NATALE GRAZIANI, L’INVENTORE DEL FESTIVAL DI CASTROCARO

di Michele Minisci

L’esordio pubblico del FESTIVAL DEL CANTANTE DELLA CANZONE ITALIANA avvenne, come già detto, nel settembre del 1957, ma la sua ideazione risale all’autunno dell’anno precedente.E quella che segue è la mia intervista “impossibile” con l’avv. Natalino Graziani, scomparso nel 2014, per capire meglio il tutto.

Avvocato Graziani, mi racconti come è andata…

“Facevo l’avv. penalista ed ero anche un noto pubblicista e nell’ ottobre del 1956 fui nominato gestore governativo delle Terme demaniali di Castrocaro, allora semi-sconosciute. Dovevo quindi “strolgare” qualcosa….Mi contattarono in quel periodo i maestri faentini Bentini e Monti, che si cimentavano da qualche anno in piccoli concorsi e mi proposero di organizzare alla Terme un nuovo concorso per giovani dilettanti. Io colsi la palla al balzo e pensai che con una efficiente organizzazione e una rigorosa selezione dei concorrenti non sarebbe certo mancata la fiducia delle varie scuole di canto fornitrici della “materia prima”, molto diffuse in tutta la nostra regione, e tutto a costo zero…ero questo il primo risultato che mi premeva di raggiungere con l’iniziativa.

Detta così è sembrata una passeggiata…

“ E’ sembrata, caro Minisci, è sembrata….mi dice Graziani con un sorriso di sufficienza nei miei confronti- Mi ascolti bene: prima di tutto bisognava redigere un regolamento, che fu diffuso nella primavera del 1957, mentre il Concorso si svolse una sera di metà settembre. Le prove di selezione si svolsero per tutto il pomeriggio e gli ammessi allo spettacolo finale serale erano una decina. Vinse, come saprai, Tina Castelli, di Lugo di Romagna. Il concorso nei primi due anni aveva una caratterizzazione troppo locale, e così prevengo la tua impertinente domanda che capisco che mi stai per fare – mi dice ironicamente l’avvocato lasciandomi sinceramente perplesso- senza alcun battage pubblicitario e altro, ma grazie alle miriadi di scuole per ugole d’ oro, e la serietà della manifestazione tutto ebbe un discreto e immediato sviluppo, tant’è che sin dalla seconda edizione subentrò l’ interesse di alcune case discorafiche milanesi che inviarono i maestri giovanni D’Anzi e Carlo Alberto Rossi alla ricerca di nuovi talenti”.

Non male avvocato, ma faceva tutto solo?

“ Eh no! Non ero solo…La fortuna volle che, fin dall’esordio, mi fosse a fianco come segretario un ottimo giovane, che avevo appeno assunto e che diventò poi il mio più fedele e devoto collaboratore, oltre che un caro e inseparabile amico, destinato a succedermi alla guida delle Terme quando io, nel 1968, passai a dirigere le Terme di Montecatini. Appassionato intenditore di musica classica, di lirica e di canzoni, fu lui, nella più assoluta dedizione e discrezione, il mio orecchio e il mio confidenziale, fidatissimo esperto. Parlo del dott. Bruno Battistini, la cui gioviale, simpatica e sempre generosa compagnia e amicizia, sono stati per me sempre un notevole sostegno.

E siamo arrivati al 1959, la prima svolta, vero avvocato?

