Gifted e Grafologia

Di Carmen sita Furlano

Esistono storie di bambini che loro malgrado diventano famosi a causa dell’ignoranza di gruppi di persone che li etichettano come “ritardati”, “isolati”, “strani”, “diversi” ecc. ecc. Parole dette da compagnucci di classe perché magari ascoltate dai genitori, comportamenti gravi che in una società moderna, globalizzata, aperta all’umanitarismo generale non dovrebbero manifestarsi. Allora la riflessione impone una risposta: la vera diversità esiste: è l’ignoranza.
Esistono bambini bilingue con un quoziente intellettivo notevolmente superiore alla media, bambini con iperattività diagnosticata, descritti come ragazzi talentuosi, dotati di alta capacità di eseguire calcoli mentali con rapidità, parlare fluentemente due lingue e suonare vari strumenti senza conoscere la musica grazie a un “orecchio assoluto”.
Qualità che a mio parere tantissimi – e forse tutti -vorrebbero avere . Questi bambini non sono speciali nel senso di diversi, o un poco strani, o ritardati; più semplicemente sono bambini plusdotati, i famosi GIFTED ancora poco inquadrati nel nostro bel paese Italia e sconosciuti fino a qualche anno fa.

Oggi si ascoltano qua e là pensieri e riflessioni sporadiche sull’argomento, ma probabilmente si deve attendere qualcosa di eclatante. Pare che in Italia accada sempre così, com’è stato per i bambini e ragazzi autistici, così per i DSA fino a qualche tempo fa…
La plusdotazione è un fenomeno ancora poco studiato, stimato in un 5/8% di presenza nelle scuole, un concetto evolutosi nel tempo grazie a vari studiosi come Sternberg e Davidson, (2003) con “Giftedness e divinità Giftedness e neuroni”, e Grinder 1985 con “Giftedness e la nascita dei mental tests”. Esistono circa 100 modi per definire la plusdotazione, la maggior parte dei quali fanno riferimento alla precocità nei costrutti psicologici, all’intelligenza e alla creatività e talvolta prendono in considerazione la performance ottenuta nelle materie scolastiche. La giftedness è uno speciale tipo di intelligenza caratterizzata non solo da alto QI ed aumentate funzioni esecutive, ma anche da un’eccezionale creatività ed alti livelli di motivazione in tratti specifici, e una delle principali caratteristiche dei gifted è una performance superiore rispetto ai coetanei in test cognitivi e della creatività. Tale caratteristica dimostra una maturazione cognitiva maggiore rispetto ai coetanei.
In sintesi i bambini gifted hanno un altro modo di apprendere: possiedono un potenziale di abilità eccezionale, manifestano competenze precoci e interessi non comuni per l’età, possiedono abilità cognitive superiori alla media generale, si caratterizzano per la precocità nella lettura, il vocabolario molto ampio per l’età ed una notevole curiosità per molti argomenti, inclusi concetti astratti che i coetanei faticano a comprendere, sono dotati di Pensiero Arborescente, che permette loro di prendere in considerazione un elevato numero di informazioni in uno stesso momento per arrivare alla soluzione di un problema. Questi bambini, accanto alla consapevolezza di possedere qualità pregiate in misura maggiore rispetto ai coetanei, incontrano delle difficoltà che possono rappresentare inciampo alla loro crescita armoniosa, sia quelle inerenti alla loro eccezionalità, che varie problematiche inerenti ad altre diagnosi: ADHD, autismo, dislessia, bipolarismo; e soprattutto la più grande e dolorosa nell’adattarsi all’ambiente scolastico sia da un punto di vista didattico che sociale.

