Il signore dell’Oppressione

                      di Graziano Misuraca

Negli articoli passati abbiamo introdotto un discorso relativo ai quattro elementi, elementi che vanno saputi padroneggiare per potere essere come Osiride e incamminarsi nella trasmutazione in Horus.

Ma come possiamo padroneggiare in modo adeguato questi quattro elementi? Ecco che ci viene in aiuto lo studio di un vero e proprio glifo che è l’albero cabalistico, composto da dieci “sfere” (o sephirot) e ventidue sentieri che si interconnettono lungo quest’albero.

Sono i famosi 32 sentieri della sapienza. Punto più denso (il nostro mondo in pratica) è l’ultima sephira conosciuta come Malkuth. Malkhut è appunto espressa nella dottrina egiziana grazie alla figura di Iside, la dea dai mille nomi che in modo amorevole è stata raccontata nel bellissimo “Metamorfosi” di Apuleio, un libro che dovrebbe essere letto nei nostri licei al pari della Divina Commedia di Dante Alighieri. Malkuth è il nostro mondo e ogni mago che vale il pane che mangia sa che tutte le operazioni magiche vanno concluse in Malkuth e non restare su un piano solo astrale. Anche nel mondo profano questa cosa è riconosciuta: niente è più deleterio del coltivare progetti nella nostra mente e poi non cercare il più possibile di materializzarli nella realtà. Tutto quello che viene cominciato va finito e le cose finiscono in Malkuth.

I quattro elementi che ricordiamolo sono acqua aria terra e fuoco possono essere ritrovati negli arcani minori dei tarocchi.

Per esempio, il fuoco corrisponde ai bastoni. Gli arcani minori sono così distribuiti lungo le sephirot dell’albero cabalistico e in Malkuth noi possiamo lavorare sui quattro dieci degli arcani minori.

Leggi anche  LA MACCHINA GIA' SCRITTA

Di grande importanza, a questo punto, il dieci di bastoni che è anche chiamato il Signore dell’Oppressione.

Ma questo nome solo all’apparenza è cupo. L’alchimia ci insegna a leggere e a saper leggere. Il dieci di bastoni è fuoco in Malkuth ed essendo rappresentante delle forze spirituali, ci ricorda che tanto più una carta è spirituale tanto più è dura, corrosiva, sul piano materiale (ma aurea dal punto di vista interiore).

Le forze spirituali di primo acchito nella materia dissolvono e opprimono ma poi sono dolci nella trasmutazione. Discorso opposto per il dieci di denari (che rappresenta la Terra) che è così chiamato Signore della ricchezza. Ma anche qui bisogna stare attenti, perché tutto quello che è oro esteriore alla fine sarà corrosivo dentro.

Buona pratica.