di Marco Signorile
La Festa del Cinema di Roma torna per celebrare il cinema italiano e internazionale. Dal 15 al 26 ottobre 2025, l’evento accenderà l’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone e la Casa del Cinema, coinvolgendo numerosi luoghi della Capitale con anteprime, incontri e proiezioni speciali.
La ventesima edizione omaggia Franco Pinna (1925-1978), fotografo tra i più importanti del Novecento, nel centenario della nascita. L’immagine ufficiale della Festa proviene dal suo celebre scatto realizzato sul set di Giulietta degli spiriti di Federico Fellini, di cui ricorre il sessantesimo anniversario.
Quest’anno la Festa è ufficialmente riconosciuta come Festival Competitivo dalla FIAPF, con un concorso internazionale dal titolo Progressive Cinema – Visioni per il mondo di domani. A completare il programma, le sezioni non competitive Freestyle, Grand Public, Proiezioni Speciali, Best of 2025 e Storia del Cinema, dedicate a linguaggi liberi, grandi successi e capolavori restaurati.
I Premi alla Carriera saranno consegnati a Jafar Panahi da Giuseppe Tornatore e a Richard Linklater da Marco Bellocchio. Il produttore britannico Lord David Puttnam riceverà l’Industry Lifetime Achievement Award, mentre Nanni Moretti consegnerà il Master of Film a Edgar Reitz. Infine, la regista Nia DaCosta sarà premiata con il Progressive Award alla Carriera e presenterà Hedda, il suo nuovo film.
A inaugurare la ventesima edizione sarà La vita va così di Riccardo Milani, con Virginia Raffaele, Diego Abatantuono, Aldo Baglio, Giuseppe Ignazio Loi e Geppi Cucciari, una commedia che racconta un’Italia viva e ironica, ma anche consapevole delle proprie fragilità.
Ed è proprio questa unione tra leggerezza e profondità che ricorda perché il cinema continua a emozionarci. Perché, al di là delle luci del red carpet, andare al cinema resta un atto d’amore: per le storie, per noi stessi, per il tempo che ci concediamo di vivere altrove.
Accomodarsi nel buio accogliente di una sala è un gesto semplice ma potente. Lontano dalla frenesia quotidiana, il tempo si sospende: lo schermo si accende, la musica avvolge, le emozioni si intrecciano alle nostre. Gli psicologi lo definiscono un piccolo rito terapeutico: per qualche ora ci disconnettiamo dal mondo e ci riconnettiamo all’anima. Uscendo, ci sentiamo più leggeri, come se la storia appena vissuta avesse respirato anche per noi.
Ecco allora il senso più profondo di questa edizione: più cinema per tutti. Perché il cinema, quando lo vivi davvero, non è solo spettacolo. È sollievo, condivisione e verità.