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I gifted sono bambini brillanti ma anche vulnerabili, comprendono immediatamente la non accettazione, l’isolamento, il disagio, soprattutto scolastico, ritrovandosi in alcuni casi, anche, oggetto di bullismo. Soprattutto nell’ambiente scolastico devono trovare accoglienza e capacità di entrare nei loro schemi, sostegno emotivo, capacità di armonizzazione all’interno della classe facendo cogliere le differenze esistenti come potenziamento dell’intero gruppo, nessun alunno deve restare indietro e al tempo stesso costruire un arricchimento di tutte le qualità psico-fisiche di ogni bambino/a, adolescente e ragazzo/a.
Ebbene per i professionisti Grafologi specializzati in Grafologia dell’Età Evolutiva (lo studio sulla evoluzione del gesto grafico comprendendo le potenzialità in atto, le difficoltà di apprendimento e soprattutto comportamentali), in Rieducazione del Gesto grafico e della Scrittura e in Grafopatologia (lo studio delle scritture malate, quei segni clinici di alterazione psichica o somatica già instaurati in modo circostanziale, prolungato o definitivamente) non è una novità, proprio perché – come più volte detto – il grafologo è lo specialista è lo specialista del linguaggio scritto profondo, grazie proprio allo studio sistemico della scrittura, alla quale è applicata la metodologia scientifica grafologica: metodo razionale grafologico (grafonomico, grafometrico, grafoscopico, calligrafico) e su un iter logico ben definito per l’analisi della scrittura, dotato di principi e regole esplicate anche attraverso operazioni decimali, leggi della fisica, esperimenti, pratica clinica e ricerca scientifica. Il tutto corredato di applicazione dei principi grafonomici e neurofisiologici spieganti le principali fenomenologie grafiche attraverso i principi di fisica e fisiologia scritturale.


Infatti i Gifted come gli Autistici, come i Dsa, come i Disprattici (poco se ne parla), come i Balbuzienti, come tutti gli esseri umani, hanno una propria scrittura.
La scrittura ci rappresenta, parla di noi, è il primo e unico vero test proiettivo del soggetto scrivente, perché è lo stesso soggetto a fissare in modo permanente tutta la soggettività personale nella sua unicità e nella sua complessa attività cerebrale e neuromuscolare, quindi non è perso il minimo particolare. La scrittura rivela il quadro completo delle esperienze vissute; una visione questa stabile, perché si basa su impronte lasciate da gioie e sofferenze, del passato e da timori e speranze per il futuro, in quanto è “funzione cerebrale e corticale”, ovvero il complesso meccanico neuro-psichico e muscolare; è il precipitato esistenziale materializzato depositato sul foglio (campo scrivente) dalla mano (mezzo), dal quale può evidenziarsi il quantum energetico e l’eventuale condizione di squilibrio bio-neuro-fisio-morfo-psicologico.
Dove c’è scrittura c’è il Grafologo, e quindi soprattutto nelle scuole la sua presenza è indispensabile, anche inserita nelle varie equipe multidisciplinari, perché la grafologia contribuisce ad aiutare nel percorso di crescita fornendo indicazioni che tengono conto delle caratteristiche individuali di chi scrive a partire dalla scuola materna, elementare fino alle scuole superiori. Nel caso dei Gifted per esempio già dall’accoglienza può prepararsi una costruzione su varie componenti tra cui il linguaggio scritto e disegnato andando oltre la forma, insieme con le famiglie e gli alunni.
L’impiego della grafologia è un prezioso supporto per gli alunni, perché tutti possono in realtà avere disagi personali, anche gravi, sapientemente “occultati” a genitori, insegnanti e compagni, anche chi apparentemente si presenta efficiente, preparato, con un ottimo rendimento scolastico, con un carattere socievole, giocoso; per gli insegnanti che si trovano alle prese con casi difficili o semplicemente per favorire una più esatta comprensione dei propri allievi, ma rafforza anche l’alleanza con le famiglie per affrontare le difficoltà che si possono incontrare tra chi deve accettare e chi deve proporre le “diversità”, perché è soltanto insieme che si possono promuovere le grandi potenzialità presenti.
Tutti i bambini devono essere considerati sulla medesima linea di partenza, soprattutto coloro che mostrano qualcosa di più o di meno, devono vincere tutti; quindi le varie professionalità devono necessariamente collaborare, con il richiesto coraggio per affrontare le proprie debolezze, la gentilezza verso le proprie e altrui fragilità, ed in nessun caso porre in essere solo uno “Slogan”.

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