di Marco Signorile
Torna in scena uno dei titoli più iconici degli anni Ottanta: Flashdance – Il Musical. Un sogno di libertà, ritmo e riscatto che continua a parlare a ogni generazione. Sul palco, la storia di Alex Owens, giovane saldatrice che di giorno lavora tra scintille e metallo e di notte balla seguendo la propria passione, si rinnova con un’energia contemporanea e un cast di grande talento.
La regia di Mauro Simone trasforma il palcoscenico in un set dinamico, dove la danza diventa linguaggio e la musica memoria. È uno spettacolo che punta sull’impatto visivo, sul colore e sul battito costante del ritmo — quello stesso ritmo che negli anni Ottanta fece di Flashdance un fenomeno culturale e generazionale.

La trama è nota, ma continua a funzionare come un motore di emozioni. Alex Owens, interpretata da Vittoria Sardo, è una giovane donna indipendente, testarda, fragile e coraggiosa: un’eroina moderna che non aspetta che la vita le conceda spazio, ma se lo costruisce passo dopo passo — coreografia dopo coreografia.

Il palcoscenico si muove come un videoclip in movimento, con cambi scena fluidi e continui che danno allo spettacolo quel respiro cinematografico che il titolo pretende. Scenografie e costumi sono curatissimi, dinamici, perfettamente in linea con l’estetica anni Ottanta che ha reso Flashdance un’icona. Un allestimento complesso ma di grande impatto, sostenuto da un ensemble straordinario che infonde coralità e forza allo spettacolo.

Da attore, confesso che non amo scrivere di teatro o musical: ho sempre preferito viverli. Ma quando l’energia sul palco è autentica, quando il lavoro dietro le quinte si percepisce in ogni gesto, allora diventa quasi un dovere raccontarlo.
Ho ancora addosso la sensazione dello spettacolo. Alcune scene restano impresse: il momento in cui Alex scopre che la sua mentore Hannah è volata via, oppure la celebre audizione finale — quella che nel film del 1983 è diventata leggenda. In teatro, quella sequenza ritrova la stessa tensione e lo stesso brivido: “What a feeling!”, come direbbe la canzone, perché la danza qui diventa davvero destino.

Vittoria Sardo dà ad Alex una lettura personale, sincera, che cresce scena dopo scena. È credibile nella fragilità e coraggiosa nella determinazione, sostenuta da un cast affiatato che la accompagna con energia e precisione. Mattia Baldacci, nei panni di Nick Hurley, è un partner scenico convincente; mentre Rosalba Bongiovanni, nel ruolo di Hannah, ex ballerina e mentore, regala una presenza toccante e luminosa.

Siamo a pochi giorni dal debutto, e lo spettacolo avrà modo di crescere ancora, arricchendosi di quelle sfumature che ogni artista, sera dopo sera, saprà portare con sé. Ma già ora Flashdance – Il Musical conquista: per ritmo, energia, stile e rispetto verso un grande classico del cinema che sul palcoscenico torna a vivere di luce propria.

“Alex è una donna che non chiede, ma sceglie — e nel farlo, cambia la sua vita. È un ruolo che mi ha chiesto molto, ma mi ha anche restituito molto”, mi racconta Vittoria Sardo, poco prima di entrare in scena, con quella emozione che solo le prime repliche sanno regalare.

Parole semplici ma sincere, che raccontano il coraggio di una giovane artista alle prese con un ruolo impegnativo e amatissimo dal pubblico. E forse è proprio questa la chiave di Flashdance: la voglia di provarci, sempre. Perché i sogni, come la danza, hanno bisogno di coraggio, costanza e cuore.


