Il choker nero nei ritratti femminili

di Rossana Lucente

Il choker è un accessorio costituito da una striscia di tessuto in raso, velluto o seta. Un nastro semplice annodato al collo o con chiusura metallica, arricchito da cammei, medaglioni o perle. Sebbene oggi venga spesso associato alla moda gotica o punk, le sue origini risalgono a ben prima del XIX secolo. Ma è durante l’epoca impressionista che il girocollo nero si diffonde come simbolo di grazia, ribellione e anticonformismo tra le donne borghesi, le ballerine e le figure bohémien, a metà strada tra eleganza e audacia.

La diffusione di questo ornamento si è intrecciata in modo profondo con l’arte: in “Olympia” di Édouard Manet (1863), la celebre cortigiana indossa un delicato bijoux nero che mette in risalto la sua pelle candida. In questa opera il gioiello in tessuto diventa un simbolo di sfida e consapevolezza del proprio corpo sensuale, amplificando l’impatto erotico nello spettatore.

Nel ritratto di “Donna con margherite” di Henri Matisse (1912), la figlia del pittore e della modella Caroline Joblaud,    viene rappresentata con una misteriosa fascia nera, utilizzata per occultare i segni visibili di una cruda tracheotomia eseguita sul tavolo da cucina, a causa di un’angina difterica.

Nel dipinto “Il Bar delle Folies-Bèrgere” di Pierre Auguste Renoir (1881-82), il gingillo nero diventa un vezzoso tocco di moda francese, in un locale tipico della Parigi fin-de-siècle, luminoso e spumeggiante.

Nella “Culla” di Berthe Morisot (1852), l’artista ritrae una figura materna assorta nella contemplazione della sua dolce bambina Blanche. La protagonista Edma, sorella della pittrice, porta un monile nero di stoffa, segno di giovinezza e identità, legata ai tempi moderni.

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Piccolo ma potentissimo, il choker nero ha attraversato epoche e significati, mantenendo intatta la sua forza iconica, seducendo artisti, modelle e stilisti.