Il nome “Pasqua”, deriva dal latino pascha e dall’ebraico pesah, per effettuare un esame etimologico della parola Pasqua, però, dobbiamo rifarci al termine inglese Easter .
Nell’epoca pre-cristiana durante il periodo che oggi definiamo Pasquale si celebrava la Dea Eostre della primavera, rappresentata con la testa di lepre. Lo studioso di mitologia nordica Grimm nella sua opera: “Teutonic Mythology” collega la dea all’equinozio di primavera, chiamato dalle popolazioni celtiche “Eostur-Monath” e successivamente Oestara. Il nome della divinità proviene da aus o aes e cioè Est ed è quindi legata al sole nascente .
Tra gli elementi pasquali troviamo:
Il capretto: Presente nel culto arboreo pagano, la capra è l’unico animale che errando nei boschi, può nutrirsi della corteccia degli alberi, solo il Dio può nutrirsi della pianta da egli stesso personificato e dunque è un animale sacro. L’uomo lo assume come cibo per la credenza di ricevere in questo modo le proprietà della divinità, il cibarsi di animali sacri per il Dio è un momento solenne e tale credenza è presente anche nel Cristianesimo : << io sono l’Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo>> .
Il coniglio: La Dea Eostre era rappresentata con la testa di coniglio, inoltre una leggenda narra di un coniglio che in onore alla dea dipinse delle uova con i colori dell’arcobaleno, Eostre ne fu cosi commossa che volle che portasse per il mondo le uova colorate come simbolo di fertilità, l’uovo è il simbolo di rinascita dopo l’apparente morte invernale, il tuorlo dorato è il Dio Sole e l’albume rappresenta la Dea Bianca .
La Croce: Un altro simbolo specifico del periodo Pasquale è la croce, che è stata adottata anche come simbolo stesso del cristianesimo. I Celti furono i primi a utilizzare questo simbolo, la cosi detta “Croce Celtica” risale in Europa, al 8-10.000 a.C. ed è stata trovata in una grotta dei Pirenei Francesi, rappresentava il legame tra la vita e la morte, l’albero della vita, i punti cardinali, i quattro elementi acqua, terra, aria e fuoco uniti al quinto lo spirito, l’energia, le quattro feste stagionali (samhain, imbolc, beltane, lughnasadh). Il cerchio era simbolo del cosmo e della sua ciclicità.
Nella croce l’intersecarsi della linea verticale con quella orizzontale rappresentano l’unione degli opposti e dei contrari, il braccio orizzontale simboleggia il piano terreno, quello verticale il piano spirituale e di ricollegamento con Dio, venne utilizzata con valore spirituale religioso dagli Etruschi e dai Romani e divenne con San Patrizio il simbolo proprio del cattolicesimo irlandese. Nella tradizione cristiana il cerchio è simbolo d’eternità e di infinito amore ed enfatizza il sacrificio compito da Cristo nel momento della crocefissione. Altre versioni ritengono che la croce celtica rappresentasse un simbolo fallico, il sole e la luna, la Dea e il Dio .
I Sepolcri di Gesù: Tipici della Pasqua ,in cui si intravedeva chiaramente il culto dei “Giardini d’Adone”, durante questo periodo le donne erano solite preparare delle piantine con grano, ceci e lenticchie adorni di nastri e fiori che ponevano sugli altari il giorno del giovedì santo vicino all’immagine di Cristo morto. Il sabato santo le donne ritiravano le piantine le distribuivano a parenti e amici o li spargevano nei campi in segno di buon augurio. Le donne greche, in occasione delle Adonie seminavano finocchio, lattuga, orzo e grano in un vaso e li ponevano accanto alle immagini del dio Adone morto, una volta appassite le gettavano nei corsi d’acqua insieme alle statuette del Dio poiché Adone era un dio della vegetazione .