“Già…già….alla terza edizione il concorso lancia la quindicenne Carmen Villani e avviene la prima svolta….la pimpante e vivace ragazzina entra subito nelle grazie del pubblico con una canzone sbarazzina e piena di ritmo, di swing, dal titolo : Quando una ragazza…a New Orleans, tu capisci cosa voglio dire- mi dice Graziani facendomi un occhiolino di complicità- ma attira l’attenzione anche del grande e famoso Fred Buscaglione. Un destino cinico e baro però le tarpa subito le ali con la tragica morte del famoso cantante dal wisky facile. Ma la ragazzina, dopo un lungo periodo di crisi, riesce ad entrare con forza nel panorama beat nazionale…e poi inizieranno a scrivere per lei autori famosi come Paolo Conte, Umberto Bindi, Gino Paoli, Domenico Modugno e Ennio Moricone.Addirittura Burt Bacharch le invierà un brano con l’opzione di inciderlo in Italia ma incredibilmente la sua casa discografica lascerà cadere la proposta! Il brano viene poi affidato a Petula Clark che le procurerà uno straordinario successo.Con Carmen il nostro Concorso registra un notevole successo oltre i confini regionali tantè che il popolare settimanale IL MUSICHIERE ne assume ufficialmente il patrocinio, ed io subito fiuto l’occassione di abbinarlo alla rinomata e popolare trasmissione televisiva omonima, ma l’improvvisa, tragica scomparsa del popolare conduttore Mario Riva mette fine al mio ambizioso progetto”.

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Ma lei non demorde, caro avvocato, perché so che ha in mente un altro colpo geniale. Mi dica, mi dica.

“ Infatti, nella primavera del 1961 incontro, grazie ad un amico giornalista, Gianni Ravera, da poco incaricato dall’ A.T.A. di Sanremo( la società che gestiva il Casinò e il Festival) ad assumere la direzione del noto festival della canzone italiana e gli prospetto l’idea di diventare contemporaneamente l’organizzatore del Concorso di Castrocaro, e gli spiattello il seguente progetto:-associare un importante e popolare settimanale di grande tiratura, Bolero film, per il supporto e sostegno alla manifestazione e per la pubblicazione in esclusiva del regolamento e della scheda d’iscrizione al Concorso.-effettuare la prima selezione degli iscritti nella varie regioni d’Italia e svolgere a Castrocaro le varie semifinali con spettacoli settimanali aperti al pubblico, da luglio a settembre.-far ascoltare in audizione riservata i cantanti semifinalisti di maggior valore ai discografici italiani per l’eventuale accasamento alle rispettave case degli elementi di loro interesse.-scelti i concorrenti nel numero di dieci, con parità di genere, come si dice oggi, allestire uno spettacolo di gala nel Padiglione delle Feste e al suo termine proclamare due vincitori, un uomo e un donna, col premio dell’ inserimento nel cast del festival di Sanremo ( fino ad allora riservato ai soli cantanti già affermati, i cosiddetti big della canzone)”.

E quel povero Ravera come ha reagito di fronte al suo folle, diciamolo pure, progetto? L’avrà lasciato letteralmente di stucco, non è vero?

“Ravera mi guarda con attenzione senza fiatare- mi racconta ora sorridendo a tutto spiano il geniale avvocato- ma il sopracciglio sinistro alzato e la fronte rugosa mi fanno capire che stava valutando con attenzione, e credo, spero, positivamente, la mia folle proposta.Mi procura così un incontro con l’avv. Luigi Bertolini, presidente dell’ATA, e io mi precipito a Sanremo.L ‘avv. Bertolini mi ascolta attentamente senza incoraggiare il mio entusiasmo e si riserva di parlarne al dott. Mario Porro, suo assistente di fiducia, e al nuovo organizzatore del festival, Gianni Ravera!La risposta positiva arriva dopo qualche giorno, con la motivazione che questo abbinamento, con l’apertura ai giovani cantanti più meritevoli, la manifestazione sanremese avrebbe guadagnato in vivacità, interesse e pubblicità.

Proprio come pensavo Io!E dopo questo gran risultato non poteva mancare un altro colpo di genio.

