di Marco Signorile
Nel cuore della Valle d’Itria, il borgo di Cisternino si è trasformato in una galleria d’arte a cielo aperto. Balconi, muri e piazze accolgono antichi centrini all’uncinetto, simboli di una tradizione artigianale che torna a vivere nello spazio urbano, portando con sé un messaggio di pace, bellezza e creatività condivisa.
Al centro del paese, in un naturale crocevia tra la chiesa madre, la villa comunale e la torre civica, lo sguardo viene catturato da Rainbow, il progetto dell’artista-designer Bernardo Palazzo. Venticinque grandi centrini, tesi in anelli di ferro, dialogano con la luce del giorno e del tramonto, proiettando ombre e colori che trasformano la piazza in un luogo di contemplazione.

Attratto da queste trame silenziose e cariche di memoria, Palazzo racconta di aver “salvato” i centrini dai mercati per restituirli al centro della scena, rispettandone la forma circolare originaria: storie complete, che non si adattano, ma chiedono allo spazio di adattarsi a loro.
C’è qualcosa di profondamente meditativo in questi lavori. Le ricamatrici parlano dell’uncinetto come di un gesto lento, capace di generare benessere e sospensione. Una visione che riconosco anche personalmente: ho praticato il crochet tunisino, una tecnica lineare e ipnotica, in cui il gesto ripetuto accompagna il respiro e sospende il tempo.
Forse è proprio questo il senso più autentico di iniziative come quella di Cisternino: ricordarci che la bellezza nasce dal tempo dedicato e dalla cura.
Ed è bellissimo vederla tornare a vivere, oggi, nello spazio condiviso di un borgo.


