamente attuale.

Il padrone del mondo tradotto anche come  Il dominatore del mondo.

Scritto da Robert Hugh Benson, un anglicano convertitosi al cattolicesimo, figlio dell’arcivescovo di Westminster, persona di fede integerrima, calcolava la possibilità dell’apostasia per convenienza o per paura, barattando il martirio con gli applausi e gli elogi…

La realizzazione di un mondo ideale con l’avvento di un nuovo umanitarismo che predica la tolleranza universale, annullando le differenze fra le religioni e quindi di fatto azzerandole. La Chiesa Cattolica non accetta la situazione e quindi, proprio in nome della tolleranza, viene perseguitata fin quasi alla sua completa eliminazione.  È l’ultima trincea del cristianesimo che viene così abbattuta e distrutta.

E la distinzione tra universalità e universalismo è probabilmente uno dei motivi per cui Papa Francesco ha raccomandato con tanta insistenza di leggerlo.

Il personaggio al quale il titolo fa riferimento è infatti l’Anticristo, che si manifesta al principio del XXI secolo, racconta l’ascesa del grande filantropo Giuliano Felsemburgh, democratico e rassicurante, fautore della pace mondiale, che realizza un mondo ideale con l’avvento di un nuovo umanitarismo che stempera le differenze fra le religioni e predica la tolleranza universale. Tutto viene accettato fuorché la Chiesa Cattolica, che – sempre in nome della tolleranza – viene straziata fin quasi alla sua completa eliminazione. Comunicazioni istantanee in tutto il mondo, trasporti aerei e sotterranei, luce solare artificiale, un parlamento europeo, attentati con kamikaze, il crollo della Russia, la minaccia (sventata) di una guerra mondiale con scontri tra America, Russia e Cina, un papa di nome Giovanni dopo cinque secoli, la crisi delle religioni sotto l’avanzare di una nuova religione universale stile New Age, preti che lasciano il ministero, laici consacrati che agiscono nel mondo senza divise o distintivi, la crisi delle vocazioni, l’apostasia di preti e vescovi, la persecuzione e la solitudine del Papa. Una realtà nella quale l’uomo ha raggiunto gli estremi confini del progresso materiale e intellettuale, dove tutto è meccanizzato e programmato per un unico grande progetto: il trionfo dell’Umanitarismo.

Tutti elementi che oggi fanno parte della nostra storia e della nostra quotidianità e che in questo romanzo sono stati descritti con impressionante realismo. Il Padrone del mondo racconta il venir meno della fede cristiana non a causa di una persecuzione pubblica ma attraverso la subdola religione umanitaria del relativismo. La speranza è riposta nell’Unico che rimane fedele per sempre e nel Suo glorioso ritorno.

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 Il romanzo è scritto da un uomo di chiesa, e contiene importanti critiche alla visione del mondo che ha la chiesa (è “bello” vedere nel romanzo come le alte cariche della chiesa trovino ingiusto che il mondo possa raggiungere la pace e la felicità senza rendere grazie a Dio e vedere in lui la causa di questa pace, atteggiamento che credo non sia distante dalla realtà), ma anche al modo di agire e pensare delle masse: seppur “liberati” dalla fede religiosa, non riescono a vivere felici senza avere un qualcosa da adorare, un qualcuno di superiore a cui far riferimento.

Un romanzo estremamente attuale, che non sembra avere più dei 100 anni che in realtà ha, e consigliato non solo agli amanti del genere distopico (descrizione di una società immaginaria dai contorni opposti a quelli dell’utopia, cioè brutti). Il racconto è ancora oggi tragicamente attuale: l’uomo che pretende di bastare a sè stesso produce inevitabilmente mostri. La storia ha confermato – purtroppo – la tesi.

Un bel libro, un’interessante visione di un futuro totalmente globalizzato e tecnologico che rilegato Dio un cassetto per innalzare l’uomo, il preludio dell’inferno per i Cristiani.


Libro profetico su quello che sarà negli ultimi tempi. La mancanza di Gesù Cristo dal cuore dell’uomo e il relativismo galoppante, hanno portato l’uomo a farsi Dio con tutto ciò che ne consegue. Ma passa la scena di questo mondo corrotto e Cristo trionferà sul male con la testimonianza di pochi uomini.

Un mondo in cui si cerca di eliminare la religione… gruppi di cattolici che cercano disperatamente di sopravvivere in nome di una Verità più grande e superiore a tutto… uguaglianza raggiunta su tutti i fronti…. eutanasia per tutti…. un libro che fa impressione per la lucidità con cui descrive una società troppo simile alla nostra, e fa ancora più impressione il fatto che sia stato scritto all’inizio del Novecento. Vede molto lontano Benson. Mette a fuoco, uno dopo l’altro, tutti i tasselli delle fasi della secolarizzazione. Prima politica; poi, esaurito lo scontro con il totalitarismo come ideologia del male, individualista, con l’affermazione del Dio-uomo e con la dolce rivoluzione di consumismo e relativismo. Benson intendeva parlare agli uomini del suo tempo, e metterli in guardia da un pericolo grave: l’imposizione di una cultura anti-cristiana. Lo scrittore cattolico ha una lucidissima intuizione nel denunciare come l’Occidente, nel corso del Novecento, farà registrare una profonda trasformazione culturale, tese a rimpiazzare l’antropologia e la cosmologia cristiana con l’umanitarismo.

