La corsa gentile del Natale

di Marco Signorile

Siamo entrati nella fase più frenetica del Natale.Le luci sono accese da settimane, le vetrine parlano da sole e, negli ultimi giorni prima della Vigilia, la città accelera. C’è chi cerca l’ultimo regalo, chi cambia idea all’ultimo minuto, chi si affida all’istinto. È una corsa silenziosa ma collettiva, fatta di passi veloci e pacchetti sotto il braccio.

Secondo le stime di Confesercenti, sono circa 20 milioni gli italiani impegnati negli acquisti finali, con un budget medio intorno ai 250 euro a persona. Una spesa che, nel complesso, racconta un Natale ancora molto vissuto, molto desiderato, capace di muovere non solo l’economia ma anche le abitudini.Abbigliamento e cosmetica restano tra le scelte più frequenti, seguiti da libri, giocattoli, gioielli e prodotti gastronomici. Ma accanto ai regali “da scartare”, cresce il valore dell’esperienza: viaggi, biglietti per spettacoli ed eventi, abbonamenti streaming. Sempre più spesso il dono diventa tempo condiviso, memoria futura, non solo oggetto.Le vetrine dei negozi tornano protagoniste. Oltre la metà degli italiani sceglie ancora il negozio fisico, camminando tra luci e decorazioni, mentre una parte si affida ai supermercati o ai mercatini natalizi, luoghi che conservano un’atmosfera più intima, quasi rituale.

E poi c’è un dato che ribalta l’immaginario tradizionale:quest’anno Babbo Natale ha spesso il volto di una donna. Sono loro a occuparsi maggiormente degli acquisti, con una media di regali più alta rispetto agli uomini. Un gesto che racconta attenzione, cura, organizzazione. Non solo shopping, ma una vera e propria regia affettiva del Natale.Alla fine, dietro la corsa, resta sempre la stessa intenzione:trovare qualcosa che sappia dire, senza parole, ti ho pensato.

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Per me il Natale resta uno dei momenti più fertili dell’anno per accorgersi delle persone.Osservare le strade, i negozi, i volti che cambiano. In questi giorni sembriamo tutti un po’ diversi: più disponibili alla cortesia, al saluto, alla condivisione.Cercare un regalo non è solo un gesto pratico.È un’attitudine.Ti mette in movimento verso l’altro, ti costringe a pensarlo, a immaginarlo, a scegliere qualcosa che parli per te. Ed è forse per questo che, anche se dura poco, questo periodo incide: perché cambia il nostro modo di stare nel mondo.Ricordiamoci allora che il regalo più grande non è sempre quello da scartare.Può essere un invito a pranzo per chi è solo, una carezza, un gesto inatteso.Anche offrire un caffè a chi vive per strada può diventare un atto di Natale.Perché il dono, quando è vero, non ha prezzo né confezione:ha presenza.

Buon Natale.Marco Signorile