Finalmente santi: Frassati e Acutis, la santità giovane che parla al futuro

di Marco Signorile

Il 7 settembre 2025, durante il Giubileo, Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis diventeranno santi — per proclamazione di Papa Leone XIV.
Due nomi, due storie, due epoche distanti, ma uniti da un fuoco identico: un fuoco giovane, vivo e contagioso, che non ha bisogno di tonache né di sermoni per farsi capire. Ogni dettaglio delle loro vite diventa ispirazione, a dimostrazione che la santità non è privilegio di pochi, ma un dono accessibile a tutti — soprattutto ai giovani di oggi.
Pier Giorgio, il santo delle vette.
Pier Giorgio Frassati morì nel 1925, a soli 24 anni. Alpinista appassionato, studente brillante e instancabile nel servizio ai poveri, viveva una fede concreta, fatta più di gesti che di parole. Scalava montagne non solo per la sfida fisica, ma per cercare Dio nella bellezza della creazione. Abbatté barriere sociali, conquistò affetto e stima già in vita, molto prima della sua beatificazione nel 1990.
Due miracoli, uno negli anni Trenta e uno nel 2011 negli Stati Uniti, hanno aperto la strada alla canonizzazione. Ma il vero miracolo è la sua attualità: a cent’anni dalla morte, Frassati continua a ispirare giovani che lo sentono come un compagno di viaggio verso una vita autentica e coerente.

Carlo, il santo digitale.
Carlo Acutis, scomparso a soli 15 anni nel 2006 per una leucemia fulminante, ha lasciato un segno luminoso. Ragazzo vitale e devoto, seppe usare il web per raccontare la sua fede: con mostre virtuali sui miracoli eucaristici avvicinò migliaia di persone, specialmente giovani, alla bellezza della spiritualità. Affrontò la malattia con serenità sorprendente, diventando segno di speranza.
Proclamato Beato nel 2020, ora si prepara a diventare santo: il primo della generazione digitale. La sua frase celebre, “Tutti nascono originali, ma molti muoiono come fotocopie”, sintetizza il suo invito a restare fedeli a se stessi e al Vangelo, incoraggiando i giovani a non conformarsi ma a vivere con autenticità.

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Due storie, una sola chiamata.
Frassati e Acutis: uno con scarponi da montagna, l’altro con sneakers. Diversi nel contesto, identici nell’essenza. Entrambi ci ricordano che la santità è possibilità quotidiana: scelta libera, cammino personale, ribellione gentile contro indifferenza e superficialità.

Il 7 settembre, a Roma non sarà solo un rito formale, ma l’inizio vibrante di una nuova epoca di fede. Un segno che parla a questa generazione e a quelle future: un invito a scoprire la propria vocazione unica in un mondo che ha bisogno, oggi più che mai, di autenticità e amore.