Pippo Baudo. Il sipario non cala mai

La voce che ha fatto l’Italia, tra televisione, musica e cultura popolare.

di Marco Signorile

Sono stati giorni di cordoglio per Pippo Baudo. La sua salma è stata accolta al Teatro delle Vittorie, luogo che per decenni fu la sua casa artistica. Qui hanno sfilato volti noti dello spettacolo e della cultura, ma ciò che ha colpito davvero è stata la presenza della gente comune. Uomini e donne che hanno interrotto le vacanze di agosto, affrontando il caldo, per dare l’ultimo saluto a un uomo che sentivano parte della propria vita.

All’ingresso era stato posto un quaderno. Chiunque poteva lasciare un pensiero, un ricordo, una parola. Toccanti i messaggi scritti con grafie diverse, spesso semplici ma profondissimi: «Grazie Pippo per avermi accompagnato in questo viaggio, nella mia vita».

Perché Baudo non è stato solo il re della televisione: è stato la televisione. Dietro la sua popolarità non c’era soltanto la simpatia naturale, ma la preparazione, lo studio, la cultura. Showman completo, suonava, cantava, sapeva intrattenere con grazia e ironia. Non amava i format: il format era lui stesso. Ideava un programma dall’inizio alla fine, seguiva ogni dettaglio, dalle prime stesure fino alle prove.

Fu il primo a portare la regia “in video”, a trasformare il dietro le quinte in linguaggio televisivo: “Dammi la tre, dammi la quattro”, diceva, mostrando al pubblico la macchina scenica, molto prima che si parlasse di backstage. La sua televisione fu rivoluzionaria: dal bianco e nero al colore, dai varietà alla musica, dai quiz all’approfondimento culturale.

Accanto a sé ha avuto grandi prime donne, che spesso da lui hanno visto spiccare il volo. Nella musica ha lanciato talenti come Eros Ramazzotti, Laura Pausini, Giorgia: tutti gli hanno riconosciuto, senza esitazioni, di aver cambiato la loro carriera.

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Ma soprattutto Baudo rispettava le maestranze, chi lavorava dietro le quinte. Le considerava parte essenziale dello spettacolo, valorizzandone il contributo. E forse è questa la chiave della sua grandezza: un uomo capace di dare spazio agli altri senza smettere di essere protagonista.

Oggi i funerali si svolgono a Militello in Val di Catania, il suo paese natale, nel Santuario di Santa Maria della Stella, la chiesa che Baudo frequentava da bambino. È attesa una folla enorme: la piazza è stata allestita con maxischermi e il borgo ha predisposto un piano straordinario di sicurezza. È stato proclamato il lutto cittadino.

E ancora una volta, non è questione di numeri. Lo si capisce dai particolari: una fotografia, un fiore, una dedica scritta, un gesto semplice che racconta quanto Pippo sia entrato nella vita di tutti.