di Giorgio Pizzol
Non giungeremo mai alla meta ad uno ad uno, ma a due a due.Se ci conosceremo a due a due noi ci conosceremo tutti noi ci ameremo tutti e i figli un giorno rider anno della leggenda nera dove un uomo è solo e piange.
Paul Éluard (1895-1952)(traduzione libera di GP)
Invidio questo poeta-filosofo per questi versi. Ha scritto in poche righe un trattato completo di filosofia morale. Una filosofia semplice, comprensibile da tutti, in tutti i luoghi e in tutti i tempi.Il messaggio è chiarissimo. Se abbiamo il coraggio di aprirci all’incontro “a due a due” (a tu per tu, senza intermediari, senza “media”, senza nessuna influenza delle relazioni sociali) possiamo conoscerci autenticamente. Possiamo capire ciascuno la personalità individuale di ciascun altro nella sua unicità, ma anche nella consapevolezza della comune condizione umana.Ciò comporterà che ogni persona proverà sentimenti di rispetto e in definitiva di amore nei confronti di ciascun’altra.Avremo così una società nella quale è praticato il principio: la tua vita è di aiuto alla mia vita e la mia vita è di aiuto alla tua vita. Una società nella quale i conflitti non hanno motivo di esistere e le persone vivono in armonia sviluppando ciascuno al meglio le proprie capacità vitali aiutando, ed essendo aiutato, da ogni altro a sviluppare le proprie. In breve, ognuno sarà contento della propria vita e aiuterà ogni altro ad essere contento.

Dice il Poeta: i discendenti di questa nuova umanità sorrideranno della leggenda triste che racconta del tempo in cui la condizione umana era quella di un uomo che piange in solitudine.Nota bene. Per arrivare alla nuova umanità è necessario che si realizzi questa condizione. Il coraggio di aprirsi all’incontro “a due a due” senza le interferenze di cui dicevo sopra. Questo genere di coraggio non dovrebbe essere un grosso problema, a mio parere. Non comporta fatiche particolari e pericoli per l’incolumità mentre potenzialmente porta vantaggi straordinari. Purtroppo la storia dimostra che gli esseri umani hanno il coraggio di affrontare fatiche e sofferenze indicibili al solo scopo di provocare lacrime e sangue ad altri uomini e a se stessi.La spiegazione di questo paradosso dovrà essere data dalle scienze umane e sperimentali.
Per il momento io resto un ammiratore di Paul Eluard e umilmente coltiverò da solo il coraggio della prima specie.(Quaderno degli appunti 196o)


