Il celebre dipinto del 1723 non è solo un capolavoro del Vedutismo, ma un catalogo involontario della moda rococò della Serenissima. Dalla bauta al panier, ecco come Venezia recitava se stessa davanti ai viaggiatori del Grand Tour.
Di Rossana Lucente
Il dipinto “Piazza San Marco verso est” (1723), realizzato da Canaletto grazie al contributo della camera ottica (antesignana della macchina fotografica), non è solo un capolavoro del Vedutismo. È anche uno spaccato della Venezia del primo Settecento, dove la luce, l’architettura e soprattutto le piccole figure che animano la piazza ci raccontano cosa significava “essere alla moda” nel cuore d’Europa.
L’artista definisce Piazza San Marco “centro vitale della città, sua vera anima” per i viaggiatori del Settecento. Qui si incrociano nobili al Caffè Florian, mercanti, turisti, una signora borghese affacciata alla finestra e uno spazzacamino.
Il codice visivo del Rococò: l’abbigliamento nobile
L’abbigliamento diventa il codice visivo dell’ambiente Rococò. L’abito maschile per eccellenza è dotato di:
- Bauta: la tipica maschera bianca con il mento sporgente.
- Tricorno: il caratteristico cappello laccato a tre punte.
- Tabarro: un mantello nero avvolgente.
- Marsina: la giacca attillata in vita, abbinata a un panciotto ricamato.
- Culotte e accessori: pantaloni al ginocchio, calze di seta bianche e scarpe con fibbia d’argento.
D’altro canto, i vestiti scuri delle dame sono realizzati in tessuti broccati e damascati, contraddistinti da una vita stretta, scollo ampio, maniche a pagoda con pizzi e il panier (la sottogonna che allargava i fianchi), completati da scarpe in stoffa o pelle.
Inoltre, gli accessori come i ventagli e i nei finti sul viso (le cosiddette “mosche”) erano indispensabili per inviare messaggi amorosi segreti, mentre le acconciature erano ancora basse, incipriate e arricchite da piccoli ricci capricciosi.

Sobrietà e funzionalità: la moda dei mercanti e dei lavoratori
Muovendosi verso le Procuratie, lo scenario sociale cambia. I mercanti portano abiti decisamente più sobri: dalle giubbe scure senza ricami alle brache di tela grezza, fino al cappello a falde larghe.
Ancora più funzionale è il berretto dell’operaio e dello spazzacamino, contraddistinto da tessuti più logori e adatti al mestiere. Si tratta comunque di una “venezianità” raffinata e gioiosa, dove lusso e miseria convivono nello stesso identico spazio della Repubblica Marinara.

Il souvenir perfetto per il Grand Tour
Questa vivacità era straordinariamente apprezzata dai viaggiatori del Grand Tour. Un gentiluomo straniero voleva tornare a Londra con un ricordo oggettivo della città, che immortalasse la Basilica di San Marco, il Palazzo Ducale e le gondole nella laguna.
Senza saperlo, acquistando le vedute di Canaletto, i viaggiatori portavano con sé un vero e quale catalogo di moda involontario: il modo esatto in cui la Serenissima si vestiva per recitare sé stessa davanti al mondo intero.

