Le Daf. L’emozione come identità.Intervista a Fernando Pezzuto

di Marco Signorile

Nel ritmo serrato del White Milano, tra collezioni che si susseguono e incontri che chiedono attenzione, l’appuntamento con Fernando Pezzuto ha un passo diverso. Non è soltanto la presentazione di un prodotto. È il racconto di un’origine.

Fernando, Le Daf nasce in Puglia. Quanto conta la tua terra nel tuo modo di creare?

«Conta tutto. Io mi definisco un artigiano creativo. Il mio saper fare è natura. Vengo dal Salento e lavoro in un antico tabacchificio trasformato in laboratorio. È lì che le idee diventano materia.»

Fondato oltre vent’anni fa, il marchio esporta la creatività Made in Puglia nel mondo. Ma qui non c’è retorica: c’è filiera corta, controllo diretto, presenza quotidiana. Un Made in Italy reale, vissuto.Le vostre borse sono interamente realizzate a mano. Che cosa significa oggi parlare di artigianalità?

«Significa tempo. Significa unicità. Ogni pezzo è diverso dall’altro. Non produciamo quantità, ma identità.»

Le clutch, dal 2014 segno distintivo della maison, nascono da una borsa ritrovata in un vecchio baule di famiglia. Non nostalgia, ma continuità. Un oggetto carico di memoria che diventa gesto contemporaneo.Parli spesso di riuso. In cosa si distingue dal riciclo?

«Il riciclo è trasformazione della materia. Il riuso è trasformazione del significato. Io do una seconda vita ai materiali, ma anche alle tradizioni.»

Non forzare, non strappare, ma accompagnare. È questa la linea sottile che distingue l’operazione creativa da un semplice processo produttivo.Negli anni hai dialogato con culture diverse del Mediterraneo. Cosa hai cercato in questi incontri?

«Rispetto. Con i tessitori sardi abbiamo riletto l’arazzo tradizionale con nuovi interventi cromatici. Ma l’identità resta italiana.»

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Non contaminazione superficiale, ma confronto consapevole. Non effetto, ma profondità.In un mercato che corre e spesso si uniforma, Le Daf sceglie la coerenza.

«La vera forza del Made in Italy è l’emozione», mi dice Fernando mentre mi mostra le sue creazioni. E toccando i materiali si percepisce la differenza: c’è una storia dentro ogni dettaglio.È stato un piacere incontrare Fernando Pezzuto. Non solo per aver osservato da vicino un brand che fa dell’artigianalità il proprio segno distintivo, ma per aver dialogato con l’uomo che lo guida.

Dalle sue parole emerge una passione autentica: imprenditore, artigiano, visione solida e consapevole — ma prima di tutto una dedizione profonda al proprio lavoro.In lui non c’è soltanto l’idea di impresa. C’è un senso di appartenenza, quasi una responsabilità verso ciò che crea. E forse è proprio questo che rende credibile ogni sua borsa: non l’oggetto in sé, ma l’intenzione che lo precede.In un tempo che accelera e consuma, scegliere la continuità diventa un atto elegante. E profondamente umano.