“ E’ proprio così- sottolinea ora con enorme soddisfazione l’avvocato- Nei giorni successivi all’intesa con Sanremo avviene l’accordo con la casa editrice Mondadori, secondo cui il concorso sarebbe stato patrocinato da Bolero film, allora diretto da Luciano Pedrocchi, che ne era stato il fondatore e che stampava circa 1 milione di copie.A completare questo successo giunse, infine, anche il consenso del dott. Ettore Bernabei, onnipotente e dinamico direttore generale della Rai (originaro di Modigliana, piccolo paesino vicino Forli), e qui giochiamo in casa…, per la ripresa televisiva RAI e la diretta radiofonica della finale con la proclamazione dei vincitori. Salivano così a tre i festival canori più importati del nostro paese: Sanremo, Napoli, Castrocaro.Posso immaginare la sua immensa emozione e soddisfazione…

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“ No, caro Minisci, è difficile immaginare quello che ho provato in quei momenti- Mi dice Graziani scoppiando di orgoglio- . Forte di tanta dotazione il nostro festival già dal 1962 registra oltre 3.000 concorrenti, superati nel 1964 con oltre 4.000, e molti di più nelle successive edizioni.Ricordare le estenuanti selezioni in tutte le regioni italiane ad opera di Ravera, di Virgilio Braconi, il fedelissimo ed espertissimo maestro-arrangiatore, e di Pippo Baudo, giovane giornalista chiamato da Ravera, che cominciava a muovere i primi passi nel mondo dello spettacolo, e che io ho subito apprezzato, ancora mi fa venire un groppo in gola.Il teatro della manifestazione ha avuto subito un parterre d’eccezione: inviati di tutti i giornali italiani e dei grandi periodici, i fotoreporter delle principali agenzie, i direttori artistici di tutte le case discografiche importanti, noti personaggi del mondo del cinema, del teatro, della televisione coi suoi personaggi più famosi e i cantanti più celebrati costituivano gran parte del pubblico presente, affiancati dai più noti direttori d’orchestra, registi, parolieri, compositori, agenti teatrali, cittadini del luogo e ospiti delle Terme. Ma di questo potrete leggere più avanti, nelle altre pagine del libro, nel racconto anno per anno, perché mi dicono che tu, caro Minisci, stai facendo un lavoro certosino di ricerca e di grande interesse, condito con aneddoti ed episodi simpatici che erano sfuggiti anche a me”!

E così il Concorso di Castrocaro Terme era assurto ormai a fenomeno nazionale.

“E bene ricordare, a questo punto-conclude l’avvocato- che la crisi della canzone italiana, agli inizi degli anni ottanta, è stata poi superata soprattutto grazie all’apporto di alcuni giovani cantanti, tutti passati dal Concorso di Castrocaro, come Zucchero, Ramazzotti, e poi Edoardo Bennato, e più avanti Laura Pausini, i quali hanno saputo sprovincializzarsi ed imprimere un respiro internazionale alla voce e ai suoni della nuova canzone italiana”.

Un successo durato fino al 1988, caro avvocato Graziani-lo interrompo io con audacia- come la teneva ben informato puntualmente il dott. Battistini, da quando lei era passato a dirigere le Terme di Montecatini, nel 1968, quando , dopo la scomparsa di Gianni Ravera e dopo alterne vicissitudini che si trovano all’interno dei vari capitoli del libro, si interruppe bruscamente, senza alcuna spiegazione (sic!) la collaborazione col festival di Sanremo, passato nelle mani di Adriano Aragozzini, con risvolti anche penali. E vedo l’avvocato rabbuiarsi in volto.E decido che la mia chiacchierata “impossibile” con l’avv. Graziani debba finire qui. Sono sicuro che se oggi potessi fargli la domanda del perché il Festival Voci Nuove di Castrocaro abbia perso l’appeal e l’importanza che ha avuto per tanti anni, mi avrebbe guardato fisso negli occhi, aggrottato le sopraciglie, come suo solito…e dopo un lungo ed interminabile intervallo avrebbe allargato la braccia e io avrei capito che dovevo chiudere il mio taccuino e congedarmi da lui con un semplice saluto!Mi alzo per andare via ma l’avv. Graziani mi trattiene per un braccio e mi dice facendomi l’occhiolino: “Mi raccomando, caro Minisci, vai ad intervistare anche il carissimo maestro Virgilio Braconi e il caro Pippo Baudo…loro ti diranno molte cose interessanti e particolari…molto più di quanto ti abbia detto io”.Sarà fatto, caro avvocato!