IL LIBRO D’ARGENTO DEGLI ZOMBI

Di Graziano Misuraca

La volta passata abbiamo trattato di un paio di tecniche presenti nel Bhairava Tantra. Questa volta cercheremo di addentrarci nei misteri dell’altro grande testo di cui avevamo accennato, Il libro egizio dei Morti. In realtà non è questo il termine corretto, questa è la versione araba, mentre l’autentico significato egizio è: il libro per uscire alla luce del giorno.

Questo libro, infatti, non è una semplice raccolta di formule magiche e come avevamo accennato negli articoli precedenti è un libro che può essere usato solo da chi è stato chiamato dallo stesso o per meglio dire, come recita il testo stesso, “giustificato”.

Prima di procedere oltre, noi lo chiameremo con un termine in apparenza pop “il libro d’argento degli zombi”, definizione decisamente moderna ma che ci permette di approcciare il testo nel modo più corretto possibile secondo la nostra mentalità. Il libro egizio dei morti in effetti è un libro che permette al chiamato, o meglio, al giustificato di identificarsi con Osiride nel processo di risveglio. Trasformandosi in Osiride (“Io sono l’Osiride N giustificato”), il viaggiatore conquista la corona bianca di Osiride ed entra in possesso di quella che è spesso chiamata la chiave d’argento. La chiave d’argento è insieme ALLA CHIAVE D’ORO presente anche nel simbolo del Vaticano. Il possesso di entrambe le chiavi concede infatti potere e saggezza sugli uomini.

Il libro egizio permette al risvegliato per prima cosa di conquistare le possibilità osiridee dell’uomo. Tali possibilità gli fanno scoprire due cose nel momento in cui il libro e le sue formule fanno effetto: che vi è morte in quella che chiamiamo vita e che una volta preso coscienza di ciò, gli altri ci sembrano sonnambuli se non zombi. Questa vita non è vera vita fino a quando non siamo in possesso della corona bianca.La chiave d’argento ci permette di controllare lo zombi che è in noi, quello che agisce per pura reazione e che vive in questa vita in modo passivo. Solo in apparenza siamo attivi e decidiamo delle nostre azioni. In realtà non siamo agenti ma agiti. Siamo guidati dai nostri impulsi, dai nostri innumerevoli “io” che si danno battaglia dentro di noi per avere un posto al sole.Osiride è la coscienza dell’io che permette di sconfiggere lo zombi che è in noi. Non è ancora la vittoria totale, per avere quella serve che il giustificato scopra le possibilità di Horus, che nella nostra cultura sono quelle del Cristo. Allora, avendo entrambe le chiavi potremo avere il dominio del nostro mondo interiore, che invece nella vita di tutti i giorni è governata dal caos.Osiride è il nostro desiderio di vivere nel modo più consapevole tutte le esperienze che la vita terrena ci offre. Il suo potere è il potere di tutte le incarnazioni che possiamo sperimentare, là dove quello di Horus è il potere che ci permette di riunirci all’unico Dio, spezzando la catena delle rinascite.Buona pratica.

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