Intervista alla stilista Giuseppina Di Bartolo

di Susy Carbone

Durante una recente puntata di La Porta Magica su Raidue, andata in onda il 28 aprile e condotta da Andrea Delogu, si è vissuto un momento di intensa emozione, che ha coinvolto profondamente pubblico e ospiti in studio.

Nel corso della trasmissione, la stilista calabrese Giuseppina Di Bartolo ha fatto il suo ingresso a sorpresa, arrivando appositamente dalla Calabria per incontrare Susy Carbone.

Un gesto carico di affetto e significato, nato dal desiderio di rendere omaggio a Eugenio Carbone, figura centrale della puntata e punto di riferimento umano e artistico.

L’abbraccio tra le due donne, inatteso e autentico, ha dato vita a un istante di grande intensità, in cui memoria, riconoscenza e legami profondi si sono intrecciati, restituendo al pubblico un racconto sincero e toccante.

Un gesto profondo, capace di intrecciare memoria, formazione e prospettive future.

L’incontro ha successivamente dato origine a un’intervista intensa e ricca di ricordi.

Come è nata la tua passione per la moda e il design?

È nata con me. Fin da bambina ho sempre disegnato abiti, Il primo lo ricordo a sei anni: un vestito blu da cerimonia con scollo quadrato e gonna in tulle. Aveva già una sua logica, una struttura. Credo sia qualcosa che porto nel sangue: mia nonna amava il cucito e la mia bisnonna era una vera maestra sarta, con allieve e clienti di grande rilievo. Tra queste, anche la principessa di Roccella, per la quale realizzava abiti su misura durante i suoi soggiorni estivi a Brancaleone, paese Natale della stilista.

È una tradizione familiare che sento profondamente mia, un filo invisibile che mi lega alle donne della mia famiglia e che, nel tempo, è cresciuto insieme a me.

Puoi raccontarci il tuo primo grande successo professionale?

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Lo identifico nella vittoria alla GDD Fashion Week, che mi ha permesso di essere pubblicata sulla rivista “La Mia Boutique”, un punto di riferimento per il settore dei cartamodelli.

È stato il primo momento in cui ho sentito che il mio lavoro veniva riconosciuto davvero.

Quali premi hai vinto e cosa rappresentano per te?

Ho ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui l’Oscar della Moda 2024 e premi legati all’eccellenza e alla valorizzazione della Calabria.

Per me ogni premio è una conferma: significa essere sulla strada giusta, essere riconoscibile, arrivare alle persone. Non è solo una gratificazione personale, ma anche uno stimolo a continuare.

 Giuseppina Di Bartolo con Alviero Martini

Come descriveresti il tuo stile?

Il motto della mia firma è: Giuseppina Di Bartolo haute couture “Perchè classe e bellezza si possono anche indossare”.

Mi ispiro ai grandi della moda italiana, con uno stile elegante ma accattivante: linee pulite, arricchite da dettagli importanti, volumi studiati, richiami agli anni ’50.

Amo valorizzare la donna nella sua unicità: l’abito deve esaltare la personalità di chi lo indossa.

Quali tecniche preferisci?

Uso la sartoria classica: cartamodello, taglio, imbastitura. Ma lavoro molto anche sul manichino con la tecnica del moulage.

Mi piace unire tradizione e innovazione, ricamare, intagliare il pizzo, arricchire l’abito con applicazioni e passamanerie.

Come è nata la collaborazione con personaggi dello spettacolo?

È iniziato tutto quasi per caso, con Sofia Giaele De Donà, durante il Grande Fratello VIP.

Le ho disegnato gli abiti per tutta la sua permanenza nella casa, e da lì il mio nome ha iniziato a circolare sempre di più.

È stata una svolta importante.

Sofia Giaele De Donà con un abito firmato Giuseppina Di Bartolo haute couture

Quali sono i tuoi sogni e obiettivi?

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Sono stata invitata a diverse fashion week internazionali, da Roma a Milano,  fino a Dubai. Il mio desiderio è partecipare e portare la mia identità nel mondo, anche se dovrò scegliere con attenzione tra impegni familiari e professionali.

La stilista con Nina Moric

Come hai conosciuto Eugenio Carbone?

Attraverso l’accademia presso la quale studiavo. Siamo stati ospiti a casa sua per studiare il suo metodo. Non è stato un semplice rapporto docente-allieva: ci ha accolti come persone di famiglia.

Ricordo ancora quando mi disse: “Tu ce la farai”. Quelle parole mi hanno accompagnata sempre.

In che modo ti ha influenzata il suo insegnamento?

Il suo metodo era molto pratico: spiegava, ma poi mostrava.

Mi ha trasmesso l’importanza del fare, dell’osservare, del costruire con le mani. Ancora oggi porto con me quella visione, soprattutto nel lavoro sul manichino.

Quanto era generoso Carbone nel condividere il suo sapere?

Moltissimo. Ci ha mostrato il suo archivio: bozzetti storici e lavori realizzati.

Non teneva nulla per sé: voleva davvero trasmettere la propria esperienza

Giuseppina Di Bartolo con Eugenio Carbone

Cosa diresti a un giovane stilista?

Di studiare, sperimentare e non fermarsi mai.

Il metodo Carbone insegna anche questo: trovare soluzioni, ottimizzare, creare con intelligenza.

Ogni tecnica è utile, ma bisogna impegnarsi e costruire il proprio percorso con perseveranza.

L’incontro tra memoria e futuro prende forma nelle parole di Giuseppina Di Bartolo: una stilista che, partendo dalla tradizione familiare e dall’insegnamento di Eugenio Carbone, continua a costruire il proprio percorso tra artigianalità, visione e determinazione.

Un filo invisibile che lega generazioni diverse, trasformando l’eredità in ispirazione viva.