LA PASQUA ARBERESHE

Di Michele Minisci

LA PASQUA ARBERESHE DI VACCARIZZO CON LE SUE TRADIZIONI PARTICOLARIE UNICHE: LA RIGANELLA, che anche quest’anno viene celebrata con un vero e proprio evento: “ La Festa della Riganella” con tanto di Concorso, nell sua seconda edizione, promossa dall’ass. Culturale ARBERIA, con il patrocinio del Comune, e L’ACQUA MUTA, una volta con poteri miracolosi, secondo antiche credenze.

Il sabato santo è il giorno della Resurrezione di Cristo nella liturgia greco bizantina, quella praticata a Vaccarizzo Albanese, come in tutti gli altri paesi arbereshe, ma qui si ammanta di rituali e tradizioni particolari, quasi unici, come LA RIGANELLA, dolce tipico la cui origine sembra essere del periodo tardo medioevale.

Secondo il rito bizantino viene preparato in molte famiglie questo dolce pasquale per eccellenza, a cominciare dal giovedì santo e la sua consumazione avviene solo dopo il mezzogiorno del sabato.Nel rituale religioso, la forma della riganella, a spirale, simboleggia il concetto di rigenerazione ciclica della vita, molto diffusa nella iconografia bizantina.Il nome si deve invece alla presenza di un ingrediente piuttosto insolito nelle ricette dolciarie, l’origano, usato oggi solo in pochissime realtà arbereshe, e gli ingredienti sono:

4uova +1 per spennellare, 1 bicchiere di olio evo, un bicchiere di vino liquoroso, 1 bicchieredi zucchero, 1 bustina di lievito, farina qb, olio e zucchero per cospargere la pasta.

Ripieno: 200 gr di uva passa, 200 gr di mandorle, una tazzina di olio evo, 3 cucchiai di zucchero. Il resto…dipende dal “gomito” delle donne che si cimentano nell’impresa e in qualche altro “pizzico” di ingrediente….segreto.

La Riganella più rinomata, secondo la vox populi, è dunque quella di Vaccarizzo,testimoniata anche dal fatto che in questa occasione l’unico forno esistente in paese, Gli antichi Sapori, viene ogni anno preso d’assalto dagli abitanti delle cittadine limitrofe con prenotazioni che si aggirano attorno ai mille pezzi. Un successo che ha spinto l’Associazione socio culturale Arberia, per il secondo anno, ad organizzare per sabato 4 aprile, dalle 18 fino a mezzanotte, quando avverrà la Resurrezione di Cristo, un vero e proprio Concorso con tanto di Giuria che dovrà giudicare una trentina di concorrenti,esclusivamente di Vaccarizzo, con una bella targa d’argento alla vincitrice e attestati di partecipazione a tutte le partecipanti.Per l’occasione saranno messi in vendita a modico prezzo, per la gioia dei turisti che saranno sicuramente presenti in massa, porzioni del prelibato dolce, anche come autofinanziamento della Associazione culturale di recente costituzione.

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L’altro evento molto atteso è denominato L’ACQUA MUTA, un evento che secondo lo storico Francesco Perri, autore del libro “ Acqua muta- Significato, similitudini e confronti tra Italia e Albania”, sia in lingua italiana che arbereshe, si svolge solo a Vaccarizzo e a Polene, un villaggio vicino a Korca, cittadina del sud quasi al confine con la Grecia e la Macedonia del Nord, dopo aver consultato il fior fiore degli storici albanesi, primo fra tutti il prof. Emil Lafe.Secondo una antica credenza popolare l’acqua raccolta, in assoluto silenzio, da una particolare fonte, alla mezzanotte del sabato santo era investita di un potere curativo,quasi di guarigione, e veniva usata per sanare malattie o rimuovere ogni forma di male…. e anche di malocchio!Oggi, a partire dagli inizi del Novecento, la tradizione segue una precisa usanza: alla mezzanotte, dopo che le campane della chiesa suonano a festa per la Resurrezione di Cristo e dopo aver acceso il grande fuoco al centro della piazza tutti i fedeli si recano alla Vecchia Fontana, specialmente le ragazze, in assoluto silenzio, sia all’andata che al ritorno, per riempirsi la bocca di acqua che dovrà servire per spegnere il fuoco.E’ però costume che i ragazzi tentino in tutti i modi di distrarre e far parlare le ragazze rompendo così il sacro rito del silenzio e costringerle a ripetere tutto il rituale da capo.Nel frattempo un gruppo di cantori intona l’inno della resurrezione “ Kristos Anesti”, Cristo è risorto, prima in chiesa, poi vicino al fuoco e poi davanti all’abitazione del Papas, del parroco, che spalanca la sua porta di casa facendo entrare i graditi ospiti offrendo dolci,vino e bibite…a volontà!

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