di Gennaro Gallo
Immersi nel verde della villetta comunale, Rota Greca ha fatto da cornice all’anteprima del XIV Festival delle Migrazioni, appuntamento ormai radicato nell’Arberia cosentina e promosso dall’Associazione Don Vincenzo Matrangolo.
Una serata estiva, semplice ma densa di significati: bambini che giocavano, gruppi di amici e ospiti dei progetti SAI a parlare in più lingue, mescolando parole e gesti.
Ad aprire ufficialmente la presentazione ci ha pensato l’assessore comunale Antonello Cistaro che ha messo subito in chiaro il punto: l’accoglienza, qui, non è uno slogan ma una pratica quotidiana. “Resistere”, ha detto: non significa fare proclami, ma opporsi all’indifferenza e alla chiusura partendo proprio dai piccoli comuni dove ogni volto è un incontro diretto.
Il presidente dell’associazione, Giovanni Manoccio, ha presentato il cartellone ufficiale.
Il via sarà il 22 agosto a San Basile, con il dibattito “Soccorsi in mare” da parte delle ONG con i rappresentanti di: Medici senza Frontiere, SOS Mediterranee e Emergency e l’Ammiraglio Vittorio Alessandro. La serata si concluderà con il concerto dei Pasticcio Meticcio.
Il 23 agosto ad Acquaformosa si festeggeranno i 15 anni dell’associazione “Don Vincenzo Matrangolo” , con la partecipazione dei sindaci dei comuni che hanno aderito al progetto di accoglienza, i Sindacati, il Vescovo della diocesi di Lungro e la presenza della giornalista di “Report” Rosamaria Aquino e del suo libro “Il naufragio di Cutro 94 migranti morti”. Concluderà il Concerto di Eman.
Il 24 agosto, a Vaccarizzo Albanese, si parlerà delle Scomparse forzate in Marocco e anche della situazione dei campi profughi con l’ex ambasciatrice del Burundi. Concluderà la serata Ylenia Cuzzolino e Taranta Nova in concerto.
Il 27 agosto, a Bisignano, si discuterà del Patto sulla migrazione e l’asilo: Il sistema comune dell’Unione Europea. A seguire il concerto del “Il Parto delle Nuvole Pesanti”;
Il 29 agosto, a San Benedetto Ullano, si terrà il workshop “Di segni e di vita” con Fabio Magnasciutti, Sergio Crocco e Daniela De Marco. Seguirà il dibattito “Un cambio di paradigma: da migrazione a mobilità. Concluderà Santino Cardamone in concerto.
Il 30 agosto, a Cerzeto, si discuterà della “Nuova direttiva sull’accoglienza” e della “prospettiva antropologica sulle migrazioni dal sud est asiatico”. Concluderà la serata il concerto di Enrico Capuano e Tammuriata Rock.
Il 31 agosto, a San Sosti, dopo l’installazione artistica condivisa “Non in Mio Nome” in piazza libertà, si terrà il dibattito sulla “Questione palestinese: Genocidio programmatico?” concluderà l’ultima serata del XIV Festival delle Migrazioni il concerto dei “Calabria Orchestra”.
Un festival che non vive solo di musica ma sono previsti momenti di riflessione sul soccorso in mare, approfondimenti sulla Palestina e iniziative solidali come la vendita della “Gaza Cola”, il cui ricavato andrà a sostegno di progetti umanitari.
Il prof. Walter Greco (docente Unical) ha spostato lo sguardo su un piano più ampio: politiche migratorie, cause profonde delle partenze e il significato dell’accoglienza come scelta attiva che produce valore sociale e culturale. Senza tecnicismi inutili, ha dato parole concrete a concetti spesso abusati.
Mentre Lidia Vicchio e Daniela De Marco hanno presentato il podcast che raccoglie storie di migranti ospitati nei progetti SAI. Registrazioni curate, voci narrate in prima persona, non un prodotto “per addetti ai lavori”, ma un ponte diretto tra chi ascolta e chi vive l’esperienza migratoria.
Dopo il convegno di presentazione la vicina piazza del paese si è trasformata in un grande tavolo all’aperto dove il cibo è diventato linguaggio universale, piatti che diventano pretesto per raccontare storie. Non solo “integrazione”, parola fredda, ma condivisione viva.
Per finire, la musica ha preso il sopravvento con l’esibizione di due band locali: i Teens Dreams, con energia fresca e suoni moderni e i Ki.Di.Dà, che hanno mescolato percussioni e melodie popolari, facendo ballare la piazza fino a tarda sera.
Il Festival delle Migrazioni non si limita a “parlare di migrazioni”: mette in contatto diretto storie, persone e comunità.
Unisce dibattito e festa popolare, riflessione e musica, nella convinzione che i piccoli paesi possano essere laboratori di convivenza reale. Il programma completo si snoderà per tutta l’Arberia fino a fine agosto.
Un’occasione per chi vuole capire e non solo guardare da lontano.

