Premio Biagio Agnes 2025 – La bellezza del fare bene

Di Marco Signorile

C’è un premio che non rincorre la visibilità, ma la merita.
Un premio che non urla, ma si fa notare per eleganza e contenuto.
Il Premio Biagio Agnes è oggi il punto più alto della comunicazione che funziona: quella che informa, educa, intrattiene.
Senza eccessi, ma con rigore.

L’edizione 2025 ha trovato casa a Piazza di Spagna, in una Roma in trasformazione che si prepara al Giubileo.
I palazzi del Campidoglio sono in restauro, ma la città non perde fascino: la Barcaccia restaurata, le luci curate dalla RAI, le inquadrature perfette.
Una vera scenografia all’aperto, da vivere e da riprendere.

Tra i protagonisti premiati, due nomi che rappresentano l’eccellenza nei rispettivi ambiti.
Carlo Conti, volto familiare, garbato, solido.
Quarant’anni di carriera costruiti con coerenza e stile.
Dal primo contratto RAI, firmato proprio sotto Biagio Agnes, a oggi: è diventato un riferimento per la TV italiana. Uno showman che non ha mai smesso di rispettare il pubblico. Il premio lo celebra come interprete ideale della televisione che unisce e accompagna.

E poi Aldo Cazzullo, firma autorevole del giornalismo culturale e divulgativo. La sua voce tra carta stampata, libri, teatro e TV è diventata colonna sonora del nostro tempo. Con lui, la storia torna a parlare al presente, senza retorica ma con profondità. Un’informazione che spiega, connette, accende.
In un’epoca dove il sapere sembra evaporare, Cazzullo è testimonianza viva di quanto il giornalismo di qualità sia oggi più che mai necessario.

Inoltre, sono stati menzionati anche Francesca Fagnani, per la trasmissione “Belve”, Fiorenza Sarzanini, vicedirettrice del Corriere della Sera, per il Premio Carta Stampata, e Alessandra Ricciardi, premiata per il giornalismo economico. Sono stati menzionati altri premiati come Alberto Puoti di RaiNews24 (Premio Speciale) e Martina Pennisi di Corriere.it (Premio Generazione Digitale – Podcast), nonché i premiati per la fiction “Il Conte di Montecristo” e per il saggismo.

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Il Premio Agnes celebra entrambi: chi porta leggerezza con misura, e chi porta cultura con passione.
Due volti diversi della stessa missione: raccontare il Paese senza rumore, ma con stile.

E Roma, intanto, si fa specchio di tutto questo. Un luogo che cambia pelle, che si apre al futuro, e che sceglie di farlo celebrando ciò che funziona. Con buon giornalismo, buona TV, buona energia collettiva.