NON SI PENSI ALL’ANTICRISTO COME UN SANGUINARIO: SARÀ UN UMANITARISTA

Gianluca Marletta ha scritto un bel libro sulle “Apocalissi”, pubblicato dalla Sugarco: Apocalissi, la fine dei tempi nelle religioni. 

L’Anticristo non verrà in clamore e pacchianeria, nè fra morti e sangue: egli incarnerà tutte le “bontà” del Secolo, e lo spirito dei tempi. Sarà un umanitarista.

Si mimetizzerà: se guardiamo alle profezie e alle Scritture, non si parla mai di un clamoroso sanguinario stragista che si annuncia per quello che è, l’Anticristo: ma come di lupo travestito da agnello. Non additerà la Chiesa come nemica da abbattere, l’integrerà a sé: soffocandola dolcemente, amabilmente in una dolce morte, sotto potenti narcotici. Non sarà odiato e rifuggito, sarà applaudito da fedeli e infedeli, probabilmente predicherà anche dai pulpiti.

L’Anticristo verrà a piccole dosi. Saranno tanti piccoli anticristo a generare il Mostro, quello definitivo, il Gigante finale: lo Spirito del MondoL’umanità stessa che si costituirà ad Anticristo.

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Quando il figlio dell’uomo tornerà, troverà ancora la fede?”. Troverà il piccolo gregge di sempre, tutto il resto sarà l’Anticristo.

Carl Schmitt, teologo della storia, un autore a suo modo profondamente cattolico, controverso e incompreso, morto quasi centenario nel 1985, scrisse nel 1916, agli albori del XX maledetto secolo, parole che a rileggerle oggi fanno rabbrividire.
Quasi un riferimento palese a quei portatori di falsa pace, “cattolici” o anticattolici dichiarati, che oggi si dichiarano per le piazze e per i pulpiti “pacifisti” e “arcobaleno” :

 “… Il Grande Ingannatore che provocherà l’apostasia di molti prima della vittoria finale di Cristo”… Costui “subdolamente, piacerà a tutti, non accetterà cariche, non farà preferenze di persone, sarà amabile con tutti, calmo in ogni cosa, ricuserà doni, apparirà affabile con il prossimo, così che tutti lo loderanno esclamando: Ecco un uomo giusto!

Un uomo del “dialogo”, un “umanista” dunque, scrive Messori citando e commentando Schmitt:

L’Avversario sorgerà da una società come quella moderna occidentale dove gli uomini sono poveri diavoli che sanno tutto e non credono in nulla; una società dove le cose più importanti e ultime sono secolarizzate: la bellezza è diventata buon gusto, la Chiesa un’organizzazione pacifista, al posto della distinzione tra buono e cattivo, quella tra utile e dannoso”.

In una simile cultura, quel subdolo Anticristo ‘dialogante’ farà credere che la salvezza passa attraverso la sicurezza sociale e la pianificazione. Soprattutto, l’Anticristo non sarà affatto un materialista, un nemico della religione: anzi, provvederà a tutti i bisogni, compresi quelli spirituali. Soddisferà l’anelito di trascendenza dell’uomo parlando di spiritualità, proponendo una ‘religione dell’umanità’ dove tutti siano d’accordo su tutto e dove sia bandita ogni divergenza e, soprattutto, ogni dogma, visto come il male radicale”.

Ha commentato Messori dicendo che queste cose, quando Schmitt le scrisse, a inizi ’900, erano del tutto “inverosimili”. Ma oggi forse è il caso di pensarci su:

Ma non è forse il caso di rifletterci oggi, quando ciò che minaccia, in campo religioso, non è certo più l’intolleranza ma, semmai, il suo contrario: quella tolleranza che si trasforma in indifferentismo, nel rifiuto di considerare le varie fedi come qualcosa di più di un modo unico – differenziato soltanto da ragioni storiche e geografiche – di venerare lo stesso, identico Dio? Dove il nemico non è più il vecchio, onesto materialismo ma, forse, l’insidioso spiritualismo umanitario?

Lo stesso dicasi per il grande autore del terribile Il Padrone del mondo, Robert Benson, santo sacerdote convertito dall’anglicanesimo.

Che così lo stesso Messori sintetizza:

La pericolosità dell’Anticristo non è nella violenza e nel sangue, ma nel mimetismo subdolo di una realtà suadente e invitante… dove il Grande Oppositore di Gesù si presenta sotto le vesti di un umanista, di un maestro di tolleranze, pluralismi, irenismo ecumenici. Un sorridente inquinatore, dunque, più che un fragoroso antagonista dell’Evangelo. Uno svuotatore dall’interno, più che un assalitore dall’esterno”.

Il mosaico del Giudizio Universale di Torcello: “Satana ha in grembo l’Anticristo, rappresentato come un bambino, anzi, come Gesù bambino!

Un aneddoto del libro: Nella versione originale il Papa che inizierà la lotta contro questo anticristo verrà chiamato Papa Silvestro III e succedendo a Papa Giovanni XXIV.
Invece, nella traduzione italiana Papa Silvestro III viene indicato come successore di Benedetto XVI.  Errore alquanto strano visto che la traduzione era dei primi del 900 ed i due papi erano ancora lontano da venire.